Fifty hands blues. Due brani composti in classe.

hands

In due classi terze abbiamo portato avanti un laboratorio di composizione incentrato sulla tradizione afroamericana del bleus. Dopo alcuni ascolti e essenziali indicazioni di metodo ogni studente ha realizzato il proprio blues di 12 misure attraverso la piattaforma noteflight.
Una fase di ascolto collettivo è servita a riconoscere le strategie e le soluzioni messe in atto dai diversi studenti, nonché gli errori e i punti di forza di ogni brano.
Dopo aver ascoltato tutti i brani composti, ne abbiamo scelto uno che fosse gradito alla classe e la cui melodia fosse adatta ad essere cantata (intervalli piccoli, poche dissonanze).
A questa melodia abbiamo aggiunto un testo in inglese. In entrambi i casi (3E e 3D) si è scelto di scrivere un breve testo sul tema della scuola e del creare musica. A questo scopo è stato necesario dividere il ritmo della melodia in piccoli segmenti per poter organizzare la successione delle parole. In ogni segmento abbiamo contato il numero di note e quindi abbiamo formulato delle frasi con un numero di sillabe corrispondente. Il testo è stato formulato collettivamente e inserito in tempo reale all’interno della partitura di noteflight, in modo da testarne immediatamente l’effetto attraverso il canto collettivo.

Ora cari studenti dovete completare il lavoro, aggiungendo un piccolo arrangiamento strumentale. Accedete al brano della vostra classe cliccando sui seguenti link:

Blues della 3E: The music I like

Blues della 3D: Everyday blues

Copiate il brano (Save a copy) e nel secondo rigo musicale (Risp. strum.) aggiungete una risposta strumentale dopo la melodia a (va ripetuta due volte!) e dopo la melodia b, seguendo le indicazioni che trovate nel testo.
Attenzione: la risposta deve essere ritmicamente accattivante ma deve risultare anche abbastanza semplice in modo da poter essere eseguita con i vostri strumenti (flauto dolce e tastiera). Vi consiglio quindi di provare a suonarla prima di consegnare il lavoro.
Al termine del lavoro inviate il risultato inserendo il link del vostro brano in un commento a questo articolo. Quando avremo finito potremo finalmente seguire il brano e registrarlo definitivamente.

Comunque vada, sarà un successo!

Comporre un brano su “soggetto cavato”

Ricordate la Missa Hercules dux Ferrarie di Josquin Des Prez?
In classe abbiamo provato a comporre dei brani su soggetto cavato. Il “soggetto cavato” è una tecnica compositiva. Significa letteralmente “melodia ricavata”; infatti in questo tipo di composizioni polifoniche  la sequenza di note della melodia principale (tenor) può nascondere un misterioso messaggio cifrato.

Come fare?

  • Si sceglie un nome di una persona (tutti in classe hanno scelto il proprio!)
  • Si aggiunge una qualificazione (cosa caratterizza quella persona?)
  • Si associa ogni sillaba a una nota, usando il codice adottato anche da Josquin:
    A=la o fa, E= Re, I= mi o si, O=sol o do, U= ut, ossia, il nome latino per do
  • Si ricava così  in una sequenza di note (NB: deve riuscire convincente all’ascolto. Riascoltare e aggiustare laddove è possibile!)
  • Si stende la sequenza usando valori lunghi su un pentagramma (ad esempio minime): questo sarà il tuo tenor (vox principalis)
    [consiglio: utilizza un programma di notazione musicale, come Finale notepad!]
  • Su un secondo pentagramma si scrive una parte a piacere che sarà più movimentata ritmicamente: questa sarà la tua vox organalis.
  • Un consiglio: riascolta e dedica attenzione a questa seconda parte, cancella e riscrivi fino a che non ti sembra convincente.
  • Nascondi il titolo e metti alla prova i tuoi ascoltatori: è un codice segreto! Chi saprà riconoscere il messaggio celato nel tuo tenor?
Ecco i risultati più convincenti. Prova a scoprire il messaggio nascosto nel tenor. Dopo aver fatto un’ipotesi clicca sull’immagine dello spartito e vedrai la soluzione.
Ecco un bellissimo brano composto da Michele Marisaldi, IIB. Bravo Michele!
Un altro bell’esempio, composto da Valentina Fogacci, sempre dalla II B. Quale sarà il messaggio cifrato?

 Brava Vale!
In aggiunta un brano di Elisabetta Monaco, II A.
Ultimo arrivo una composizione di Gaia (II A) che trovo molto suggestiva. Anzi, mi è piaciuta così tanto, che mi sono azzardato ad aggiungere un mio arrangiamento (chissà se Gaia che ne pensa…?). Nel brano che sentite il nuovo arrangiamento arriva a circa metà brano.
Ed ora…volete provarci anche voi?
Una volta fatto inviatemi il file di finale notepad dalla pagina “consegne“”

Myna – editor audio multitraccia on-line

Il sito advanced.aviary.com offre diversi strumenti per lavorare nell’ambito della grafica e della musica. Tra i tool musicali segnalo Myna.

Ecco, nell’immagine,  come si presenta la schermata principale di Myna.

Nella parte alta dello schermo trovi la barra del tempo con le diverse tracce che scorrono orizzontalmente. Nella parte inferiore invece, c’è la library: archivio di files audio (loops) già pronti, che puoi ascoltare, selezionare, trascinare e inserire  nelle tracce.

La creazione di un nuovo brano ruota attorno ai loops che hai scelto, e sui quali puoi compiere diverse operazioni:

  • ripetere i loop
  • tagliarli
  • sovrapporli su più tracce
  • modificare un loop attraverso degli effetti (clicca con il tasto destro del mouse e scegli effetti)
  • variare l’intensità (gain) della traccia nel tempo (premi il tasto “auto” sulla barra a sinistra di una traccia)

NB: il programma non può cambiare la velocità dei loops, quindi se utilizzi due loops che sono stati suonati a tempi diversi (mettiamo a 120 bpm e 140 bpm) e li sovrapponi risulteranno fuori tempo tra loro. Per evitare questo problema, in un brano, dovresti inserire dalla libreria solo loops che presentano gli stessi bpm (battiti per minuto).

Se ti è piaciuto Myna, prova Roc – music creator. Un sequencer che ti permette di creare intuitivamente delle sequenze ritmiche di batteria.