Melodie in fuga

Fuga in rosso. Paul Klee. 1921.

La fuga è una forma musicale polifonica basata sull’elaborazione contrappuntistica di un’idea tematica, che viene esposta e più volte riaffermata nel corso del brano, spesso con la trasposizione ad altezze diverse. Dalla seconda metà del Seicento alla prima metà del Settecento (quindi nel momento di massimo splendore del Barocco) la fuga è stata la più importante forma contrappuntistica strumentale. È considerata una delle più importanti espressioni del contrappunto nella storia della polifonia occidentale.

Possiamo pensare alla fuga come a un’evoluzione del canone.

Johann Sebastian Bach, il più importante compositore del periodo Barocco, realizzò una raccolta di composizioni intitolata Il clavicembalo ben temperato, che includeva 24 preludi seguiti da altrettante fughe: uno per ogni tonalità.

In questa interessante analisi della Fuga in Sol minore (da Il clavicembalo ben temperato) puoi seguire il modo in cui si susseguono e si sovrappongono gli elementi fondamentali della fuga:

– il soggetto (il tema principale): in rosso
la risposta (il tema trasposto a distanza di un intervallo di quinta e lievemente modificato e affidato a una seconda voce): in blu
il cosiddetto “controsoggetto” (una nuova melodia che fa da “accompagnamento” e si sovrappone polifonicamente alla risposta): in giallo.

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Qui invece trovi il preludio e la fuga in Sol minore in una esecuzione per organo.
Invece di uno spartito tradizionale, il brano è notato con delle barre orizzontali che indicano la durata e l’altezza della nota. Ad ogni colore corrisponde una delle quattro voci. In questo modo ti dovrebbe essere più semplice individuare ogni nuovo ingresso del soggetto e della risposta.
Buon ascolto!

Dall’Offerta musicale di Bach, un “Canone retrogrado” dove le due voci alternativamente suonano la medesima parte in senso normale e in senso contrario. In questa suggestiva animazione, questo principio viene mostrato trasformando lo spartito “infinito” in un nastro di Moebius.

 

 

 

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