Fuori dai canoni! Un Rinascimento elettronico

round music sore

Abbiamo iniziato ascoltando qualche canone di Josquin e J. S. Bach e siamo finiti ad eseguire Haitian Fight Song di Mingus. Solo a quel punto ho azzardato la richiesta, invitando i miei studenti a comporre loro stessi un semplice brano attraverso questa tecnica affascinante e antichissima.

Il percorso ha seguito tre tappe:

  1. in una lezione di preparazione ho illustrato i principi fondamentali attraverso cui comporre un canone di quattro misure;
  2. gli studenti hanno realizzato il loro brano software online di notazione musicale noteflight;
  3. in seguito hanno esportato il file MIDI della loro composizione in un altro software online (soundtrap), modificando l’arrangiamento, assegnando le parti a diversi strumenti e aggiungendo, eventualmente, una parte di accompagnamento ritmico. L’effetto è decisamente post-moderno, ma i risultati sono sorprendenti!

A percorso ultimato, devo riconoscere che i ragazzi e le ragazze delle mie classi seconde sono stati all’altezza della non banale richiesta!
Ecco, ad esempio, un frammento del riuscito canone composto da Gaia 1a E.2016-05-23 22_30_00-Tanto tempo fa
Con grande orgoglio quindi, vi presento in questa playlist i risultati, che nel complesso sono decisamente ‘pop’! Buon ascolto.

Che dite, si meritano una parola di apprezzamento?

Componi il tuo canone!

rosa

Petrus de Opitiis, canone a quattro voci per Enrico VIII (1526)

Dopo aver ascoltato una fuga di Bach e dopo aver suonato Haitian Fight Song di Charles Mingus ho chiesto ai miei studenti di comporre un proprio canone. L’obiettivo è ambizioso, ma seguendo alcuni semplici principi il risultato è assicurato.
Un canone è sostanzialmente una composizione polifonica in cui le diverse voci eseguono simultaneamente la medesima melodia ad ingressi differiti nel tempo.
Prerequisiti: per avvicinarsi a questo tipo di composizione è necessario aver chiaro il concetto di ‘accordo‘, e saper scrivere una melodia, trattando in modo diverso le note appartenenti e estranee ad un’armonia.

Ecco le mie indicazioni per comporre un canone. Gli esempi sono tratti dal canone che abbiamo composto collettivamente la settimana scorsa con gli studenti della II D (IC Anzola dell’Emilia). Cliccando qui puoi ascoltare gli esempi musicali presentati in questo tutorial.

Prepara un nuovo sistema di pentagrammi a tre parti su noteflight: il rigo 2 servirà per stendere la melodia iniziale e il rigo 3 per gli accordi.

  1. Iniziamo dal rigo inferiore: scegli una successione di quattro accordi. Se ad ogni accordo si dà il valore di una minima (nota da 2/4) avrai riempito due battute. Ripeti i quattro accordi per altre due battute. Avrai ottenuto una successione di quattro accordi che si ripete due volte, come nell’esempio. (consiglio: evita l’accordo costruito sul Si!).
    Ascolta bene la successione degli accordi e decidi se ti soddisfa o se sono necessarie delle modifiche.
  2. Passiamo alla parte della melodia (rigo 2). Nelle battute 1 e 2, per ognuno dei quattro accordi scegli una nota appartenente all’accordo, come nell’esempio.
    2016-04-19 10_27_44-Il canone della 2D passo dopo passo.jpg
  3. Alle batt. 1-2, modifica i valori ritmici della melodia e aggiungi delle note di passaggio. Questa è la fase più creativa: scegli bene i valori ritmici, fai attenzione ai salti troppo ampi tra le note. Infine riascolta più volte e prova a canticchiare tu stesso la melodia: se ti risulta troppo difficile, allora significa che devi migliorarla! Nell’esempio trovi uno spunto di lavoro.
    2016-04-19 10_27_44-Il canone della 2D passo dopo passo 2.jpg
  4.  copia la parte scritta nel rigo superiore, alle battute 3 e 4 (vedi esempio seguente).
  5. batt. 3-4: continua la melodia iniziata: inserisci 4 note, scegliendo dagli accordi quelle che non hai usato in precedenza, come da esempio.
    2016-04-19 10_28_09-Il canone della 2D passo dopo passo.jpg
  6. batt. 3-4. Modifica i valori ritmici della nuova parte e aggiungi delle note di passaggio. NB: se riesci, usa il principio: “riempi dove c’è spazio / non riempire dove è già pieno”. In altre parole, in corrispondenza di note lunghe o pause nel rigo 1, puoi inserire nel rigo 2 note veloci; in corrispondenza di note veloci nel rigo 1, è meglio inserire note lunghe nel rigo 2. O ancora: in corrispondenza di note alte nel rigo 1 inserisci note basse nel rigo 2 e viceversa. Questo principio però è solo un suggerimento. La regola base è riascoltare più volte e modificare fino a che la sovrapposizione delle due parti non ti convince. Infine, come già detto, prova a canticchiare tu stesso quello che hai scritto!
    2016-04-19 10_28_29-Il canone della 2D passo dopo passo
  7. Il canone è finito: copia più volte la melodia di quattro battute sul rigo 2 e sul rigo 1 .
    Per apprezzare meglio la polifonia elimina gli accordi e assegna le parti a strumenti diversi. Se vuoi aggiungi un testo con lo strumento”text” Lyrics (Seleziona la prima nota della parte di melodia a cui vuoi aggiungere il testo e premi ctrl+L). Se una parola lunga deve essere spezzata per far sì che ogni sillaba sia allineata alla nota giusta, separa le sillabe di una parola con il segno – (trattino alto).

Ricorda: una composizione che rimante scritta ma non viene mai suonata è solo carta sporca! Cerca di far vivere la tua musica: prova a cantare o suonare il tuo brano insieme a degli amici (ad ognuno una parte differente). Oppure prova ad esportare il file MIDI del tuo pezzo, assegnando ogni parte ad uno strumento elettronico, ad esempio in soundtrap. Buon lavoro!

Monteverdi – Orfeo – 1607

L’Orfeo è un’opera lirica, più precisamente una «favola in musica», di Claudio Monteverdi su libretto di Alessandro Striggio. Tratta dalla Fabula di Orfeo di Poliziano, l’opera si compone di un prologo («Prosopopea della musica») e cinque atti. Fu rappresentata per la prima volta il 24 febbraio 1607 nel Palazzo Ducale di Mantova.

Vi propongo tre episodi:

1. Prologo della Musica: apre lo spettacolo e anticipa la  tematica è più importante del racconto: la musica può far provare forti emozioni anche alle menti “più gelate”.

2.  “Vi ricorda o boschi ombrosi”, un’aria che canta lo stesso Orfeo, lieto per le nozze con Euridice (prima di conoscere dalla messaggera la notizia della orte dell’amata).

3. Orfeo e Caronte: è il momento cruciale in cui Orfeo riesce a convincere CAronte a traghettarlo verso il mondo degli Inferi, trasgredendo alle regole dell’Ade.

NB: sotto ogni filmato trovate il testo relativo.

1. PROLOGO

LA MUSICA
Dal mio Permesso amato a voi ne vegno,
Incliti eroi, sangue gentil de’ regi,
Di cui narra la fama eccelsi pregi,
Né giunge al ver, perch’è tropp’alto il segno.

Io la Musica son, ch’ai dolci accenti
So far tranquillo ogni turbato core,
Et or di nobil ira ci or d’amore
Poss’infiammar le più gelate menti.

2. “Vi ricorda o boschi ombrosi”

ATTO SECONDO: Ritornello

PASTORE I e PASTORE Il
In questo prato adorno
Ogni selvaggio nume
Sovente ha per costume
Di far lieto soggiorno.

Ritornello

Qui Pan, Dio de’ pastori,
S’udì talor dolente
Rimembrar dolcemente
Suoi sventurati amori.

Ritornello

Qui le Napee vezzose,
Schiera sempre fiorita,
Con le candide dita
Fur viste a coglier rose.

Ritornello

CORO di NINFE e PASTORI
Dunque fa degni, Orfeo,
Del suon della tua lira
Questi campi ove spira
Aura d’odor sabeo.

Ritornello

ORFEO
Vi ricorda, o bosch’ombrosi,
De’ miei lungh’aspri tormenti,
Quando i sassi ai miei lamenti
Rispondean fatti pietosi?

Dite, allor non vi sembrai
Più d’ogni altro sconsolato?
Or fortuna ha stil cangiato
Et ha volto in festa i guai.

Vissi già mesto e dolente,
Or gioisco, e quegli affanni
Che sofferti ho per tant’anni
Fan più caro il ben presente.

Sol per te, bella Euridice,
Benedico il mio tormento;
Dopo il duol vie più contento,
Dopo il mal vie più felice.

PASTORE I
Mira, deli mira, Orfeo, che d’ogni intorno
Ride il bosco e ride il prato.
Segui pur col plettro aurato
D’addolcir l’aria in sì beato giorno.

MESSAGGIERA
Ahi caso acerbo, ahi fat’empio e crudele.
Ahi stelle ingiuriose, ahi ciel avaro.

PASTORE I
Qual suon dolente il lieto dì perturba?

MESSAGGIERA
Lassa! dunque debb’io,
Mentre Orfeo con sue note il ciel consola,
Con le parole mie passargli il core?

PASTORE III
Questa è Silvia gentile,
Dolcissima compagna
Della bell’Euridice: oh, quanto è in vista
Dolorosa! Or che fia? Deh, sommi Dei,
Non torcete da noi benigno il guardo.

MESSAGGIERA
Pastor, lasciate il canto,
Ch’ogni nostra allegrezza in doglia è volta.

ORFEO
D’onde vieni? ove vai? Ninfa, che porti?

MESSAGGIERA
A te ne vengo, Orfeo,
Messaggiera infelice,
Di caso più infelice e più funesto:
La tua bella Euridice …

3. Orfeo e Caronte

ORFEO
Possente spirto, e formidabil nume,
Senza cui far passaggio a l’altra riva
Alma da corpo sciolta invan presume,

Non vivo io, no, che poi di vita è priva
Mia cara sposa, il cor non è più meco,
E senza cor com’esser può ch’io viva?

A lei volt’ho il cammin per l’aer cieco,
A l’inferno non già, ch’ovunque stassi
Tanta bellezza il paradiso ha seco.

Orfeo son io, che d’Euridice i passi
Segue per queste tenebrose arene,
Ove già mai per uom mortal non vassi.

O de le luci mie luci serene,
S’un vostro sguardo può tornarmi in vita,
Ahi, chi niega il conforto a le mie pene?

Sol tu, nobile Dio, puoi darmi aita,
Né temer dei, ché sopra un’aurea cetra
Sol di corde soavi armo le dita

Contra cui rigida alma invan s’impetra.

Altri episodi interessanti: 

Plutone e Proserpina

http://www.youtube.com/watch?v=sBGMYO8hPEM&feature=related

Finale

http://www.youtube.com/watch?v=hXPLDRvoMeo

Opera intera:

http://www.youtube.com/watch?v=dBsXbn0clbU&feature=related

Una scena spettacolare: teatri barocchi

Nelle rappresentazioni teatrali del Seicento l’elemento scenografico era una componente fondamentale dello spettacolo, anche nell’ambito del teatro musicale. Per suscitare maggior meraviglia negli spettatori, gli argomenti delle trame venivano scelti in modo da contenere scene di carattere fantastico e ambientazioni sovrannaturali. Numerosi artisti e architetti dell’epoca collaboravano agli allestimenti, inventando soluzioni innovative per realizzare macchine sceniche, movimenti aerei ed effetti illusionistici.

Si veda ad esempio il magnifico teatro Farnese di Parma, edificato nel 1618.

farnese2farnese

Il teatro venne però inaugurato solo nel 1628, a distanza di dieci anni dalla sua realizzazione, con uno spettacolo memorabile in occasione del matrimonio di Odoardo Farnese con Margherita de’ Medici. Lo spettacolo, Mercurio e Marte, è un’opera-torneo ‘inventata’ da Claudio Achillini, con musiche di Claudio Monteverdi, ricchissima di effetti scenografici e scenotecnici.

Tra le macchine sceniche realizzate per il teatro di parma c’erano meccanismi che servivano per sollevare gli amorini alati (angeli) e per aprire i raggi del sole, come si vede nell’ordigno seguente, in posizione aperta e chiusa.

macchinaombrello_chiusamacchinaombrello_aperta

sole

Incisione rappresentante l’arrivo di Apollo ne ‘Il favore degli dei’

Ecco invece uno schema del funzionamento delle quinte  mobili (da un saggio del musicologo Davide Daolmi) per cambiare ambientazione e, al contempo, fornire l’illusione di una maggior profondità nella scena.

Daolmi

Questa carrellata di immagini restituisce l’intenso lavoro di progettazione che precedeva ogni nuova rappresentazione.

Progetti per macchine sceniche:

Macchine

Sistema su “Come si possa far calare una nuvola sopra il palco dal cielo con persone dentro” e su “Come si faccia calare una picciola, la quale abbassandosi diverrà sempre maggiore” (da Sabbatini)

Joseph Furttenbach, Macchineria per la scena (1663)

Bozzetti di intere scenografie:

Giacomo Torelli, scena del III atto di Andromède (1650)

Giacomo Torelli, scena del III atto di Andromède (1650)

Alfonso Parigi, I cieli (atto V, scena II, Finale de Le nozze degli dèi, 1637)

Alfonso Parigi, I cieli (atto V, scena II, Finale de Le nozze degli dèi, 1637)

Bernardo Buontalenti, L’Inferno (IV intermezzo a La Pellegrina, 1589)

Bernardo Buontalenti, L’Inferno (IV intermezzo a La Pellegrina, 1589)

Epifanio d’Alfiano (da B. Buontalenti), Acquaforte del IV intermezzo de La Pellegrina (1592)

Epifanio d’Alfiano (da B. Buontalenti), Acquaforte del IV intermezzo de La Pellegrina (1592)

erminia sul giordano - Daolmi_2

Erminia sul Giordano

Giulio Parigi, Il ritorno di Astrea intermezzo a Il giudizio di Paride, 1608

Giulio Parigi, Il ritorno di Astrea intermezzo a Il giudizio di Paride, 1608

Joseph Furttenbach, disegni per la “Prima Scena” e la “Seconda Scena”

Joseph Furttenbach, disegni per la “Prima Scena” e la “Seconda Scena”

Melodie in fuga

Fuga in rosso. Paul Klee. 1921.

La fuga è una forma musicale polifonica basata sull’elaborazione contrappuntistica di un’idea tematica, che viene esposta e più volte riaffermata nel corso del brano, spesso con la trasposizione ad altezze diverse. Dalla seconda metà del Seicento alla prima metà del Settecento (quindi nel momento di massimo splendore del Barocco) la fuga è stata la più importante forma contrappuntistica strumentale. È considerata una delle più importanti espressioni del contrappunto nella storia della polifonia occidentale.

Johann Sebastian Bach, il più importante compositore del periodo Barocco, realizzò una raccolta di composizioni intitolata Il clavicembalo ben temperato, che includeva 24 preludi seguiti da altrettante fughe: uno per ogni tonalità.

In questa interessante analisi della Fuga in Sol minore (da Il clavicembalo ben temperato) puoi seguire il modo in cui si susseguono e si sovrappongono gli elementi fondamentali della fuga:

– il soggetto (il tema principale): in rosso
la risposta (il tema trasposto a distanza di un intervallo di quinta e lievemente modificato e affidato a una seconda voce): in blu
il cosiddetto “controsoggetto” (una nuova melodia che fa da “accompagnamento” e si sovrappone polifonicamente alla risposta): in giallo.

[clicca sull’immagine per avviare la presentazione]

Qui invece trovi il preludio e la fuga in Sol minore in una esecuzione per organo.
Invece di uno spartito tradizionale, il brano è notato con delle barre orizzontali che indicano la durata e l’altezza della nota. Ad ogni colore corrisponde una delle quattro voci. In questo modo ti dovrebbe essere più semplice individuare ogni nuovo ingresso del soggetto e della risposta.
Buon ascolto!

Fuga in Sol minore di J. S. Bach: anche la musica ha un’anima(zione)

Ho realizzato un piccolo esperimento per visualizzare l’intreccio delle voci nella Fuga in Sol minore di Bach sincronizzando una bella animazione grafica del brano con lo spartito in notazione tradizionale.
Per vedere il risultato clicca sull’immagine.

bach_noteflight

Sarai indirizzato sulla piattaforma noteflight. Forse sarà necessario adattare le dimensioni della finestra al vostro schermo, in modo da rendere il tutto più leggibile. Sulla sinistra dovreste visualizzare la notazione musicale, mentre sulla destra una animazione grafica basata sullo spartito. Ogni colore rappresenta una diversa voce, ogni cerchio corrisponde ad una nota: più il cerchio è largo, più il suono sarà lungo. Se volete ascoltare un dato passaggio, potete spostare il cursore lungo la barra temporale (sotto l’animazione): le immagini, lo spartito e la musica si allineeranno perfettamente.

Per i più curiosi, ecco alcune spiegazioni tecniche. Ho trovato una bella rappresentazione grafica dello spartito realizzata da Performance Emulation attraverso il programma Music Animation Machine MIDI Player (il video su youtube di questa animazione serve a promuovere un impressionante software di simulazione del suono dell’organo). Ho quindi sincronizzato questo video con uno spartito della fuga già presente sulla piattaforma noteflight (a cura dell’utente pinoyboy147). Se volete mettervi alla prova, lo staff di noteflight ha realizzato un video tutorial [in inglese!] che spiega come sincronizzare video e audio.

***

jack black chalkboards

Considerazioni di metodo [per i prof. in ascolto]
Credo che nella didattica della musica sia necessario incentivare la possibilità di esperienze sinestetiche tra immagine in movimento e suono. “Vedere” lo scorrere delle note (non solo attraverso il pentagramma, una ma anche attraverso rappresentazioni di tipo ‘pianoroll’) favorisce un ancoraggio tra immagine e suono e facilita, a mio parere, la percezione delle strutture musicali. A seconda degli stili, certi tipi di visualizzazione sono più efficaci di altri. Nel caso della fuga, la rappresentazione che ho scelto (un’evoluzione sofisticata dell’antico rullo di cartone perforato per gli automatismi delle pianole meccaniche) mi sembra molto chiara. Inoltre, attraverso la sincronizzazione audio/video/spartito, il docente può soffermarsi su alcuni tratti del brano. IO, ad esempio, al secondo ascolto, ogni tanto blocco la riproduzione del brano prima dell’ingresso di una nuova voce e chiedo agli studenti di interpretare il grafico (e/o lo spartito) e di descrivere l’evento musicale immediatamente successivo.
Questo tipo di rappresentazione però comporta un difetto fino a poco tempo fa difficilmente superabile. Queste infatti sono animazioni grafiche realizzate a partire da un file MIDI, quindi la riproduzione sonora solitamente è affidata ai timbri sintetici (e scadenti) e all’esecuzione rigida del computer: un risultato sonoro che appiattisce brutalmente la complessità di qualsiasi brano. La possibilità di sincronizzare tutto ciò con una registrazione di un musicista reale (caratterizzata da continui lievi slittamenti della pulsazione) apre un nuovo orizzonte per questo tipo di strumenti didattici. Il processo di preparazione  è un po’ laborioso, ma il risultato, a mio parere, è di grande soddisfazione! Un docente di educazione musicale può avvicinare gli adolescenti allo studio della musica anche senza accondiscendere ai dettami dell’industria musicale massificata. In questo caso non è il contenuto, ma il modo, a rendere un ascolto più attraente. Naturalmente però è la meravigliosa musica di Bach a rendere il tutto davvero appassionante.