Go down Moses

 

go down moses

Testo

Rit.:
Go down Moses
Way down to Egypt land
Tell old Pharaoh to
Let My People Go!

 

Strofa 1:
When Israel was in Egypt land…
Let My People Go!
Oppressed so hard They couldn’t stand
Let My People Go!
So the Lord said:
Rit.:
Go down Moses
Way down to Egypt land
Tell old Pharaoh to
Let My People Go!

Strofa 2:
So Moses went to Egypt land…
Let My People Go!
He made old Pharaoh understand…
Let My People Go!
So the Lord said:
[Rit.]Strofa 3:
‘Thus spoke the Lord’, bold Moses said
Let My People Go!
‘If not I’ll strike, your firstborn’s dead’
Let My People Go!
So the Lord said:
Rit.:

Intrepretazione di Louis Armstrong

Interpretazione “a cappella”

Storia e significato del brano

Testo e accordi:

Mo better blues

Mo better blues è un film del regista Spike Lee, che racconta le vicende di un immaginario trombettista di New York. Il brano portante della colonna sonora ha lo stesso titolo del film ed è stato scritto dal padre del regista, Bill Lee, e viene eseguito dal gruppo del trombettista jazz Wynton Marsalis. Ecco la melodia, basata su una scala pentatonica.

better

Nel file su noteflight, la melodia è seguita da una variazione con l’aggiunta di alcuni elementi di ornamentazione

Il brano è abbastanza semplice e di effetto: proveremo a suonarlo in un arrangiamento per flauti (la parte della tromba) e tastiere (divise in 3 diverse parti) e chitarre.

Per suonare con una base di accompagnamento, clicca su:

Partitura completa

Parti individuali:

melodia

melodia per chitarre

accompagnamento 1: bicordi

accompagnamento 2: bicordi

Per le tastiere: attenzione ai bicordi, al Do diesis e al Si sotto il Do centrale.

accompagnamento 3 [pianoforte a due mani]

accordi semplificati [chitarra]

bassi

In questa scena vedete la sequenza in cui il protagonista suona Mo better blues in un locale di New York.

Come smontare un brano rock . Riff dopo riff.

tele_kit

Nella musica rock molto spesso la creazione di un nuovo brano inizia a partire da un riff.
Nel gergo del jazz e del rock, un riff è una breve frase melodica, caratterizzata da un ritmo deciso, della durata di una o due battute, che si ripete ciclicamente. In una rock-band molto spesso i riff sono affidati alle chitarre o al basso elettrico e costituiscono la base ritmica per l’accompagnamento di un’intera sezione del brano, come la strofa o il ritornello.
Il concetto di elemento ciclico e ripetitivo usato come formula di accompagnamento assume molti nomi a seconda del genere musicale.

Nel jazz e nella musica r’n’b il riff viene assegnata solitamente ai fiati (sassofoni e trombe e tromboni), mentre quando è eseguita dagli strumenti di accompagnamento, tastiere chitarre e basso, viene talvolta chiamata anche groove o vamp.
Nella musica classica si parla di invece di ostinato.
Nella musica elettronica invece si utilizza il termine loop.
Nella musica rock il riff è eseguito dalle chitarre elettriche o dal basso (e in quest’ultimo caso spesso si parla di ‘giro di basso‘)

L’efficacia del riff consiste proprio nella sua ripetitività, che serve da elemento ritmico propulsore per l’intero arrangiamento.
Nei brani costruiti in questo modo, molto spesso il riff anticipa l’inizio della melodia cantata e serve quindi anche come elemento di introduzione.

Dopo che il riff viene introdotto dal basso o dalla chitarra si aggiungono gli altri strumenti e infine entra la parte melodica.
Notate che molto spesso la melodia principale si sovrappone al riff con un ritmo indipendente da questo: l’intreccio ritmico tra le due parti (riff e voce)  risulta quindi piuttosto complesso.
In alcuni brani il riff viene usato solo per accompagnare la voce durante una sezione della canzone (ad esempio la strofa), mentre in un’altra sezione contrastante (ad esempio il ritornello) viene sostituito con una sequenza di accordi tradizionale.

Ecco alcuni esempi di riff celebri (clicca sui titoli per ascoltare i brani su youtube).

Riff per chitarra:

Satisfaction dei Rolling Stones

Satisfaction_riff

Smoke on the water dei Deep Purple

Smoke_on_the_Water_riff

Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd
lynyrd-skynyrd-sweet-home-alabama-intro

Message in a bottle dei Police

message in a bottle the police south shields guitar lessons

Sunday Bloody Sunday degli U2

sunday bloody sunday

Sunshine of your love dei Cream

sunshine-of-your-love-riff

Foxy Lady di Jimi Hendrix

Hendrixfoxeylady

Riff di basso (in tre pezzi più vicini al jazz)

Peter Gunn Theme di Henry Mancini

peter gunn    

I wish di Stevie Wonder

wish

Chamelon di Herbie Hancock

Herbie Hancock_chameleon

Riff costituiti da una sequenza di accordi 

Back in Black degli AC/DC

back in black

Living for the city di Stevie Wonder

Living for the city

 New Year’s day degli U2

New Year's day US

Billie Jean di Michael Jackson

billie jean

Se ti interessa l’argomento e sei un apprendista chitarrista prova a guardare questa guida video ai 100 migliori riff della storia del rock. Questo video è presentato attraverso la piattaforma soundslice.com, che permette di sincronizzare un video di youtube alla tablatura (o intavolatura) per chitarra  in modo molto efficace.

Melodie in fuga

Fuga in rosso. Paul Klee. 1921.

La fuga è una forma musicale polifonica basata sull’elaborazione contrappuntistica di un’idea tematica, che viene esposta e più volte riaffermata nel corso del brano, spesso con la trasposizione ad altezze diverse. Dalla seconda metà del Seicento alla prima metà del Settecento (quindi nel momento di massimo splendore del Barocco) la fuga è stata la più importante forma contrappuntistica strumentale. È considerata una delle più importanti espressioni del contrappunto nella storia della polifonia occidentale.

Possiamo pensare alla fuga come a un’evoluzione del canone.

Johann Sebastian Bach, il più importante compositore del periodo Barocco, realizzò una raccolta di composizioni intitolata Il clavicembalo ben temperato, che includeva 24 preludi seguiti da altrettante fughe: uno per ogni tonalità.

In questa interessante analisi della Fuga in Sol minore (da Il clavicembalo ben temperato) puoi seguire il modo in cui si susseguono e si sovrappongono gli elementi fondamentali della fuga:

– il soggetto (il tema principale): in rosso
la risposta (il tema trasposto a distanza di un intervallo di quinta e lievemente modificato e affidato a una seconda voce): in blu
il cosiddetto “controsoggetto” (una nuova melodia che fa da “accompagnamento” e si sovrappone polifonicamente alla risposta): in giallo.

[clicca sull’immagine per avviare la presentazione]

Qui invece trovi il preludio e la fuga in Sol minore in una esecuzione per organo.
Invece di uno spartito tradizionale, il brano è notato con delle barre orizzontali che indicano la durata e l’altezza della nota. Ad ogni colore corrisponde una delle quattro voci. In questo modo ti dovrebbe essere più semplice individuare ogni nuovo ingresso del soggetto e della risposta.
Buon ascolto!

Dall’Offerta musicale di Bach, un “Canone retrogrado” dove le due voci alternativamente suonano la medesima parte in senso normale e in senso contrario. In questa suggestiva animazione, questo principio viene mostrato trasformando lo spartito “infinito” in un nastro di Moebius.

 

 

 

Stand by me

john_lennon-stand_by_me

Stand by me è una canzone scritta da Ben E. King, Jerry Leiber e  Mike Stoller, e interpretata dallo stesso Ben E. King nel 1960.
Pur trattandosi di un testo e di una melodia molto semplice, questa canzone nasce da un’ispirazione profonda e spirituale, trattando il tema della forza dell’amicizia e della fiducia nel prossimo: a questo link trovi il testo.
Potete ascoltare la versione originale di Stand by me  cantata da King oppure la ancor più celebre interpretazione di John Lennon.
Anche questo brano si basa su una successione di accordi tipica della musica leggera, chiamata anche “Giro di DO”. In particolare la linea di basso, che serve anche da introduzione, viene eseguita per tutta la durata del brano.
Ti puoi esercitare a suonare questo pezzo andando alla pagina di noteflight.com in cui ho inserito un semplice arrangiamento del brano per voce, chitarra, tastiere e basso.

stand byu me

Ecco il testo e l’ostinato (riff) di accompagnamento.

stand by me

 

INTERLUDIO STRUMENTALE

Per inframmezzare i due ritornelli ho inserito un interludio strumentale che trovi su noteflight.

stand1stand2

Serenade to a Cuckoo.

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Al grande polistrumentista jazz Roland Kirk (musicista non vecente) non mancava certo il senso dell’humor. Ha dedicato questa bella melodia basata su un basso ostinato discendente al verso del cuculo, o meglio dell’orologio a cucù. Stiamo provando questo brano con le classi seconde e qui lo puoi sentire eseguito al flauto traverso dall’autore nel disco “I Talk With The Spirits” (1964). Attenzione: nella parte B del tema sembra di sentire un secondo flauto esporre una seconda linea melodica. In realtà è lo stesso Kirk che canta una linea di accompagnamento (e lo fa mentre contemporaneamente suona il flauto traverso!).

Se non siete ancora in grado di seguire lo spartito a tempo e avete bisogno di una guida per la diteggiatura da seguire sul flauto, potete andare alla pagina del brano che ho inserito su odogy. Qui troverete lo spartito del solo tema e, alla sinistra del pentagramma, un flauto stilizzato, con l’indicazione della diteggiatura per ogni nota
Attenzione: il primo foro in alto corrisponde al portavoce posteriore, che si preme con il pollice della mano sinistra.
In quest’immagine ho inserito alcune annotazioni sulla schermata principale.

odogy flauyto

 

Clicca sull’immagine per visualizzare e ascoltare la partitura interattiva in noteflight (per flauto, chitarra e tastiera)

serenade

La struttura del brano nel nostro arrangiamento è  la seguente:

Attenzione!
Nella parte centrale è prevista un’ improvvisazione. Per prepararti studia bene le note della scala blues di Mi (vedi l’esempio seguente), in senso ascendente e discendente. Eventualmente estendi la scala anche in altre ottave, a piacimento. Usa il file su noteflight come base per esercitarti suonandoci sopra delle brevi melodie inventate da te.
Un consiglio: inizialmente scegli due o tre note della scala e prova ad improvvisare usando solo quelle (eventualmente ripetendo spesso la medesima altezza),concentrati però sul ritmo, che dev’essere vario e deciso. Nell’improvvisazione l’intenzione ritmica è la cosa più importante!

Attenzione al si bemolle (o la diesis): serve come nota di passaggio. Una melodia suona “meglio” se da questa nota si scende a La o sale al Si naturale.

Infine, se si senti più sicuro, a questa scala puoi anche aggiungere la nota FA diesis.

Ecco, come esempio, una riuscita esecuzione con la classe II A e la II B di Borgonuovo nel 2011. L’organico era composta da:

  • 3 flauti traversi
  • 12 flauti dolci
  • 3 violoncelli
  • 6 chitarre
  • 12 tastiere
  • un tamburello

Le improvvisazioni sono di: flauto dolce, pianoforte, flauto traverso, flauto dolce, chitarra.