Coagula light: sintetizzatore granulare ad interfaccia grafica

Coagula light è un software gratuito che permette di “disegnare” dei suoni sovrapponendo le frequenze attraverso gl strumenti tipici del disegno al computer. Il programma funziona senza dover essere intstallato sul computer. 1. Come funziona la tavolozza: L’asse verticale determina le frequenze (l’altezza e l’intonazione del suono) L’asse orizzontale determina il tempo.  2. Cosa significano i colori La luminosità del segno determina il volume: più è scuro il segno, più l’intensità è debole (piano). Più il colore è luminoso, più il suono sarà forte. Verde = il suono è sul canale destro; Rosso = il suono è sul canale sinistro; Giallo = il suono è al centro Blu = al suono viene aggiunto un fruscio (rumore), che lo rende più realistico. 3. Forma del pennello Un pennello molto dal tratto spesso verticalmente darà un timbro più rumoroso e non intonato (perché comprende una gamma troppo ampia di altezze) Un pennello dal tratto sottile produrrà invece una nota intonata. Una breve guida agli strumenti fondamentali  1. Aprire un nuovo progetto:

Scegli New Image dal menù File Puoi definire le dimensioni dell’immagine: ad esempio, con una tavolozza più estesa in lunghezza si può ottenere un suono più prolungato.

Imposta la tavolozza con W (width=ampiezza) a 600 e H (Height=altezza) a 500 circa e poi cnferma premendo il pulsante “New image”, come da figura

 2. Il brush tool 
Definisce il tipo di pennello con cui disegnare il suono
3. Come ottenere un suono
Seleziona lo strumento Pennello (in alto sullo schermo) e traccia un segno sulla tavolozza Utilizza lo strumento Calcola per trasformare il segno in un suono e sentire il risultato del disegno (dovrai aspettare qualche istante). 4. Applicare al segno diversi filtri. Puoi selezionare  la parte di disegno a cui desideri applicare un effetto. Tenendo premuto il tasto destro del mouse otterrai un riquadro rettangolare: è l’area su cui sarà applicato l’effetto. Lo strumento Echord tool serve a moltiplicare il suono: – con il valore Angle a 90°  si ottiene una  moltiplicazione in senso orizzontale, ossia un effetto di eco – con il valore Angle a circa 0° si ottiene una moltiplicazione in senso verticale, ossia un accordo di più suoni. Vuoi vedere i ragazzi in azione con Coagula light e la lavagna interattiva LIM? Ecco qui un breve filmato con Valentina in veste di compositrice di musica elettroacustica. La mia consegna era: “realizza una sequenza sovrapponendo tre tipi di suono diversi (come se si trattasse di tre strumenti)” Nel filmato si vede Valentina adoperare pennelli di forma e colore diversi; come vedrete un suono  nel registro acuto aveva intensità troppo forte e sovrastava gli altri, quindi abbiamo applicato un filtro per abbassare il livello e rendere più bilanciato  il risultato. [Filmato nell’I.C: Borgonuovo di Sasso Marconi (BO) nel maggio 2011, classe I B]
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Realizzare una composizione elettroacustica

In questa mappa concettuale trovate una guida operativa per realizzare una composizione elettroacustica con gli strumenti (software, registratori) che abbiamo usato in classe nel corso del tempo.

Il lavoro deve essere svolto in gruppo (max 5, 6 persone) e ogni partecipante si sceglierà un compito ben preciso all’interno del gruppo.
Ecco un elenco dei tipi di attività (e dei relativi programmi) che ognuno di voi potrà scegliere.  A fianco ad ogni voce ho inserito il grado di difficoltà che (a mio parere) richiede l’uso delle varie applicazioni:
da 1 (applicazione intuitiva, non richiede competenze diverse da quelle acquisite in classe)
a 5 (applicazione complessa, potrebbe richiedere competenze specifiche).

ATTIVITA’ E PROGRAMMI

Registrazione: registrare elementi sonori (rumori, voci, strumenti musicali) e salvarli come file audio (wav o mp3) [Difficoltà 1]

Coagula light– Sintetizzatore ad interfaccia grafica: creare brevi elementi sonori di tipo elettronico salvati come file wav [Difficoltà 1]

patchwork-synth.com – sintetizzatore modulare on line: creare brevi elementi sonori di tipo elettronico  [Difficoltà 5]
[NB: patchwork non permette di salvare in formato audio]
audiotool.com – sintetizzatore modulare on line: creare elementi sonori di tipo elettronico salvati come file mp3 [Difficoltà 5] [guida in italiano] [videoguide in inglese]

www.youtube-mp3.org – applicazione per estrarre e scaricare materiale audio da filmati youtube  [Difficoltà 2]
http://it.mp3cut.net/ – applicazione online per tagliare file mp3 troppo lunghi, prima di utilizzarli nel proprio brano  [Difficoltà 2]

Finale notepad– programma di notazione musicale  [Difficoltà 2]
Noteflight.com – programma di notazione musicale on line (in grado di esportare in formato audio uno spartito musicale)  [Difficoltà 3] [guida con google translate]

Audacity – software di audio editor  e mixaggio  [Difficoltà 4]

soundation – pattaforma per la registrazione e l’editing audio multitraccia

Relazione finale: sul lavoro svolto (documento word o presentazione su prezi.com). [ecco il link a una traccia in formato word per redigere la relazione finale: relazione lavoro_elettroacustico]

SVOLGIMENTO
Il lavoro prevede l’alternarsi di attività individuale e collettiva per realizzare un brano di una durata complessiva che stia tra uno e tre minuti:
1. Pianificazione del lavoro di gruppo (attività collettiva): si distribuiscono i compiti per ciascun partecipante; si stabilisce una scadenza intermedia per la consegna dei materiali sonori.
eventualmente si stabilisce il tempo del brano (la rapidità delle pulsazioni, spesso indicata in numero di battiti per minuto o bpm).
In alcuni programmi (come noteflight, myna, audiotool, roc) si può impostare il tempo di esecuzione
Meglio che sia il medesimo per tutti i materiali utilizzati nello stesso progetto.
2. Realizzazione dei materiali sonori (attività individuale): ciascun partecipante procede con il proprio lavoro e realizza alcuni file audio (in formato wav o mp3)
3. Progettazione del brano
(attività collettiva): si raccolgono i files audio e si ascoltano collettivamente, misurandone la durata e selezionando i materiali da utilizzare.
si stende un progetto di massima sulla forma complessiva del brano (inizio, parte centrale, conclusione).
4. Mixaggio finale: si uniscono i diversi materiali sonori (files audio) in un unico lavoro attraverso un programma di editing multitraccia (come myna o audacity) e si realizza il mixaggio finale di tutti i materiali sonori secondo il progetto steso collettivamente. Si salva il risultato come file audio.
5. Presentazione del risultato: stendere una relazione  per descrivere il lavoro svolto: le attività svolte dai vari membri del gruppo; l’elenco dei files sonori realizzati individualmente; le diverse fasi del lavoro; una breve descrizione del risultato finale.

Come segmentare un file audio mp3

Per l’attività di analisi della canzone che sto svolgendo con le classi terze, ogni studente dovrà  portare, in aggiunta all’analisi scritta, un breve segmento di una canzone: servirà da esempio sonoro ai vostri lavori.
Riassumo qui il procedimento per segmentare un brano musicale a partire da un file mp3 che si trova nell’Hard Disk del vostro computer. Per questa operazione dovrete usare il servizio gratuito offerto dal sito http://mp3cut.net/

1. Nella prima pagina troverete il tasto “Open File”. Cliccando su di esso si aprirà una finestra per la ricerca del file mp3 nel vostro Hard Disk. Dopo aver selezionato il file desiderato aspettate qualche secondo per permettere al sito di caricare il brano.

2. Premendo il tasto “Cut” passerete ad una visualizzazione del brano scelto simile a questa.

Muovendo i cursori laterali di inizio e fine potrete ridurre l’area selezionata fino a delimitare il segmento di brano che vi interessa. Inoltre attivando la funzione “fade in” e “fade out” che trovate in alto, potrete ottenere un taglio più gradevole all’ascolto (con effetto “dissolvenza”). Dopo aver controllato (con il tasto “Play”) di aver selezionato la porzione giusta, premete il tasto “Cut” e aspettate qualche secondo.

3. Terminata l’operazione dovrete salvare il tutto sul vostro computer cliccando “Download”.

A questo punto potete inviarmi il file come allegato alla mail aulodie@gmail.com oppure potete consegnarmelo di persona usando una chiavetta USB.

NB: nel caso non possediate il file mp3 del brano che avete scelto, potete provare a scaricare il file audio a partire da un video trovato su youtube. Il sito http://www.youtube-mp3.org/ offre questo tipo di servizio con modalità piuttosto semplici.
Buon lavoro!

Patchwork – sintetizzatore modulare online

Patchwork – Online modular sound synthesis

è un’applicazione online che permette di “costruire” il proprio sintetizzatore combinando vari moduli: generatori di suono, filtri, sequencer (per generare e controllare brevi sequenze di note), eccetera. In altre parole il computer simula il funzionamento dei vecchi sintetizzatori analogici come il Moog (vedi la timeline nel post precedente).

All’inizio bisogna comprendere alcune regole base per produrre e controllare i suoni secondo le proprie intenzione, ma dopo il primo scoglio l’uso dell’applicazione è abbastanza intuitivo. Per ora rimando al sito, successivamente inserirò qualche informazione supplementare su come utilizzare il programma.
Giusto qualche consiglio per incominciare.
Dal Menù “file” scegli “new patch” per iniziare da zero
Il menù in alto è organizzato per tipologie di moduli. Ogni modulo è disegnato come un rettangolino con  un ingresso (in alto) e un’uscita (in basso). Trascinando il mouse da un’uscita ad un ingresso, si collegano due moduli.

Prova a prendere un modulo “note sequencer” (sequenza di note)  e a collegare l’uscita ad un “sine wave osc[illator]” (ossia oscillatore di onda, dal menù generator) ed infine ad un “sound out“. (dal menù “I/O”, che sta per sta per input (ingresso) Output (uscita): se vuoi far sentire il tuo suono devi sempre far terminare il circuito con un modulo “sound out”).

Premi il tasto Play in alto a destra per avviare il suono.

Successivamente arriveranno istruzioni più dettagliate, ma per il momento…chi di voi vuol provare…?

Audiotool

Alcune istruzioni per usare il software audiotool.

Aprite la homepage di Audiotool e registratevi al sito cliccando sull’icona dell’utente in alto a destra. Se siete già iscritti potete effettuare il Log in, altrimenti, tra le opzioni, cercate Sign up.

audiotool Signup

Si aprirà una finestra in cui inserire nome utente, un indirizzo email, una password. Confermate l’account ed effettuate il login.

Per avviare il programma, selezionate quindi il pulsante Open App in alto. Prima di accedere al programma vero e proprio, si visualizzerà questa finestra, con quattro opzioni.
Audiotool_4

La prima (Empty), serve ad iniziare un lavoro da zero (è quella che userete per realizzare la vostra prima composizione). Le altre tre invece servono come brani dimostrativi, per farsi un’idea delle potenzialità del programma e per capire alcuni aspetti del funzionamento di audiotool. Come primo passo potete selezionare una di queste finestre e dare un’occhiata.

L’ambiente centrale costituisce un immaginario piano di lavoro, occupato da varie apparecchiature elettroniche, collegate attraverso dei cavi al mixer centrale.

audiotool_5

Nella colonna a destra dello schermo, invece, trovate una serie di icone. Ognuna è relativa ad un diverso modulo:batterie elettroniche (Drums), sintetizzatori (Synth) e effetti. 

Audiotool_6

Potete cliccare e trascinare un nuovo elemento sul piano di lavoro e questo sarà automaticamente collegato con un cavo virtuale alle entrate del mixer.

In basso invece, sotto il piano di lavoro si trova la timeline. E’ qui che trovate i comandi del player (i simboli per i comandi play, stop e rec).

Inoltre tutti gli elementi musicali che inserirete (come ritmi di batteria o parti melodiche affidate ai sintetizzatori) saranno visualizzabili nella timeline come dei rettangoli orizzontali colorati. Ogni rettangolo corrisponde ad un elemento musicale che potrete spostare o ripetere, in modo da controllare meglio la struttura complessiva del brano.

Audiotool_7

Tanto la barra laterale degli strumenti quanto la timeline orizzontale possono essere momentaneamente nascoste attraverso due icone, in modo da avere una visuale migliore sul piano di lavoro. In quest’immagine: a sinistra (in basso) l’icona della timeline, a destra quella della barra laterale degli strumenti.

Se siete pronti ad iniziare, ripetete le operazioni preliminari e selezionate l’icona Empty dal menù di apertura.
Audiotool_4

Buon lavoro!

Strumenti on-line per la didattica della musica

Al termine di quest’anno scolastico ho pensato di dedicare un post ai docenti di educazione musicale, per condividere, con chiunque sia interessato, gli strumenti e i metodi che ho utilizzato nelle mia attività didattica. Per me infatti si è trattato di un’esperienza importantissima ed entusiasmante, che ha cambiato definitivamente il mio rapporto con l’insegnamento e il mio modo di gestire l’attività didattica. La presentazione che segue (realizzata su prezi.com) vuole essere una guida per i docenti di musica interessati ad usare internet nell’azione didattica quotidiana.
Vi trovate gli strumenti, che nella mia esperienza, ho trovato più utili e funzionali all’insegnamento.


[se non si visualizza la presentazione prova il link al sito prezi]

Ho organizzato la mia guida in cinque aree:

  • Conoscenza: risorse on line utili per integrare i tradizionali percorsi sul patrimonio culturale musicale: testi divulgativi, musica a stampa, materiale audio e video, applicazioni per organizzare le conoscenze (prezi.com, whenintime.com, spiderscribe.com).
  • Pratica: strumenti per integrare le attività tradizionali di pratica strumentale e corale: giochi musicali di propedeutica allo strumento, videotutorial sulle tecniche esecutive
  • Produzione: strumenti per favorire attività in cui gli studenti sono creatori di musica: software di notazione musicale (noteflight.com, finale notepad, muscescore); sintetizzatori (audiotool); audio editing multitraccia (Myna di Aviary)
  • Orecchio musicale: applicazioni di ear training (musicalmind)
  • Valutazione: servizi per creare quiz e test on-line (classmarker.com)

Per molte delle attività proposte esistono numerosi software alternativi a quelli che trovate indicati qui. Io ho inserito solo i programmi che ho potuto sperimentare direttamente nella mia attività di insegnante (e che spesso ho selezionato dopo alcuni tentativi poco soddisfacenti condotti con software analoghi).
Ciò non toglie che questa lista sia migliorabile. A questo proposito invito tutti coloro che avessero delle proposte in questo senso a lasciare un messaggio di commento.

Gli strumenti utilizzati.
Prima di tutto una parola sulla LIM (Lavagna Interattiva Multimediale). La presentazione contiene alcuni filmati. Alcuni di questi sono stati inseriti a titolo esemplificativo, per illustrare un momento dell’uso di un determinato software in classe. In alcuni di questi video gli studenti operano utilizzando, invece di mouse e monitor del computer, un puntatore wireless e una LIM. Le lavagne interattive sono strumenti informatici decisamente affascinanti e (se ben integrate negli spazi angusti delle classi italiane) funzionali; tuttavia a mio parere questo strumento (poco diffuso, costoso e non sempre facilmente gestibile dalle scuole) non è indispensabile per realizzare le attività che mostro in questa guida. La mancanza di una LIM i un istituto scolastico non deve quindi scoraggiare gli insegnanti che intendono realizzare questo tipo di esperienze.

Ecco invece un elenco degli strumenti necessari:

  • un computer di classe (o, in alternativa, un portatile)
  • un connessione internet
  • un videoproiettore
  • un sistema di amplificazione decente, connesso all’uscita audio del computer
  • un microfono

C.M.S.: un rap di Dj Cama

Davide C. (III A), in arte Dj Cama, ha realizzato in completa autonomia un brano rap decisamente riuscito (nell’immagine una schermata del montaggio complessivo): con grande piacere ospito il suo lavoro sul blog .

Per portare a termine il progetto Davide ha utilizzato l’applicazione on-line Myna, un audio editor multitraccia offerto dal sito Aviary.com. Per creare la parte musicale del suo brano ha attinto all’ampia libreria di campioni già pronti, offerti dal sito Aviary (la Quantum Track Library della APM Music).  Scegliendo i campioni, distribuendoli nelle tracce, manipolando e sovrapponendo i suoni è arrivato alla versione definitiva per la parte strumentale di questo brano. La voce è stata registrata con mezzi rudimentali: un microfonino da PC, con un risultato dall’impronta decisamente Lo-Fi. Complimenti Davide, ottimo lavoro!

L’hip-hop, come fenomeno musicale e sociale e come forma di poesia spontanea, ha ormai una trentina d’anni, eppure  il fascino che questo genere suscita nei ragazzi e nelle ragazze di tutto il mondo che si affacciano all’adolescenza rimane immutato. Le ragioni di questo successo sono numerose, stratificate e complesse, di carattere sociale, strettamente stilistico e in gran parte dipendenti dalle strategie dell’industria dell’intrattenimento. Tuttavia le origini sociali del rap – che si diffonde nei quartieri più poveri del South Bronx di New York nei primi anni Ottanta – rappresentano tutt’oggi un potente elemento simbolico, un modello di riferimento per molti giovani “arrabbiati”. Nei primi anni Ottanta, per le frange emarginate delle metropoli statunitensi, il rap è stato un modo per “parlar chiaro”, per esprimere un punto di vista sullo stato delle cose, per dare un senso di appartenenza a gruppi di persone che non si sentivano rappresentate dalle istituzioni, per identificarsi in uno stile che fosse “differente” dalle pratiche musicali dominanti. Infine, per molti dei protagonisti della scena rap nei suoi albori, la musica ha rappresentato una valvola di sfogo per le frustrazioni incontrate durante la giovinezza e un’occasione di riscatto sociale: una piazza (o, se volete, un’agorà) in cui dire il proprio punto di vista. Per scoprire infine che vi sono molte persone che possono  condividerlo.  Ben venga quindi anche il rap se si tratta di una via per elaborare un pensiero ed esprimerlo in modo diretto, efficace, sincero.