Analisi del rapporto musica/immagini in una sequenza cinematografica

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Segui questa griglia di lavoro per analizzare il rapporto musica/immagini in una sequenza cinematografica
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Informazioni 
Dati essenziali: Titolo, anno, regista, compositore della colonna sonora
Argomento: L’argomento della trama in non più di 8/10 righe
Contenuto narrativo della sequenza: Contestualizza la scena all’interno dell’intera storia del film. Che ruolo hanno i personaggi all’interno del film? Quando compare la scena nel corso della storia? Riassumi il contenuto della sequenza.

Segmentazione e analisi
1.Dividi la sequenza in parti (indicando i minuti della traccia video) ed elenca le singole scene che la compongono.

  1. Funzioni narrative della musica in ogni segmento della sequenza. 
    Descrivi il ruolo della musica in ogni parte della sequenza (evidenziando, se necessario i cambiamenti della musica all’interno della medesima scena).
  • a. Si tratta di musica dentro o fuori dalla scena (diegetica o extradiegetica)?
  • b. I rumori e le voci contribuiscono a definire il sonoro? Se si, in che modo?
  • c. Individua quali sono le funzioni narrative principali della musica in questa sequenza. Ecco alcuni esempi:
    • – segmentare la scena
    • – identificare un luogo o un’epoca
    • – identificare un personaggio (magari con il ricorso ad un tema ricorrente)
    • – rendere il punto di vista di un personaggio
    • – dilatare o contrarre il tempo del racconto
  • d. Specifica, scena per scena, in che modo la musica risponde alle funzioni che hai individuato, facendo riferimento al contenuto narrativo della sequenza. Indica, se ne trovi, momenti di sincronizzazione tra musica e immagine.
  1. caratteristiche oggettive
    Aspetti come melodia, strumenti usati, ritmo, velocità registro, in ogni parte della scena.

In conclusione, facendo riferimento alla tua analisi, spiega in che modo, in questa sequenza di film, la musica orienta l’interpretazione dello spettatore. Come apparirebbe questa sequenza se non ci fosse la musica?

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Gli accordi

pianoUn accordo è il risultato di più suoni di altezza diversa prodotti contemporaneamente.
L’accordo principale nella musica tonale è formato da tre note e si chiama triade.

La nota al basso (nota fondamentale) determina il nome dell’accordo. Se assegniamo alla nota fondamentale (F) il numero 1, le note successive si ottengono con i suoni 3° e 5° della scala, ossia le note ad intervallo di terza e di quinta dalla nota fondamentale.

Do   Re  Mi  Fa  Sol
1(F)  2°       4°   

Questo insieme di tre note costituisce l’accordo di Do e può essere anche disposto in ordine diverso: in questo caso l’accordo di Do si presenta sotto forma di rivolto.

do rivolti

I due più importanti tipi di triadi: l’accordo Maggiore e l’accordo minore.

Accordo di Do maggiore.

Il ripo di accordo (maggiore o minore) dipende dalla distanza che separa le prime due note dell’accordo, la nota fondamentale (Do) e la 3a (Mi). Questa distanza si chiama intervallo. Negli accordi maggiori la distanza tra le prime due note è sempre di 4 semitoni (illustrati con le frecce in rosso nell’esempio), che nel complesso formano 2 toni interi e che costituisce un intervallo di 3a maggiore.

terza

accordo do

Accordo di FA maggiore

FA SOL LA SI DO
F                     

fa magg

Accordo di Sol Maggiore

SOL LA SI DO RE
F              3°         5°

Sol magg

Accordo di Re Maggiore.

In questo caso è necessario aggiungere un diesis (#) al Fa per mantenere l’intervallo di 4 semitoni tra le prime due note dell’accordo.

RE MI FA# SOL LA
F            3               5

re

 

Musica e sonoro nel cinema

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In una serie di incontri, a scuola abbiamo affrontato il tema del sonoro e della musica nel linguaggio cinematografico. Questo argomento è stato dispiegato in varie tappe.

I. Usi convenzionali e non convenzionali del sonoro nel cinema [Prezi]

  1. Origini storiche: dal muto alla “colonna sonora” in tre fasi 
    • Il film muto; il cinema parlato (The Jazz Singer, 1927); la colonna sonora hollywoodiana (King Kong, 1933).
  2. Il modello di ascolto del sonoro nel cinema. Tre distinzioni fondamentali che agiscono nell’ascoltatore nel cinema convenzionale
    • tra dentro musica “dentro” e “fuori” la scena (musica diegetica / extradiegetica)
    • tra rumore, dialoghi e musica
    • tra suono oggettivo (tutti i personaggi possono sentirlo) e soggettivo (ascolto interiore di uno dei personaggi).
  3. Casi di ambiguità tra questi livelli nel cinema autoriale
    • Trasformazione da dentro e fuori la scena: scena del fischio in Kill Bill vol. 1 (Quentin Tarantino, 2003)
    • Trasformazione da rumore a musica: scena in fabbrica in Dancer in the Dark (2000,Lars von Trier, Musica: Bjork)
    • Ambiguità tra rumore e musica, tra ascolto soggettivo e suono oggettivo: Scena iniziale in Apocalypse Now (1979, Francis Ford Coppola, Musica: “The End”, The Doors)
    • Passaggio da fuori a dentro la scena nel registro comico: scena dell’arpa in Bananas (1971, Woody Allen) e scena dell’autobus di musicsti in High Anxiety (1977, Mel Brooks)
    • Musica in scena come ascolto interiore (soggettivo) di un personaggio: scena di Salieri che legge gli spartiti di Mozart in Amadeus (1984, Miloš Forman)
    • Sovrapposizione tra musica fuori scena (ascolto soggettivo?) e musiche provenienti dalla scena in Elephant (2003,Gus Van Sant, musica: Ludwig van Beethoven, Sonata n. 14 in Do diesis minore)

II. Alcune funzioni narrative della musica nel film

  1. Demarcazione: segmentare una scena in più parti.
    • Ad es.: scena del tentativo di cattura dello squalo in Lo squalo (Steven Spielberg)
  2. Identificazione: un tema ricorrente può suggerire la presenza o evocare personaggio.
    • Ad es. il tema dello squalo in Lo squalo o il tema di Darth Vader in Star Wars.
  3. Commento: suggerire o rinforzare un’emozione; rendere il punto di vista di un personaggio
  4. Dilatazione o contrazione del tempo del racconto.

III. Voce fuori campo e registro poetico

  1. Voce interiore in un contesto verosimile: il personaggio è in scena nell’atto di leggere
    • Es. in Apocalypse Now (F.F. Coppola, 1979) il capitano Benjamin Willard legge una lettera di Kurtz durante il viaggio lungo il fiume Nung. La musica conferisce continuità e un senso di angosciante presagio.
  2. Voce interiore in un contesto poco realistico
    • Es. Scena iniziale in The Tree Of Life (Terrence Malick, 2011): sentiamo i pensieri della protagonista attraverso la sua voce fuori campo, che però è slegata dal tempo rappresentato nelle immagini.  La musica rinforza il contenuto spirituale e profondo del testo, in discordanza rispetto alle immagini di vita quotidiana.
  3. Voce interiore in un prodotto audiovisivo diverso dal film

Componi un brano a partire dall’Inno alla gioia

Dominoes music

Oggi analizziamo la melodia del celebre Inno alla gioia (contenuto nell’ultimo movimento della Nona sinfonia di Beethoven) per metterne in luce le relazioni interne.
Vi propongo la melodia in forma semplificata (per favorirne l’esecuzione a qualche studente delle classi prime) in DO maggiore.

Le forme e i colori che ho aggiunto allo spartito servono a mettere in risalto gli elementi basati sulla ripetizione, sul contrasto o sulla somiglianza.
Le cornici colorate illustrano come i diversi elementi che compongono la melodia si susseguono e collegano seguendo un criterio ben preciso, come le tessere di un domino.

– Il primo elemento ad esempio [cornice rossa] viene immediatamente ripreso, abbassato di due toni iniziando da DO anziché da MI), usando il principio di somiglianza (o variazione).
– Dopo le battute 4-8, basate principalmente sulla ripetizione degli elementi precedenti, la parte B inizia seguendo il principio del contrasto: un elemento del tutto nuovo [cornice verde] viene ripetuto tre volte.
Il grafico però non è completo: mancano alcune cornici colorate. Sapresti completarlo, basandoti sulle lettere minuscole aggiunte ad ogni battuta?

A partire dal modello beethoveniano ho chiesto ai miei alunni di comporre una nuova melodia. Ogni alunno dovrà realizzare una melodia di sedici misure attraverso il software online notefight, seguendo questo schema. Ogni lettera (a, b, ecc.) equivale ad una idea musicale di una battuta.

Schema melodia su Innoallagioia

A breve arriveranno i risultati, per il momento “accontentatevi” di un’interpretazione diretta da Leonard Bernstein.

Infine , per chi volesse eseguire il brano, eccone anche una versione semplificata in tonalità di Sol maggiore. Cliccando sull’immagine si aprirà uno spartito interattivo sul sito noteflight.

Eccone una versione in Sol maggiore

Se avete composto un brano a piacere aggiuntivo, potete inserire il link nel modulo.

Brano di 1F

1F

Brano 1E

brano 1E

Da noteflight ad audiotool

L’obiettivo di oggi è realizzare un brano di musica elettronica a partire dai vostri Riff.

Ecco le fasi da seguire.

Apri un nuovo account su audiotool, cliccando sull’icona in alto a destra, come vedi in figura,  inserisci la tua email e inventa una password.

audiotool

2. apri il tuo brano su riff in noteflight ed esportalo come MIDI.

3. Scegli un ulteriore brano scritto da una coppia di compagni ed esportalo come MIDI.
Entrambi i file saranno stati salvati nella cartella Download del tuo PC.

4. Clicca sul link: https://www.audiotool.com/track/brano_su_riff/

In questo modo sarai indirizzato alla traccia vuota che ho creato e che serve come punto di partenza per il tuo lavoro.

5. Clicca sul tasto REMIX, per modificare la traccia.

Si aprirà l’ambiente di lavoro di audiotool, simile a questo:

audiotool

<img src=”https://docs.google.com/drawings/d/e/2PACX-1vQILd_wlN8C9sH9nKwMOInCona1WIjFRMHcKcII-rCEdURzyp2aT5Hg7xI43gw9DDgFp1op7UoymETa/pub?w=960&amp;h=720″&gt;

6. CLicca con il tasto destro sul synth e scegli import MIDI notes

Audiotool_8

Sulla time line (in basso) compariranno due tracce che rappresentano la melodia e lòa parte di basso.

7. Trascina la parte di basso nel rigo del synth del basso.

8. Clicca con il atsto destro su ogni synth mentre ascolti il brano e seleziona Load Preset, quindi scegli il tipo di suono che preferisci.

9. Ricordati di salvare il draft (la bozza) del tuo lavoro di tanto in tanto

Componi il tuo canone [2018]

rosa

Petrus de Opitiis, canone a quattro voci per Enrico VIII (1526)

Dopo aver ascoltato una fuga di Bach e dopo aver suonato Haitian Fight Song di Charles Mingus ho chiesto ai miei studenti di comporre un proprio canone. L’obiettivo è ambizioso, ma seguendo alcuni semplici principi il risultato è assicurato.
Un canone è sostanzialmente una composizione polifonica in cui le diverse voci eseguono simultaneamente la medesima melodia ad ingressi differiti nel tempo.
Prerequisiti: per avvicinarsi a questo tipo di composizione è necessario aver chiaro il concetto di ‘accordo‘, e saper scrivere una melodia, trattando in modo diverso le note appartenenti e estranee ad un’armonia.

Ecco le mie indicazioni per comporre un canone. Gli esempi sono tratti dal canone che abbiamo composto collettivamente la settimana scorsa con gli studenti della II D (IC Anzola dell’Emilia). Cliccando qui puoi ascoltare gli esempi musicali presentati in questo tutorial.

Prepara un nuovo sistema di pentagrammi a tre parti su noteflight: il rigo 2 servirà per stendere la melodia iniziale e il rigo 3 per gli accordi.

  1. Iniziamo dal rigo inferiore: scegli una successione di quattro accordi. Se ad ogni accordo si dà il valore di una minima (nota da 2/4) avrai riempito due battute. Ripeti i quattro accordi per altre due battute. Avrai ottenuto una successione di quattro accordi che si ripete due volte, come nell’esempio. (consiglio: evita l’accordo costruito sul Si!).
    Ascolta bene la successione degli accordi e decidi se ti soddisfa o se sono necessarie delle modifiche.
  2. Passiamo alla parte della melodia (rigo 2). Nelle battute 1 e 2, per ognuno dei quattro accordi scegli una nota appartenente all’accordo, come nell’esempio.
    2016-04-19 10_27_44-Il canone della 2D passo dopo passo.jpg
  3. Alle batt. 1-2, modifica i valori ritmici della melodia e aggiungi delle note di passaggio. Questa è la fase più creativa: scegli bene i valori ritmici, fai attenzione ai salti troppo ampi tra le note. Infine riascolta più volte e prova a canticchiare tu stesso la melodia: se ti risulta troppo difficile, allora significa che devi migliorarla! Nell’esempio trovi uno spunto di lavoro.
    2016-04-19 10_27_44-Il canone della 2D passo dopo passo 2.jpg
  4.  copia la parte scritta nel rigo superiore, alle battute 3 e 4 (vedi esempio seguente).
  5. batt. 3-4: continua la melodia iniziata: inserisci 4 note, scegliendo dagli accordi quelle che non hai usato in precedenza, come da esempio.
    2016-04-19 10_28_09-Il canone della 2D passo dopo passo.jpg
  6. batt. 3-4. Modifica i valori ritmici della nuova parte e aggiungi delle note di passaggio. NB: se riesci, usa il principio: “riempi dove c’è spazio / non riempire dove è già pieno”. In altre parole, in corrispondenza di note lunghe o pause nel rigo 1, puoi inserire nel rigo 2 note veloci; in corrispondenza di note veloci nel rigo 1, è meglio inserire note lunghe nel rigo 2. O ancora: in corrispondenza di note alte nel rigo 1 inserisci note basse nel rigo 2 e viceversa. Questo principio però è solo un suggerimento. La regola base è riascoltare più volte e modificare fino a che la sovrapposizione delle due parti non ti convince. Infine, come già detto, prova a canticchiare tu stesso quello che hai scritto!
    2016-04-19 10_28_29-Il canone della 2D passo dopo passo
  7. Il canone è finito: copia più volte la melodia di quattro battute sul rigo 2 e sul rigo 1 .
    Per apprezzare meglio la polifonia elimina gli accordi e assegna le parti a strumenti diversi. Se vuoi aggiungi un testo con lo strumento”text” Lyrics (Seleziona la prima nota della parte di melodia a cui vuoi aggiungere il testo e premi ctrl+L). Se una parola lunga deve essere spezzata per far sì che ogni sillaba sia allineata alla nota giusta, separa le sillabe di una parola con il segno – (trattino alto).

Ricorda: una composizione che rimante scritta ma non viene mai suonata è solo carta sporca! Cerca di far vivere la tua musica: prova a cantare o suonare il tuo brano insieme a degli amici (ad ognuno una parte differente). Oppure prova ad esportare il file MIDI del tuo pezzo, assegnando ogni parte ad uno strumento elettronico, ad esempio in soundtrap.

Inserisci in questo modulo il link al tuo lavoro.

Elenco dei brani

Buon lavoro!

Dagli accordi alla melodia [2018]

guado2

In questo esercizio dovrete scrivere una melodia a partire da una traccia.

Per svolgere il lavoro dovrete prima compiere alcune operazioni preliminari, in quattro passi, creando una copia della traccia musicale che ho preparato a questo scopo. Ecco le istruzioni.
1. Innanzitutto aprite una nuova scheda del browser e entrate nel vostro account di www.noteflight.com inserendo username (o email) e password.

2. Cliccando con il tasto destro sul link Es. 1: dalle note alla melodia scegliete ‘apri link in un’altra scheda’, in questo modo potrete continuare a leggere queste istruzioni.

3.  Vi troverete di nuovo in noteflight e vi si aprirà la  traccia dell’ esercizio. Se il vostro account sarà attivato potrete salvare una “vostra” copia dello spartito: dal menù scegliete il sotto-menu Score e selezionate  Save a Copy. Dopo aver salvato come copia potrete lavorare sul file.

4. Ricordatevi inoltre, prima di iniziare a lavorare con le note, di modificare il titolo (basta selezionare le parole che compongono il  titolo), inserendo classe e cognome. A questo punto avrete un nuovo file con il vostro nome e classe.

Le operazioni preliminari sono concluse: è il momento di iniziare a comporre!

notemelodia

Lo spartito che troverai sarà composto da tre righi musicali.

1. Parte contenente una traccia ritmica (Drums). E’ solo un riferimento da usare per scrivere le note nel rigo 2.

2. Parte vuota (Flute): qui dovrai scrivere una melodia, rispettando i valori di durata che trovi nella parte superiore (Drums). Le note legate dovranno ripetere la medesima altezza. Dovrai tenere inoltre conto delle indicazioni “A” ed “E” per la scelta dell’altezza. “A” significa: scegli una nota appartenente all’accordo sottostante (anche ad ottave diverse). “E” significa: scegli una nota estranea all’accordo. Se l’accordo è costituito dalle note DO MI SOL, le note estranee saranno: RE FA LA SI,

3. Parte degli accordi (Piano). Questi servono come riferimento per individuare le note estranee e quelle appartenenti all’accordo. Attenzione alla penultima battuta, che contiene due accordi diversi.

Alcuni consigli per scrivere la melodia.
Pensate alle note della melodia che dovrete scegliere in relazione agli accordi come le pietre di un guado su un fiume.

guadonoteguado

Le note appartenenti agli accordi equivalgono a sassi grandi e stabili, su cui ci si può soffermare anche a lungo senza il rischio di cadere, ossia la melodia risulterà consonante e gradevole. Se usate però solo note appartenenti agli accordi la melodia potrebbe risultare prevedibile e poco interessante: è meglio quindi che una melodia contenga anche poche note estranee.

Le note estranee agli accordi equivalgono a sassi piccoli e scivolosi: se ci arrivate di salto o vi fermate a lungo su di essi rischiate di cadere, ossia di creare una melodia dissonante e poco efficace. Quindi evitate di mettere in successione due note estranee lontane tra loro, è meglio che le note estranee siano note di passaggio di durata breve e vicine ad un punto di arrivo stabile.

Riassumendo, attenzione a:
1. i salti ampi tra le note sono difficili da trattare
2. Le note “E” (estranee all’accordo) risulteranno dissonanti: sono note di passaggio,meglio farle seguire da una nota vicina.

 

Buon lavoro!