Virtual ANS. Sintetizzatore spettrale. BRRRR, che paura!

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Nella fisica acustica, che studia i fenomeni sonori, lo spettro non è nulla di spaventoso: è un termine che si usa per indicare, diciamo così,l’impronta digitale dei suoni, ossia la visualizzazione grafica di un suono su un grafico cartesiano.

Sulla base di questo principio, il programmatore russo Alexander Zolotov ha ideato un software per disegnare il suono: l’utente traccia linee e forme su un’area di disegno e il programma traduce questi segni in suono, interpretandoli come una rappresentazione grafica di un suono, ossia, appunto, lo spettro di un’onda sonora. Zolotov ha denominato il programma Virtual ANS, come un omaggio allo storico sintetizzatore fotoelettrico ANS, messo a punto negli anni Cinquanta in Unione Sovietica da Evgeny Murzin.

Il programma consente di progettare il risultato sonoro attraverso un’area di disegno: una griglia permette di controllare il tempo (sull’asse orizzontale, misurato in secondi) e l’intonazione (sull’asse verticale, indicata attraverso i tasti bianchi e neri di una tastiera). E’ possibile iniziare il lavoro anche importando un’immagine o un file sonoro (in formato WAV), o, in alternativa, registrando il suono in ingresso attraverso il microfono. In attesa di un articolo con istruzioni più dettagliate sull’utilizzo, potete scaricare il programma e iniziare a sperimentare. Trovate le funzioni della schermata principale in quest’immagine .

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Alcuni consigli pratici: per far comparire e scomparire un menù bisogna cliccare su una delle icone in basso. I menù compariranno nella parte inferiore a destra dello schermo.Sul sito Virtual ANS trovate diversi tutorial sull’utilizzo del programma (rigorosamente in inglese!)

Il programma può essere scaricato gratuitamente per Windows e OSX, mentre è a pagamento sulle piattaforme IOS e Android.

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Improvvisare musica da film con Leap Motion

In una delle ultime attività svolte in quest’anno scolastico, ho chiesto ai miei alunni di prima media di improvvisare un breve brano pensando di dover realizzare la colonna sonora per un film immaginario.

In questo caso ai due ragazzi avevo chiesto di realizzare una musica per una scena di suspense. Provate per un attimo a chiudere gli occhi e ad ascoltare immaginando di assistere ad un film. Che ve ne pare?

L’effetto è particolarmente suggestivo per due motivi: 1. l’aspetto timbrico è piuttosto realistico (anche se registrato malamente con il microfono dell’Ipad con cui si riprendeva la scena) per la qualità dei campioni Albion Spitfire gestiti attraverso a Kontakt. 2. Le variazioni sottili di dinamica e la mescolanza dei timbri orchestrali sono ottenute in modo molto intuitivo da uno dei ragazzi, con un approccio “corporeo” analogo alla gestualità che lega il direttore d’orchestra agli esecutori.

Nell’esempio che riporto in questo breve filmato, due ragazzi svolgono un duplice ruolo:

  • l’alunno A svolge il ruolo del compositore e al contempo dell’orchestra suonando una tastiera MIDI in modo convenzionale;
  • l’alunno B svolge il ruolo dell’orchestratore e del direttore d’orchestra: muovendo la mano nell’aria, decide a quali famiglie strumentali assegnare le note suonate da A e varia i livelli di intensità, aggiungendo espressività.

Il funzionamento di tutto l’apparato tecnico è spiegato nel post Dirigere un’orchestra [virtuale] in classe.

Si noti che i due studenti, che qui sono concentratissimi e bravissimi, non hanno alcuna esperienza musicale alle spalle. Il risultato, filmato e riascolato, è servito per ragionare sulle strategie di realizzazione messe in atto da ogni studente. Inoltre, il confronto con alcune scene tratte dai maestri del cinema in cui la musica contribuisce all’effetto suspense (Kubrik, Hitchock, Lynch)  può servire a raffinare il lavoro e a far comprendere alcuni aspetti della musica per film.

Di nuovo ringrazio il compositore israeliano Hagai Davidoff per i suoi preziosi consigli nell’uso di Leap Motion in ambito musicale.

Invenzioni elettroniche. Consegna degli elaborati

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La fase operativa del laboratorio di musica elettronica in una delle mie classi

Cari studenti delle classi terze, vi ricordo che è il momento di consegnare il brano che conclude l’esperienza del laboratorio di musica elettronica. Ogni brano dovrà durare non meno di un minuto e dovrà contenere i seguenti elementi: 1. una o due tracce MIDI (realizzate su pentagramma con il software online noteflight.com) contenenti un giro di basso (o riff) e una melodia, che andranno assegnate ad altrettanti sintetizzatori. 2. una traccia per batteria elettronica 3. uno o più effetti sonori realizzati con il software Virtual ANS. 4. una o due registrazioni d’ambiente (importate nel brano dal menù File–>Import Sample). 5. Infine dovrete registrare (dopo aver premuto il tasto REC) le variazioni di alcuni parametri, come ad esempio i volumi delle tracce nel Mixer o i parametri che regolano il timbro dei sintetizzatori (quest’operazione si chiama automation). Infine un’ultima indicazione: non vi affidate a suoni preconfezionati! Quindi, mi raccomando, usate meno possibile i loops che trovate già pronti nel sito audiotool. Maggiore è il grado di originalità, più interessanti saranno i risultati. Per inviare il brano consultate le istruzioni nel post precedente. Criteri per la valutazione.competenza tecnica: capacità di usare i vari programmi per controllare il risultato sonoro complessivo (montaggio delle parti, automation, bilanciamento dei livelli, eccetera). – originalità: è più originale un brano in cui tutti i materiali musicali sono di vostra creazione, in cui, cioè, si utilizzano pochi loop e elementi musicali preesistenti. – struttura complessiva: il brano deve avere una struttura coerente un inizio, dei punti di segmentazione, eventualmente la ripetizione o variazione di alcuni elementi, un finale. Inserite il link dei vostri lavori aggiungendo un commento a quest’articolo.
ATTENZIONE;  ricordate di aggiungere nel commento i nomi di tutti partecipanti al lavoro di gruppo.
Buon lavoro!

Virtual ANSJpeg *** jack black chalkboards Considerazioni di metodo [per i prof. in ascolto] Il laboratorio si è svolto secondo secondo la modalità BYOD (bring your own device). I ragazzi, divisi in gruppi, hanno utilizzato i dispositivi portati da casa. La costituzione dei gruppi ha fatto sì che in ogni gruppo avesse a disposizione uno o due computer/tablet connessi alla rete wi-fi della scuola. I gruppi sono stati composti in modo tale che ogni membro potesse contribuire con un incarico differente (secondo differenti livelli di difficoltà). Abbiamo utilizzato in prevalenza software web-based: notefligh è servito per comporre in notazione tradizionale, mentre audiotool  è stata la nostra DAW (Digital Audio Workstation), ossia la piattaforma di motaggio di audio gestione dei synth e delle tracce MIDI (musical instrument digital interface). I gruppi hanno utilizzato (quando possibile) dei comuni sdoppiatori di segnale per poter collegare più auricolari all’uscita audio del medesimo computer. L’attività in classe (circa tre lezioni di un’ora) è stata preceduta da un’intensa fase di formazione sull’uso dei programmi e un’attività di composizione preliminare pre preparare una riserva di brevi brani in formato MIDI attraverso noteflight. Ogni lavoro è stato poi completato e rifinito a casa: in ogni gruppo vi era un responsabile dell’uso di audiotool a cui competeva la rifinitura e l’invio del brano. Il brano infine deve essere consegnato sotto forma di link ad una pagina di audiotool. In questo modo l’insegnante ed eventualmente altri alunni possono ascoltare un brano online, condividerlo attraverso altre piattaforme, scaricarlo come file mp3, aprire il file corrispondente per osservare nel dettaglio come sono state utilizzate le le varie componenti. L’attività si conclude con l’ascolto collettivo dei brani di fronte agli studenti (ed eventualmente a una platea più vasta); la pubblicazione di una playlist su questo sito con gli elaborati degli studenti.

Audiotool (5) Salvare e esportare un brano finito

Se avete realizzato un brano di musica elettronica attraverso il sito audiotool.com, ecco alcune indicazioni per salvare ed esportare il lavoro finito. In audiotool il salvataggio del lavoro avviene in due fasi. 1. Il comando Save Draft (ossia bozze modificabili: in questo modo sarete indirizzati sull’elenco dei vostri brani pubblicati) dal menù File. Serve a salvare una ‘brutta copia’ di un progetto non ancora completo (una ‘bozza’ del vostro brano), in modo tale da poter riaprire il file in un secondo momento e proseguire il lavoro. Per aprire nuovamente il progetto dovete effettuare il login (ossia entrare nel sito con il vostro account), aprire l’applicazione (tasto Open app) e infine cercare il vostro brano nell’elenco Tracks (brani finiti ed esportabili come file mp3). 2. Una volta completato il lavoro, siete pronti per pubblicarlo ed eventualmente esportarlo come file audio, in modo da poterlo ascoltare attraverso un lettore multimediale. A questo scopo, dal menù File, selezionate il comando Publish.  Audiool_8_publish Attenzione: prima di convertire il vostro progetto in una traccia audio, assicuratevi che la lunghezza della registrazione sulla timeline sia congruente con la durata effettiva del vostro brano. A questo scopo dovrete trascinare verso sinistra l’estremità finale del cursore grigio che trovate nella timeline (nelle impostazioni iniziali si trova dopo battuta 120) in modo da accorciare la durata della traccia. Questa operazione serve ad evitare che un brano breve sia seguito da una lunga coda di silenzio. audiotool_7_cursore Per raggiungere il vostro file dovete cliccare sull’icona del vostro account, in alto a destra. audiotool e successivamente su: tracks. (brani finiti e esportabili come file audio). audiotool2 Cliccando sul titolo del vostro brano si aprirà una nuova pagina. Qui troverete la rappresentazione dell’onda sonora del vostro brano e, sotto questa, alcune opzioni. Tra queste le più importanti riguardano il download del file (freccia in giù) e la possibilità di condividere il link del brano. audiotool3 Per condividere il vostro brano esiste anche un’opzione semplice. Assicuratevi che la pagina che state visualizzando sia proprio quella per ascoltare il vostro brano e non l’APP per modificarlo. Dovrebbe apparire come in figura. La barra degli indirizzi (di solito si trova in alto, sopra la finestra di Explorer, Mozilla o Chrome) conterrà il vostro titolo più qualche codice, come in figura. Selezionate l’indirizzo internet dalla barra degli indirizzi del browser . Nell’immagine di esempio ho selezionato il testo presente sulla barra degli indirizzi, relativa ad un brano di prova dal titolo ‘Armonica’.  Con il tasto destro del mouse copiate l’indirizzo internet. A questo punto potete aggiungere un Commento  a un articolo (click su commenti sotto questo post) e potete inserire (incolla) il link nel commento, aggiungendo un breve testo. Se avete realizzato il brano durante un’attività di laboratorio nelle mie classi, inserite il vostro nome proprio (e eventualmente la sola iniziale del cognome) e la vostra classe.

Realizzare una composizione elettroacustica

In questa mappa concettuale trovate una guida operativa per realizzare una composizione elettroacustica con gli strumenti (software, registratori) che abbiamo usato in classe nel corso del tempo.

Il lavoro deve essere svolto in gruppo (max 5, 6 persone) e ogni partecipante si sceglierà un compito ben preciso all’interno del gruppo.
Ecco un elenco dei tipi di attività (e dei relativi programmi) che ognuno di voi potrà scegliere.  A fianco ad ogni voce ho inserito il grado di difficoltà che (a mio parere) richiede l’uso delle varie applicazioni:
da 1 (applicazione intuitiva, non richiede competenze diverse da quelle acquisite in classe)
a 5 (applicazione complessa, potrebbe richiedere competenze specifiche).

ATTIVITA’ E PROGRAMMI

Registrazione: registrare elementi sonori (rumori, voci, strumenti musicali) e salvarli come file audio (wav o mp3) [Difficoltà 1]

Coagula light– Sintetizzatore ad interfaccia grafica: creare brevi elementi sonori di tipo elettronico salvati come file wav [Difficoltà 1]

patchwork-synth.com – sintetizzatore modulare on line: creare brevi elementi sonori di tipo elettronico  [Difficoltà 5]
[NB: patchwork non permette di salvare in formato audio]
audiotool.com – sintetizzatore modulare on line: creare elementi sonori di tipo elettronico salvati come file mp3 [Difficoltà 5] [guida in italiano] [videoguide in inglese]

www.youtube-mp3.org – applicazione per estrarre e scaricare materiale audio da filmati youtube  [Difficoltà 2]
http://it.mp3cut.net/ – applicazione online per tagliare file mp3 troppo lunghi, prima di utilizzarli nel proprio brano  [Difficoltà 2]

Finale notepad– programma di notazione musicale  [Difficoltà 2]
Noteflight.com – programma di notazione musicale on line (in grado di esportare in formato audio uno spartito musicale)  [Difficoltà 3] [guida con google translate]

Audacity – software di audio editor  e mixaggio  [Difficoltà 4]

soundation – pattaforma per la registrazione e l’editing audio multitraccia

Relazione finale: sul lavoro svolto (documento word o presentazione su prezi.com). [ecco il link a una traccia in formato word per redigere la relazione finale: relazione lavoro_elettroacustico]

SVOLGIMENTO
Il lavoro prevede l’alternarsi di attività individuale e collettiva per realizzare un brano di una durata complessiva che stia tra uno e tre minuti:
1. Pianificazione del lavoro di gruppo (attività collettiva): si distribuiscono i compiti per ciascun partecipante; si stabilisce una scadenza intermedia per la consegna dei materiali sonori.
eventualmente si stabilisce il tempo del brano (la rapidità delle pulsazioni, spesso indicata in numero di battiti per minuto o bpm).
In alcuni programmi (come noteflight, myna, audiotool, roc) si può impostare il tempo di esecuzione
Meglio che sia il medesimo per tutti i materiali utilizzati nello stesso progetto.
2. Realizzazione dei materiali sonori (attività individuale): ciascun partecipante procede con il proprio lavoro e realizza alcuni file audio (in formato wav o mp3)
3. Progettazione del brano
(attività collettiva): si raccolgono i files audio e si ascoltano collettivamente, misurandone la durata e selezionando i materiali da utilizzare.
si stende un progetto di massima sulla forma complessiva del brano (inizio, parte centrale, conclusione).
4. Mixaggio finale: si uniscono i diversi materiali sonori (files audio) in un unico lavoro attraverso un programma di editing multitraccia (come myna o audacity) e si realizza il mixaggio finale di tutti i materiali sonori secondo il progetto steso collettivamente. Si salva il risultato come file audio.
5. Presentazione del risultato: stendere una relazione  per descrivere il lavoro svolto: le attività svolte dai vari membri del gruppo; l’elenco dei files sonori realizzati individualmente; le diverse fasi del lavoro; una breve descrizione del risultato finale.

Audiotool

Alcune istruzioni per usare il software audiotool.

Aprite la homepage di Audiotool e registratevi al sito cliccando sull’icona dell’utente in alto a destra. Se siete già iscritti potete effettuare il Log in, altrimenti, tra le opzioni, cercate Sign up.

audiotool Signup

Si aprirà una finestra in cui inserire nome utente, un indirizzo email, una password. Confermate l’account ed effettuate il login.

Per avviare il programma, selezionate quindi il pulsante Open App in alto. Prima di accedere al programma vero e proprio, si visualizzerà questa finestra, con quattro opzioni.
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La prima (Empty), serve ad iniziare un lavoro da zero (è quella che userete per realizzare la vostra prima composizione). Le altre tre invece servono come brani dimostrativi, per farsi un’idea delle potenzialità del programma e per capire alcuni aspetti del funzionamento di audiotool. Come primo passo potete selezionare una di queste finestre e dare un’occhiata.

L’ambiente centrale costituisce un immaginario piano di lavoro, occupato da varie apparecchiature elettroniche, collegate attraverso dei cavi al mixer centrale.

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Nella colonna a destra dello schermo, invece, trovate una serie di icone. Ognuna è relativa ad un diverso modulo:batterie elettroniche (Drums), sintetizzatori (Synth) e effetti. 

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Potete cliccare e trascinare un nuovo elemento sul piano di lavoro e questo sarà automaticamente collegato con un cavo virtuale alle entrate del mixer.

In basso invece, sotto il piano di lavoro si trova la timeline. E’ qui che trovate i comandi del player (i simboli per i comandi play, stop e rec).

Inoltre tutti gli elementi musicali che inserirete (come ritmi di batteria o parti melodiche affidate ai sintetizzatori) saranno visualizzabili nella timeline come dei rettangoli orizzontali colorati. Ogni rettangolo corrisponde ad un elemento musicale che potrete spostare o ripetere, in modo da controllare meglio la struttura complessiva del brano.

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Tanto la barra laterale degli strumenti quanto la timeline orizzontale possono essere momentaneamente nascoste attraverso due icone, in modo da avere una visuale migliore sul piano di lavoro. In quest’immagine: a sinistra (in basso) l’icona della timeline, a destra quella della barra laterale degli strumenti.

Se siete pronti ad iniziare, ripetete le operazioni preliminari e selezionate l’icona Empty dal menù di apertura.
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Buon lavoro!

Rondò extraterrestre per fruscii, sinusoidi e fragori elettronici.

Gli alunni delle classi prime hanno realizzato dei brevi elaborati con il software di sintesi granulare Coagula Light: in tutto hanno prodotto una cinquantina di materiali sonori della durata di pochi secondi ciascuno. I suoni realizzati dagli studenti sono fondamentalmente di due tipi (secondo le consegne che avevo dato in precedenza nel post Musica aliena con Coagula light).

Tipo 1: Nel registro acuto brevi interventi rumoristici con effetto di eco; nel registro medio un suono di altezza determinata con  un andamento melodico; sequenza di accordi nel registro grave.

Tipo 2: Una moltitudine di suoni di altezza determinata e tono oscillante salgono progressivamente con effetto di crescendo e, dopo un improvviso e breve  silenzio, irrompe un rumore fragoroso.

Quasi tutti gli studenti hanno scelto il tipo 1 e solo pochi il tipo 2.
Ecco due esempi della realizzazione degli elementi sonori.

Suono di tipo 1 di Alessandro F.

Suono di tipo 2 di Irene F.

Abbiamo quindi montato insieme tutti i materiali sonori utilizzando tutte le varianti del tipo 1 come se si trattasse di un tema e delle sue variazioni, mentre i pochi casi di tipo 2 intervengono a segmentare il brano, come accade  nella forma rondò.
Siete pronti per ascoltare questo rondò extraterrestre?