La canzone al microscopio. Dove le parole suonano e la musica dice.

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Immagine al microscopio di un microsolco su disco in vinile

Una canzone nasce dalla combinazione di due elementi: il testo e la musica. Questo legame è indissolubile. Ascoltando la sola musica di una canzone (ad esempio in una versione strumentale o ascoltando una canzone in un testo che non siamo in grado di comprendere) si perderanno molti dei significati del brano. Ugualmente leggendo il testo di una canzone senza ascoltarne la versione sonora, avremo una versione pallida e debole rispetto alla forza originaria del brano registrato. Descrivere a parole quali sono gli elementi che contribuiscono a dare forza e intensità a una canzone può essere un’impresa molto difficile.
Quella che segue è una breve guida per orientarsi tra i diversi elementi che costituiscono le canzoni. Alcuni degli esempi che trovate sono stati proposti dai miei studenti di terza media.

La forma della canzone 

Ci sono cantautori che stendono prima il testo e poi danno una veste musicale alle parole e musicisti che iniziano creando una melodia e poi cercano le parole che si adattino alla musica. Qualsiasi sia il punto di partenza, la canzone poi si sviluppa attraverso un percorso che dura solitamente intorno ai 3 – 4 minuti (ci sono chiaramente molte eccezioni!).
Dopo aver stabilito le idee iniziali, un autore cerca di dare “forma” a una canzone, ossia colloca nell’arco della durata di un brano le varie parti che lo compongono.
In questo modo prende forma la struttura della canzone, ossia la successione delle sue parti: 

  • Introduzione
  • Strofa
  • Ritornello
  • Inciso
  • Intermezzo (o interludio / obbligato / assolo) strumentale
  • Coda

La terminologia anglosassone:

  • Intro 
  • Verse
  • Chorus (con o senza pre-chorus) 
  • Middle eight / Bridge
  • Instrumental 
  • Coda

STROFA E RITORNELLO (verse e chorus)

Il più delle volte una canzone si organizza in due parti distinte basate su due motivi di diverso carattere musicale ed espressivo. 

Strofa

Nella strofa l’autore solitamente racconta una vicenda. L’interesse dell’ascoltatore ricade prevalentemente sul testo e meno sulla musica. 

  • Il testo della strofa solitamente è più esteso di quello contenuto nel ritornello: le parole sviluppano un filo narrativo chiaro che si estende per più strofe e, mentre la melodia si mantiene invariata ad ogni ripetizione, il testo cambia (si possono quindi distinguere Strofa 1, Strofa 2, ecc.). 
  • La musica della strofa presenta solitamente una melodia dalle emozioni contenute, con un percorso abbastanza lungo, senza ampi salti di altezza. In altre parole la melodia asseconda il testo mantenendo un andamento abbastanza vicino al parlato. Quando la strofa precede il ritornello, ha la funzione di preparare e ritardare l’arrivo del momento emozionalmente più intenso: il ritornello.
  • Il termine inglese analogo a strofa è Verse

Ritornello

Nel ritornello la musica e la voce si caricano di intensità. 

  • La musica del ritornello ha un ruolo più rilevante: solitamente nell’arrangiamento si aggiungono nuovi strumenti di accompagnamento, il ruolo della batteria diventa più rilevante, la melodia si alza di tonalità e di intensità, le linee melodiche seguono un ritmo incisivo che si ripete. 
  • Il testo del ritornello si concentra sulla ripetizione di un concetto chiave, che spesso è in relazione al titolo del brano, con poche parole ripetute identiche ad ogni ritornello. L’unione di testo e melodia forma un insieme molto coeso e facilmente memorizzabile.
  • Il termine inglese analogo a ritornello è Chorus (o Refrain)

Inizio con Strofa (Verse) 

Nelle canzoni in cui la strofa precede il ritornello, la canzone segue, di solito, un percorso di intensificazione, ossia cresce gradualmente e raggiunge il culmine con il ritornello. Di solito c’è un tema narrativo che viene sviluppato ad ogni ritorno della strofa. Per apprezzare la canzone è fondamentale seguire e comprendere il testo.
Alcuni esempi di canzone che iniziano con la strofa (a volte preceduta da un’introduzioneù):

Inizio con Chorus (Ritornello)

  • Durante gli anni del grande ascolto radiofonico (anni ‘50 e ‘60) nel repertorio inglese e americano, molte canzoni iniziavano con la sezione più incisiva e memorabile: il chorus, eventualmente intervallato dalla sezione di contrasto Bridge.
    Un inizio con chorus cattura subito l’attenzione dell’ascoltatore con il motivo principale e si imprime nella memoria: nei primi secondi la parte musicale e il sound complessivo è in maggior evidenza rispetto al significato delle parole.
  • Una canzone che inizia con il Chorus può presentare il Verse in una posizione successiva
    Ad esempio:
  • The Beatles – Don’t Let Me Down
  • The Beatles – She Loves You
  • Tha Supreme – blun7 a swishland

 Varianti: 

  • Rap: spesso nei brani Rap la parte “rappata” assume la funzione di strofa seguita da un Chorus cantato o basato su una melodia strumentale più orecchiabile. Ad es. Frankie HI-NRG MC – Quelli Che Benpensano.
  • Canzone strofica: Una canzone può essere formata da un’unica melodia che si ripete, variando il testo.
    Esempi: 

  • Pre-chorus: In alcuni brani il passaggio dal verse al chorus può avviene con una sezione intermedia chiamata pre-chorus.
    Alcuni esempi di pre-chorus:
    – in Smells like teen spirits dei Nirvana il pre-chorus coincide con i versi: “Hello, hello, hello, how low”. L’inizio della struttura è: Intro – Verse 1 – Pre-chorus  – Chorus  (riff) …
    – in Firework di Katy Perry il chorus è chiaramente preceduto da una sezione di preparazione, il pre-chorus: Intro – Verse 1 – Verse 2 – Pre-chorus  – Chorus …
  • Canzone monotematica: dal punto di vista della melodia e del giro di accordi non ci sono cambiamenti, mentre dal punto di vista del testo strofa e ritornello sono distinti: è il caso di tanti pezzi folk-rock, o basati su riff, come:
    – Neil Young- My My, Hey Hey (Out Of The Blue)
    Lucio Battisti Canzone del sole 

INIZIO / INTRODUZIONE 

L’inizio di una canzone è una parte molto importante che determina in che modo si svilupperà il resto della struttura.
Alcune canzoni iniziano immediatamente con il canto (strofa o ritornello), mentre altre iniziano con una breve parte strumentale, che introduce l’atmosfera del brano, assesta la tonalità principale con alcuni accordi e prepara l’ingresso della voce.
A volte l’introduzione contiene un’idea musicale che si imprime subito nella memoria, ad esempio un riff, e diventa un tema ricorrente nel brano.
Altre volte l’introduzione propone solo una parte di accordi e ritmo, che continuacome accompagnamento durante la strofa.
Alcuni esempi di canzoni con introduzione strumentale: 

  • Roberto Vecchioni: Samarcanda : l’introduzionecontiene una melodia orecchiabile che ritorna più nel brano e sostituisce la funzione del ritornello  
  • Sting: Englishman In New York: L’introduzione consiste in una parte di accordi senza melodia che continuerà come accompagnamento alla quando inizia la strofa.
  • Paul Simon – 50 Ways to Leave Your Lover: l’introduzione si apre con una lunga parte di batteria, a cui si aggiungono gradualmente altri strumenti

Varianti:

Molte canzoni rock hanno un’introduzione strumentale basata su un riff: una breve frase melodica dal ritmo incisivo che si ripete durante l’intera sezione di una canzone (di solito il chorus o l’intermezzo strumentale) costituendone l’ossatura.
Alcuni esempi di canzoni basate su riff:

FINALE / CODA

Ci sono diversi modi per chiudere un brano:

  • con un finale improvviso suonato da tutta la band
  • con un effetto di dissolvenza (“sfoumato” o “fade out”), cioè diminuendo progressivamente il livello del volume mentre si ripete il ritornello o una sua parte (refrain).
  • aggiungendo una nuova parte melodica, detta coda, con funzione conclusiva, che si può ripetere numerose volte.

Un esempio di finale con dissolvenza:

Esempi di finale con aggiunta di una coda: 

  • Beatles – Hey Jude: la coda assume dimensioni eccezionali, occupando addirittura più della metà della durata del brano.
  • Coldplay –  Trouble

INCISO (Middle 8 / Bridge)

In alcune canzoni in cui il ritornello (o chorus) è breve o in cui la strofa (o verse) si ripete senza un vero e proprio ritornello, per interrompere le ripetizioni del ritornello spesso è necessario inserire un inciso, ossia una melodia nuova, solitamente dal carattere più moderato e introspettivo rispetto all’energico ritornello. Per questo motivo solitamente l’inciso compare nella seconda metà di un brano. Talvolta la medesima funzione dell’inciso è ottenuta inserendo un intermezzo strumentale con nuovo materiale melodico. A volte la parte della canzone che ha funzione di inciso pone qualche problema al lavoro di segmentazione e analisi, ecco il motivo di tanti nomi diversi: Middle 8, bridge… 

Alcuni esempi di canzone con inciso:

Ma la poesia deve seguire una grammatica? 

Tutte queste considerazioni formano una sorta di “sintassi della canzone“: le caratteristiche più consuete della forma canzone formano un insieme di “regole” che variano anche a seconda dei generi musicali.
Trovare gli ingredienti giusti per una canzone di successo può essere importante per il mercato musicale (quindi per case discografiche, radio, piattaforme di streaming come spotify, ecc.). Tuttavia, per fortuna, non è detto che rispettando alla lettera le “corrette” regole grammaticali si generi una bona canzone.
Forse è più vero il contrario: probabilmente ogni grande canzone della storia della popular music contiene in sé almeno una piccola deviazione dalle regole: nel testo o nella musica, nell’arrangimento o nella melodia, in tutte le sue componenti insieme.
La creatività di un musicista non ha bisogno di seguire necessariamente l’insieme di queste regole allo stesso modo in cui un poeta non deve necessariamente rispettare grammatica e sintassi. Però entrambi devono conoscerle e padroneggiarle!

Alcuni esempi di importanti, bellissime e “stranissime” canzoni che non seguono le convenzioni di struttura illustrate precedentemente:

Una proposta: nelle canzoni che conosci cerca aspetti che deviano dai percorsi più consueti del genere musicale a cui appartiene (nella struttura, nella voce, nell’arrangiamento, nel ritmo ecc.).

Ecco una scheda che vi può guidare nell’analisi di una canzone.

Crea una melodia a partire dall’Inno alla Gioia

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Oggi analizziamo la melodia del celebre Inno alla gioia (contenuto nell’ultimo movimento della Nona sinfonia di Beethoven) per metterne in luce le relazioni interne.
Vi propongo la melodia in forma semplificata (per favorirne l’esecuzione a qualche studente delle classi prime) in DO maggiore.

Le forme e i colori che ho aggiunto allo spartito servono a mettere in risalto gli elementi basati sulla ripetizione, sul contrasto o sulla somiglianza.
Le cornici colorate illustrano come i diversi elementi che compongono la melodia si susseguono e collegano seguendo un criterio ben preciso, come le tessere di un domino.

– Il primo elemento ad esempio [cornice rossa] viene immediatamente ripreso, abbassato di due toni iniziando da DO anziché da MI), usando il principio di somiglianza (o variazione).
– Dopo le battute 4-8, basate principalmente sulla ripetizione degli elementi precedenti, la parte B inizia seguendo il principio del contrasto: un elemento del tutto nuovo [cornice verde] viene ripetuto tre volte.
Il grafico però non è completo: mancano alcune cornici colorate. Sapresti completarlo, basandoti sulle lettere minuscole aggiunte ad ogni battuta?

A partire dal modello beethoveniano ho chiesto ai miei alunni di comporre una nuova melodia. Ogni alunno dovrà realizzare una melodia di sedici misure attraverso il software online notefight, seguendo questo schema. Ogni lettera (a, b, ecc.) equivale ad una idea musicale di una battuta.

Schema melodia su Innoallagioia

A breve arriveranno i risultati, per il momento “accontentatevi” di un’interpretazione diretta da Leonard Bernstein.

 

 

Componi il tuo canone [2020]

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Petrus de Opitiis, canone a quattro voci per Enrico VIII (1526)

L’obiettivo è ambizioso, ma seguendo alcuni semplici principi il risultato è assicurato.

Fase 1: comprensione

Ho realizzato un’esercitazione di partenza sulla piattaforma Playposit, che permette di integrare un video youtube con slides e domande.

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IN questo caso ho utilizzato un cortometraggio di Norman McLaren & Grant Munro del 1964 che spiega alcuni aspetti del canone e della fuga attraverso analogie interessanti.

Clicca sull’immagine Canon per aprire l’attività. Al primo accesso inserisci il tuo nome e cognome e poi avvia la visualizzazione.

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Ascolta questi due brani composti con la tecnica del canone:

Un canone è sostanzialmente una composizione polifonica in cui le diverse voci eseguono simultaneamente la medesima melodia ad ingressi differiti nel tempo.

Fase 2: composizione

Prerequisiti: per avvicinarsi a questo tipo di composizione è necessario aver chiaro il concetto di ‘accordo‘, e saper scrivere una melodia, trattando in modo diverso le note appartenenti e estranee ad un’armonia.

Ecco le mie indicazioni per comporre un canone. Cliccando qui puoi ascoltare gli esempi musicali presentati in questo tutorial.

Qui invece trovi un videotutorial con lo svolgimento del lavoro, passo dopo passo.

Prepara un nuovo sistema di pentagrammi a tre parti su noteflight: il rigo 2 servirà per stendere la melodia iniziale e il rigo 3 per gli accordi.

  1. Iniziamo dal rigo inferiore: scegli una successione di quattro accordi. Se ad ogni accordo si dà il valore di una minima (nota da 2/4) avrai riempito due battute. Ripeti i quattro accordi per altre due battute. Avrai ottenuto una successione di quattro accordi che si ripete due volte, come nell’esempio. (consiglio: evita l’accordo costruito sul Si!).
    Ascolta bene la successione degli accordi e decidi se ti soddisfa o se sono necessarie delle modifiche.
  2. Passiamo alla parte della melodia (rigo 2). Nelle battute 1 e 2, per ognuno dei quattro accordi scegli una nota appartenente all’accordo, come nell’esempio.
    2016-04-19 10_27_44-Il canone della 2D passo dopo passo.jpg
  3. Alle batt. 1-2, modifica i valori ritmici della melodia e aggiungi delle note di passaggio. Questa è la fase più creativa: scegli bene i valori ritmici, fai attenzione ai salti troppo ampi tra le note. Infine riascolta più volte e prova a canticchiare tu stesso la melodia: se ti risulta troppo difficile, allora significa che devi migliorarla! Nell’esempio trovi uno spunto di lavoro.
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  4.  copia la parte scritta nel rigo superiore, alle battute 3 e 4 (vedi esempio seguente).
  5. batt. 3-4: continua la melodia iniziata: inserisci 4 note, scegliendo dagli accordi quelle che non hai usato in precedenza, come da esempio.
    2016-04-19 10_28_09-Il canone della 2D passo dopo passo.jpg
  6. batt. 3-4. Modifica i valori ritmici della nuova parte e aggiungi delle note di passaggio. NB: se riesci, usa il principio: “riempi dove c’è spazio / non riempire dove è già pieno”. In altre parole, in corrispondenza di note lunghe o pause nel rigo 1, puoi inserire nel rigo 2 note veloci; in corrispondenza di note veloci nel rigo 1, è meglio inserire note lunghe nel rigo 2. O ancora: in corrispondenza di note alte nel rigo 1 inserisci note basse nel rigo 2 e viceversa. Questo principio però è solo un suggerimento. La regola base è riascoltare più volte e modificare fino a che la sovrapposizione delle due parti non ti convince. Infine, come già detto, prova a canticchiare tu stesso quello che hai scritto!
    2016-04-19 10_28_29-Il canone della 2D passo dopo passo
  7. Il canone è finito: copia più volte la melodia di quattro battute sul rigo 2 e sul rigo 1 .
    Per apprezzare meglio la polifonia elimina gli accordi e assegna le parti a strumenti diversi. Se vuoi aggiungi un testo con lo strumento”text” Lyrics (Seleziona la prima nota della parte di melodia a cui vuoi aggiungere il testo e premi ctrl+L). Se una parola lunga deve essere spezzata per far sì che ogni sillaba sia allineata alla nota giusta, separa le sillabe di una parola con il segno – (trattino alto).

Ricorda: una composizione che rimante scritta ma non viene mai suonata è solo carta sporca! Cerca di far vivere la tua musica: prova a cantare o suonare il tuo brano insieme a degli amici (ad ognuno una parte differente). Oppure prova ad esportare il file MIDI del tuo pezzo, assegnando ogni parte ad uno strumento elettronico, ad esempio in soundtrap.

Comporre un brano su ‘soggetto cavato’ [2019]

Ricordate la Missa Hercules dux Ferrarie di Josquin Des Prez?
E’ il momento di  comporre i vostri brani su soggetto cavato sul modello della messa Hercules dux Ferrarie
Il “soggetto cavato” è una tecnica compositiva. Significa letteralmente “melodia ricavata”; infatti in questo tipo di composizioni polifoniche  la sequenza di note della melodia principale (tenor o cantus firmus) può nascondere un misterioso messaggio cifrato.

FASE UNO: comporre un “tenor”

  • Si sceglie un nome di una persona (tutti in classe hanno scelto il proprio!)
  • Si aggiunge una qualificazione (cosa caratterizza quella persona?)
  • Si associa ogni sillaba a una nota, usando il codice adottato anche da Josquin:
    A=la o fa, E= Re, I= mi o si, O=sol o do, U= ut, ossia, il nome latino per do
  • Si ricava così  in una sequenza di note (NB: deve riuscire convincente all’ascolto. Riascoltare e aggiustare laddove è possibile, magari spostando una nota di ottava)
  • Si stende la sequenza su un pentagramma usando note dal valore lungo (ad esempio minime): questo sarà il tuo tenor (o cantus firmus o vox principalis)

FASE DUE: aggiungere una seconda voce su un secondo pentagramma.
Dall’ossevazione del Kyrie dalla Messa Hercules dux Ferrarie Josquin abbiamo ricavato le seguenti regole per la seconda voce:

  • Durate:
    • Usa valori ritmicamente più brevi rispetto al tenor (ad esempio: semiminime, crome,  semiminime col punto, eventualmente legature e pause)
    • Il ritmo deve essere vario (quindi non usare sempre gli stessi valori di durata)
  • Intervalli:
    • Attenzione ai salti ampi tra le note (in un coro risulterebbero difficili da intonare!): meglio note vicine
  • Dissonanze:
    • Attenzione alla sovrapposizione tra le note del tenor e della seconda voce: le note troppo vicine (ad es. Mi-Fa, o Si-Do) possono risultare dissonanti, soprattutto se con valori lunghi.
    • Attenzione alla coppia di note Fa-Si (Diabolus in musica!).
  • Ambito:
    • Cerca di mantenere tenor e seconda voce su ambiti diversi, con poche aree di sovrapposizione. Per fare questo, dopo aver scritto la melodia in chiave di violino, puoi trasportare tutta una parte un’ottava sotto (su noteflight con la combinazione di tasti ctrl+freccia giù)

Due consigli di metodo:

  1. dopo aver scritto ogni battuta riascolta ed eventualmente cancella e riscrivi fino a che non ti sembra convincente.
  2. Ignora tutte le regole precedenti, se ciò che hai scritto ti convince all’ascolto!

Consigli tecnici su noteflight: come impostare il pentagramma:

  1. in noteflight seleziona la chiave di basso dal secondo pentagramma e sostituiscila con una chiave di violino che suona un’ottava sotto: per farlo Menù –> measure –> Tenor voice clef
  2. Dal menù instrument cambia gli strumenti per i due pentagrammi: ti consiglio il flauto (nel gruppo woodwind) per la seconda voce e la chitarra (dal gruppo plucked strings) per il tenor

Puoi condividere il tuo lavoro preparato su noteflight aggiungendo un commento a questo articolo . Puoi trovare le istruzioni per effettuare quest’operazione all’articolo: Come condividere uno spartito attraverso noteflight

Consegna il brano nel modulo: Ecco un riuscito brano composto nel 2011 da Michele Marisaldi (scuola media di Borgonuovo). Prova a scoprire il messaggio nascosto nel tenor. Dopo aver fatto un’ipotesi clicca sull’immagine dello spartito e vedrai la soluzione.

Se vuoi ascoltare altri brani realizzati con la tecnica del soggetto cavato puoi provare a curiosare in questo articolo, con una playlist del 2013

Comporre per il cinema

Alcuni consigli per esercitarsi nella composizione di musica per il cinema

Questo percorso prevede 5 fasi:

  • 1 Scelta della scena
    • scegliere una breve scena cinematografica in cui non sia presente la musica (consigli: 1. meglio se disponibile su youtube; 2. meglio se i dialoghi sono pochi o assenti; 3 durata da 1 a 3 minuti circa)
    • NB: potete attingere alla lista di scene che indico in coda a quest’articolo!
    • individuare le emozioni prevalenti nella scena
    • individuare eventuali unità narrative
    • individuare eventuali momenti di cambiamento di emozione/musica o di possibili sincronizzazioni musica/immagini
  • 2. Importazione del video
    • scaricare il video da youtube in formato mp4 usando una delle numerose app online
    • importare il video in un nuovo progetto video su clipchamp
  • 3. Comporre le idee musicali
    • scrivere poche battute su noteflight, composte almeno da una parte di accompagnamento e una di melodia
    • utilizzare i principi compositivi appresi durante i tre anni di scuola: attenzione al tempo, alla tonalità (maggiore/minore); all’utilizzo di dissonanze per creare tensione; agli elementi di ripetizione e variazione della melodia, ecc.
  • 4. Realizzare il progetto audio
    • Importare la parte musicale da noteflight a soundtrap e iniziare a lavorare al progetto audio, curando la qualità timbrica del suono.
    • Scegliere gli strumenti, aggiungere eventuali effetti
    • Modificare eventualmente la struttura, ripetendo una traccia, inserendo un loop ritmico
    • Scaricate un file mp3 del vostro brano
  • 5. Montare audio e video
    • importate il file mp3 nel progetto audio di clipchamp
    • per lavorare sulla sincronizzazione tra brano musicale e video potete usare gli strumenti del progetto audio (sposta, taglia ecc.) oppure potete ritornare su soundtrap e modificare il brano

Alcuni esempi di scene senza musica.

Ho diviso le scene in tre gruppi:

1. Scene in cui i dialoghi e i rumori sono stati ricreati dagli utenti per simulare l’assenza di colonna sonora.

2. Scene di film in cui la musica è assente per volontà del regista

Il film originale non prevede musica allo scopo di ottenere un effetto di realismo. Potete conservare l’audio originale e sovrapporre ad esso la vostra musica.

3. Scene prive di dialoghi

Sostituendo del tutto l’audio originale la scena rimane comprensibile.