Google Van Beethoven

Oggi google ci ricorda che Ludwig Van Beethoven nacque 245 anni fa. Per festeggiare la ricorrenza la pagina iniziale di google presenta un doodle (ossia uno “scarabocchio” giocoso e interattivo) incentrato su alcune melodie celebri di questo grande compositore. Il giochino racconta una serie di peripezie a cui va incontro il povero Ludwig. Ad ogni impiccio il povero compositore perde una delle sue composizioni, che l’utente deve ricostruire attraverso una sorta di “domino musicale”. In una classe di prima media, questo gioco permette di interrogarsi sulla diffusione (e sui metodi di propagazione) di un’enciclopedia musicale condivisa (le melodie più note di Beethoven). Inoltre l’esercizio giocoso di questo doodle può essere utilizzato per allenare la memoria melodica breve e l’orecchio musicale di base. Oggi in classe abbiamo aperto una momentanea parentesi rispetto alla programmazione quando, con nostra sorpresa, all’apertura del browser sulla Lavagna interattiva, ci siamo trovati questo simpatico personaggio. A questo link  trovate il doodle dedicato a Beethoven.
Buon divertimento!

TA TA TA TAAAA!

fifth

E’ difficile al giorno d’oggi avvicinarsi alla Quinta sinfonia di Beethoven sgombrando le orecchie dalle innumerevoli colonne sonore, parodie, rivisitazioni che la cultura musicale di massa ha prodotto intorno a questo capolavoro. E’ stato forse il brano strumentale su cui si è scritto di più e che più di altri ha lasciato un impronta indelebile nell’immaginario collettivo.

La Quinta sinfonia è stata descritta come la rappresentazione in termini musicali della lotta tra l’uomo e il suo destino. Tra gli aneddoti che circondano la vita di Beethoven, ve n’è uno anche per l’inizio di questa composizione. Il suo primo biografo ricorda che il compositore descrisse le prime impressionanti quattro note dell’orchestra come i colpi del “destino che bussa alla porta”.
In termini più generici, ma forse più corretti, possiamo dire che la musica di Beethoven in questo periodo, e in particolare nel primo movimento della Quinta, mette in scena, in termini puramente musicali, la condizione del conflitto. Nei forti contrasti che caratterizzano le due aree tematiche di questo movimento riconosciamo l’ostinazione dell’uomo nella lotta contro le difficoltà, l’impulso a progredire verso un’ideale.
Il motivo iniziale di quattro note è l’elemento da cui si genera l’intera composizione.
quinta
Per descrivere il primo tema possiamo usare una similitudine organica: questa cellula melodica si moltiplica ripetendosi e sovrapponendosi ad altezze e con durate diverse. In questo modo la composizione si costruisce come un organismo a partire dalla moltiplicazione della cellula iniziale.
Un video illustra bene la sovrapposizione di questo elemento motivico, attraverso una rappresentazione grafica dello spartito detta ‘a rullo di pianola’. Il motivo iniziale si riesce a identificare facilmente per le tre crome ribattute e l’ultima nota prolungata.
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 Quando le voci si moltiplicano, la sovrapposizione di questa figura motivica genera un intreccio molto più complesso.
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Ecco invece la rappresentazione grafica del secondo tema, nel registro acuto. Se nel primo tema avevamo un organismo che cresceva a dismisura fino quasi a sopraffare l’ascoltatore, questo secondo tema, lirico e chiarissimo al contempo, ristabilisce l’ordine naturale delle cose e offre un segno di speranza all’ascoltatore.
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Chi avrà la meglio tra i due temi?
Ma ricordate: questo è solo il primo movimento della sinfonia, per sapere come andrà a finire dovrete ascoltare tutti e quattro i movimenti!
Buon ascolto.

Una ‘classica’ melodia

E’ difficile sintetizzare gli aspetti compositivi dello stile classico in poche parole.
Ecco un elenco di  caratteristiche importanti che utilizzeremo per le nostre composizioni.

La musica dello Stile Classico presenta alcune caratteristiche fondamentali.

  • La melodia è chiara e ‘comprensibile’
    • chiaramente distinta dall’accompagnamento
    • con molte ripetizioni
    • con zone di contrasto ( ad esempio dal piano al forte, o dal grave all’acuto)
  • La composizione segue regole rigorose:
    • ad esempio la forma sonata (basata su due temi contrastanti e due aree tonali)
    • l’armonia (l’arte di creare sequenze di accordi in successione)
    • il trattamento della dissonanza (come le note estranee all’accordo)
    • la costruzione di melodie basate su frasi e semifrasi, spesso concatenate come ‘antecedente’ e ‘conseguente’ (un processo che ricorda l’alternanza di domanda [?] e risposta [!] nella lingua parlata).
    • il modello AAB: molte melodie del classicismo seguono questo schema:
      1. esposizione di un elemento melodico A
      2. ripetizione dell’elemento A (eventualmente trasposto ad un’altra altezza)
      3. introduzione di un nuovo elemento B.

Nel primo tema della Sinfonia n. 40 in Sol minore di Mozart (primo movimento) vediamo riassunte alcune di queste caratteristiche.

Lo schema AAB si compone di due eventi simili, seguiti da un terzo evento diverso. Questo modello può essere spiegato come la violazione delle aspettative: un minimo di due ripetizioni è necessario per stabilire uno schema ripetitivo. Una volta stabilito, lo schema permette di violare tempestivamente la continuità del modello atteso dall’ascoltatore e ottenere un effetto di sorpresa.

Ecco una melodia di Mozart costruita su questo modello.

 

 

 

 

Nel prossimo post un primo semplice esercizio di composizione per scrivere una melodia ispirata a questo modello.

Dagli accordi alla melodia: esercizio di composizione n. 1

In questo esercizio dovrete scrivere una melodia a partire da una traccia.

Nella traccia trovate uno spartito formato da tre pentagrammi:

1. una traccia ritmica che vi servirà da guida per scegliere i valori delle note della vostra melodia
2. la parte di flauto (vuota) nella quale scriverete la melodia
3. La parte di pianoforte,  che contiene la sequenza di accordi che vi servirà per scegliere le note della melodia.

Ecco le istruzioni per completare il lavoro:

Scrivi una melodia nella parte di flauto, rispettando i valori di durata che trovi nella parte di batteria (Drums) e tenendo conto delle indicazioni “A” ed “E” per la scelta dell’altezza. “A” significa: scegli una nota appartenente all’accordo sottostante (anche ad ottave diverse).

“E” significa: scegli una nota estranea all’accordo.
Attenzione:
1. ai salti ampi tra le note: sono più difficili da trattare
2. Le note “E” (estranee all’accordo) risulteranno dissonanti: sono note di passaggio,meglio farle seguire da una nota vicina.

Per usare il sito www.noteflight.com dovrete prima entrare inserendo username (o email) e password.

Una volta attivato il vostro account potete tornare su  questa pagina. Cliccando su Esercizio di composizione n. 1 vi troverete di nuovo in noteflight e vi si aprirà la  traccia dell’ esercizio. Se il vostro account sarà attivato  potrete finalmente creare i vostri spartiti su noteflight.

Attenzione: per prima cosa dovrete salvare una “vostra” copia dello spartito: dal menù file scegliete Save a Copy

Solo dopo aver salvato come copia, potrete lavorare sul file. Ricordatevi inoltre, prima di iniziare a lavorare con le note, di modificare il titolo (basta selezionare le parole che compongono il  titolo):  prima la  classe e poi il cognome. A questo punto avrete un nuovo file con il vostro nome e classe. Uff, che fatica! 🙄 Le operazioni preliminari sono concluse: è il momento di iniziare a comporre!

Una volta terminato il lavoro dovrete spedirmi i risultati.Leggete le istruzioni su come condividere un brano attraverso noteflight

 

Melodiosi risultati

Ecco i primi risultati dell’Esercizio di composizione n.1 “dagli accordi alla melodia” nelle classi seconde.

Come esempio del lavoro svolto ho scelto le melodie composte da Laura C. e Jacopo M. (bravi, ottimo lavoro!) Eccole qui.

Vodpod videos no longer available. Vodpod videos no longer available.

Se non ricordi (o vuoi conoscere) le indicazioni per realizzare questo esercizio vai al post Dagli accordi alla melodia: esercizio di composizione n.1.

Ecco inoltre i link alle melodie arrivate ad oggi. Complimenti! Attenzione però, ci sono ancora un po’ di cose da aggiustare. Le vedremo assieme in classe.

Marco D.P. – Enrico M. – Michele M. – Alessandro C. – Laura B. – Enrico.Luca