La canzone al microscopio. Dove le parole suonano e la musica dice.

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Immagine al microscopio di un microsolco su disco in vinile

Una canzone nasce dalla combinazione di due elementi: il testo e la musica. Questo legame è indissolubile. Ascoltando la sola musica di una canzone (ad esempio in una versione strumentale o ascoltando una canzone in un testo che non siamo in grado di comprendere) si perderanno molti dei significati del brano. Ugualmente leggendo il testo di una canzone senza ascoltarne la versione sonora, avremo una versione pallida e debole rispetto alla forza originaria del brano registrato. Descrivere a parole quali sono gli elementi che contribuiscono a dare forza e intensità a una canzone può essere un’impresa molto difficile.
Quella che segue è una breve guida per orientarsi tra i diversi elementi che costituiscono le canzoni. Alcuni degli esempi che trovate sono stati proposti dai miei studenti di terza media.

La forma della canzone 

Ci sono cantautori che stendono prima il testo e poi danno una veste musicale alle parole e musicisti che iniziano creando una melodia e poi cercano le parole che si adattino alla musica. Qualsiasi sia il punto di partenza, la canzone poi si sviluppa attraverso un percorso che dura solitamente intorno ai 3 – 4 minuti (ci sono chiaramente molte eccezioni!).
Dopo aver stabilito le idee iniziali, un autore cerca di dare “forma” a una canzone, ossia colloca nell’arco della durata di un brano le varie parti che lo compongono.
In questo modo prende forma la struttura della canzone, ossia la successione delle sue parti: 

  • Introduzione
  • Strofa
  • Ritornello
  • Inciso
  • Intermezzo (o interludio / obbligato / assolo) strumentale
  • Coda

La terminologia anglosassone:

  • Intro 
  • Verse
  • Chorus (con o senza pre-chorus) 
  • Middle eight / Bridge
  • Instrumental 
  • Coda

STROFA E RITORNELLO (verse e chorus)

Il più delle volte una canzone si organizza in due parti distinte basate su due motivi di diverso carattere musicale ed espressivo. 

Strofa

Nella strofa l’autore solitamente racconta una vicenda. L’interesse dell’ascoltatore ricade prevalentemente sul testo e meno sulla musica. 

  • Il testo della strofa solitamente è più esteso di quello contenuto nel ritornello: le parole sviluppano un filo narrativo chiaro che si estende per più strofe e, mentre la melodia si mantiene invariata ad ogni ripetizione, il testo cambia (si possono quindi distinguere Strofa 1, Strofa 2, ecc.). 
  • La musica della strofa presenta solitamente una melodia dalle emozioni contenute, con un percorso abbastanza lungo, senza ampi salti di altezza. In altre parole la melodia asseconda il testo mantenendo un andamento abbastanza vicino al parlato. Quando la strofa precede il ritornello, ha la funzione di preparare e ritardare l’arrivo del momento emozionalmente più intenso: il ritornello.
  • Il termine inglese analogo a strofa è Verse

Ritornello

Nel ritornello la musica e la voce si caricano di intensità. 

  • La musica del ritornello ha un ruolo più rilevante: solitamente nell’arrangiamento si aggiungono nuovi strumenti di accompagnamento, il ruolo della batteria diventa più rilevante, la melodia si alza di tonalità e di intensità, le linee melodiche seguono un ritmo incisivo che si ripete. 
  • Il testo del ritornello si concentra sulla ripetizione di un concetto chiave, che spesso è in relazione al titolo del brano, con poche parole ripetute identiche ad ogni ritornello. L’unione di testo e melodia forma un insieme molto coeso e facilmente memorizzabile.
  • Il termine inglese analogo a ritornello è Chorus (o Refrain)

Inizio con Strofa (Verse) 

Nelle canzoni in cui la strofa precede il ritornello, la canzone segue, di solito, un percorso di intensificazione, ossia cresce gradualmente e raggiunge il culmine con il ritornello. Di solito c’è un tema narrativo che viene sviluppato ad ogni ritorno della strofa. Per apprezzare la canzone è fondamentale seguire e comprendere il testo.
Alcuni esempi di canzone che iniziano con la strofa (a volte preceduta da un’introduzioneù):

Inizio con Chorus (Ritornello)

  • Durante gli anni del grande ascolto radiofonico (anni ‘50 e ‘60) nel repertorio inglese e americano, molte canzoni iniziavano con la sezione più incisiva e memorabile: il chorus, eventualmente intervallato dalla sezione di contrasto Bridge.
    Un inizio con chorus cattura subito l’attenzione dell’ascoltatore con il motivo principale e si imprime nella memoria: nei primi secondi la parte musicale e il sound complessivo è in maggior evidenza rispetto al significato delle parole.
  • Una canzone che inizia con il Chorus può presentare il Verse in una posizione successiva
    Ad esempio:
  • The Beatles – Don’t Let Me Down
  • The Beatles – She Loves You
  • Tha Supreme – blun7 a swishland

 Varianti: 

  • Rap: spesso nei brani Rap la parte “rappata” assume la funzione di strofa seguita da un Chorus cantato o basato su una melodia strumentale più orecchiabile. Ad es. Frankie HI-NRG MC – Quelli Che Benpensano.
  • Canzone strofica: Una canzone può essere formata da un’unica melodia che si ripete, variando il testo.
    Esempi: 

  • Pre-chorus: In alcuni brani il passaggio dal verse al chorus può avviene con una sezione intermedia chiamata pre-chorus.
    Alcuni esempi di pre-chorus:
    – in Smells like teen spirits dei Nirvana il pre-chorus coincide con i versi: “Hello, hello, hello, how low”. L’inizio della struttura è: Intro – Verse 1 – Pre-chorus  – Chorus  (riff) …
    – in Firework di Katy Perry il chorus è chiaramente preceduto da una sezione di preparazione, il pre-chorus: Intro – Verse 1 – Verse 2 – Pre-chorus  – Chorus …
  • Canzone monotematica: dal punto di vista della melodia e del giro di accordi non ci sono cambiamenti, mentre dal punto di vista del testo strofa e ritornello sono distinti: è il caso di tanti pezzi folk-rock, o basati su riff, come:
    – Neil Young- My My, Hey Hey (Out Of The Blue)
    Lucio Battisti Canzone del sole 

INIZIO / INTRODUZIONE 

L’inizio di una canzone è una parte molto importante che determina in che modo si svilupperà il resto della struttura.
Alcune canzoni iniziano immediatamente con il canto (strofa o ritornello), mentre altre iniziano con una breve parte strumentale, che introduce l’atmosfera del brano, assesta la tonalità principale con alcuni accordi e prepara l’ingresso della voce.
A volte l’introduzione contiene un’idea musicale che si imprime subito nella memoria, ad esempio un riff, e diventa un tema ricorrente nel brano.
Altre volte l’introduzione propone solo una parte di accordi e ritmo, che continuacome accompagnamento durante la strofa.
Alcuni esempi di canzoni con introduzione strumentale: 

  • Roberto Vecchioni: Samarcanda : l’introduzionecontiene una melodia orecchiabile che ritorna più nel brano e sostituisce la funzione del ritornello  
  • Sting: Englishman In New York: L’introduzione consiste in una parte di accordi senza melodia che continuerà come accompagnamento alla quando inizia la strofa.
  • Paul Simon – 50 Ways to Leave Your Lover: l’introduzione si apre con una lunga parte di batteria, a cui si aggiungono gradualmente altri strumenti

Varianti:

Molte canzoni rock hanno un’introduzione strumentale basata su un riff: una breve frase melodica dal ritmo incisivo che si ripete durante l’intera sezione di una canzone (di solito il chorus o l’intermezzo strumentale) costituendone l’ossatura.
Alcuni esempi di canzoni basate su riff:

FINALE / CODA

Ci sono diversi modi per chiudere un brano:

  • con un finale improvviso suonato da tutta la band
  • con un effetto di dissolvenza (“sfoumato” o “fade out”), cioè diminuendo progressivamente il livello del volume mentre si ripete il ritornello o una sua parte (refrain).
  • aggiungendo una nuova parte melodica, detta coda, con funzione conclusiva, che si può ripetere numerose volte.

Un esempio di finale con dissolvenza:

Esempi di finale con aggiunta di una coda: 

  • Beatles – Hey Jude: la coda assume dimensioni eccezionali, occupando addirittura più della metà della durata del brano.
  • Coldplay –  Trouble

INCISO (Middle 8 / Bridge)

In alcune canzoni in cui il ritornello (o chorus) è breve o in cui la strofa (o verse) si ripete senza un vero e proprio ritornello, per interrompere le ripetizioni del ritornello spesso è necessario inserire un inciso, ossia una melodia nuova, solitamente dal carattere più moderato e introspettivo rispetto all’energico ritornello. Per questo motivo solitamente l’inciso compare nella seconda metà di un brano. Talvolta la medesima funzione dell’inciso è ottenuta inserendo un intermezzo strumentale con nuovo materiale melodico. A volte la parte della canzone che ha funzione di inciso pone qualche problema al lavoro di segmentazione e analisi, ecco il motivo di tanti nomi diversi: Middle 8, bridge… 

Alcuni esempi di canzone con inciso:

Ma la poesia deve seguire una grammatica? 

Tutte queste considerazioni formano una sorta di “sintassi della canzone“: le caratteristiche più consuete della forma canzone formano un insieme di “regole” che variano anche a seconda dei generi musicali.
Trovare gli ingredienti giusti per una canzone di successo può essere importante per il mercato musicale (quindi per case discografiche, radio, piattaforme di streaming come spotify, ecc.). Tuttavia, per fortuna, non è detto che rispettando alla lettera le “corrette” regole grammaticali si generi una bona canzone.
Forse è più vero il contrario: probabilmente ogni grande canzone della storia della popular music contiene in sé almeno una piccola deviazione dalle regole: nel testo o nella musica, nell’arrangimento o nella melodia, in tutte le sue componenti insieme.
La creatività di un musicista non ha bisogno di seguire necessariamente l’insieme di queste regole allo stesso modo in cui un poeta non deve necessariamente rispettare grammatica e sintassi. Però entrambi devono conoscerle e padroneggiarle!

Alcuni esempi di importanti, bellissime e “stranissime” canzoni che non seguono le convenzioni di struttura illustrate precedentemente:

Una proposta: nelle canzoni che conosci cerca aspetti che deviano dai percorsi più consueti del genere musicale a cui appartiene (nella struttura, nella voce, nell’arrangiamento, nel ritmo ecc.).

Ecco una scheda che vi può guidare nell’analisi di una canzone.

Dodici pezzi facili per iniziare un brano

composing

Un ottimo modo per iniziare a comporre un brano è partire da una base di accompagnamento.

Può essere un lungo giro di accordi o un riff (una breve frase dal ritmo incisivo).

Per facilitare le cose ho proposto ai miei studenti un elenco di incipit preparati con noteflight.

Inizio 1 [accordi: chorus]: breve giro di accordi che si può proseguire copiando e modificando le note.
Inizio 2 [accordi: riff]: accompagnamento adatto ad essere ripetuto anche senza cambiamenti per 8 o 16 battute.
Inizio 3 [basso: riff]: giro di basso adatto ad essere ripetuto anche senza cambiamenti per 8 o 16 battute.
Inizio 4 [riff]: giro di basso adatto ad essere ripetuto anche senza cambiamenti per 8 o 16 battute.
Inizio 5 [riff]: giro di basso adatto ad essere ripetuto anche senza cambiamenti per 8 o 16 battute, ma che puoi anche proseguire copiando e modificando le note.
Inizio 6 [riff]:  giro di accordi adatto ad essere ripetuto anche senza cambiamenti per 8 o 16 battute. Un po’ più difficile degli altri, attenzione alle alterazioni!
Inizio 7 [accordi]: breve giro di accordi arpeggiati che si può  proseguire copiando e modificando le note.
Inizio 8 [accordi]: giro di accordi adatto ad essere ripetuto anche senza cambiamenti per 8 o 16 battute. Un po’ più difficile degli altri, attenzione alle alterazioni!
Inizio 9 [stile di accompagnamento]: 2 battute di un accompagnamento su un accordo. Si può proseguire copiando e modificando le note per ottenere una sequenza di accordi più lunga.
Inizio 10 [accordi: arpeggio]: 2 battute di un accompagnamento ad arpeggio su un accordo. Si può proseguire copiando e modificando le note per ottenere una sequenza di accordi più lunga.
Inizio 11 [accordi: arpeggio]: 2 battute di un accompagnamento ad arpeggio su un accordo.. Si può proseguire copiando e modificando le note per ottenere una sequenza di accordi più lunga.
Inizio 12 [riff]: giro di basso adatto ad essere ripetuto anche senza cambiamenti per 8 o 16 battute, ma che puoi anche proseguire copiando e modificando le note.

Qui di seguito trovate la consegna completa.

E un tutorial per svolgere l’esercizio.

 

Fuori dai canoni! Un Rinascimento elettronico

 

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Un disegno di Leonardo da Vinci con la costruzione prospettica del “mazzocchio” (un tipico copricapo rinascimentale) si alterna all’immagine di un gonfiabile a tema “musicale” per piscine, pubblicizzato nel mondo virtuale di “Second life”.

Nel post Componi il tuo canone abbiamo visto come realizzare una semplice composizione con la tecnica del canone.

Dopo aver realizzato il brano in notazione, con il software online noteflight, possiamo ora esportare il brano in una DAW (Digital Audio Workstation) online, come soundtrap. In questo contesto possiamo utilizzare noteflight per stendere le idee musicali su pentagramma: una sorta di quaderno degli appunti per i  nostri schizzi musicali.

In soundtrap, software online per realizzare progetti audio, potremo invece finalizzare il nostro lavoro, creando un vero e proprio brano. Le azioni da compiere saranno:

  • assegnare più timbri strumentali ad ogni parte, alternando gli interventi dei vari strumenti
  • creare una struttura complessiva, distribuendo gli interventi nel tempo
  • aggiungere una parte percussiva
  • aggiungere eventuali effetti sonori 
  • aggiungere un’eventuale parte suonata dal vivo e registrata con microfono.

In questo videotutorial trovate una guida per realizzare il vostro canone elettronico.

 

A questa pagina potete ascoltare i brani composti dagli studenti di qualche anno fa.

Buon lavoro!

 

Connessioni tra generi musicali con musicmap.info

Dalla trap al Soul blues a ritroso con musicmap.info

Musicmap.info è un sito di infografica interattiva sui generi musicali. Ma è anche un bellissimo modo per scoprire tanta musica nuova. Il sito è stato creato da un team di esperti di popular music consultando una grande bibliografia di saggi sull’argomento. In poche parole il sito offre una sterminata rete di connessioni tra generi musicali, con un’organizzazione a più livelli:

  • cronologia: in senso verticale (dall’alto verso il basso) si va dal 1980 ai giorni nostri
  • super-generi (o macro generi): grandi insiemi contrassegnati da un colore: Rosso per il rap, blu per la musica afroamericana (blues e jazz), ecc.
  • influenze: le influenze da un genere ad un altro sono indicate con una linea.

Questa grande costellazione di generi musicali si può navigare aumentando o diminuendo il dettaglio della rappresentazione con lo zoom.

Per ogni genere sono disponibili spiegazioni (in inglese) e una playlist di brani rappresentativi.

In questo video tutorial spiego ai miei studenti come utilizzare il sito.

Ho assegnato ai miei studenti un compito a partire da questo sito.

In sintesi chiedo agli studenti di partire da un genere a scelta e di seguire le connessioni suggerite nella mappa interattiva spostandosi di cinque tappe (eventualmente anche a ritroso nel tempo), fino ad arrivare ad un genere musicale di arrivo, che sarà necessariamente diverso dal primo ma che avrà con esso anche qualche flebile elemento in comune. Gli studenti devono poi scegliere due brano musicali (uno per il genere di partenza e uno per quello di arrivo) e commentarli brevemente, notando gli elementi in comune e le differenze. Il tutto va redatto seguendo una scheda guida. Chi fosse interessato qui trova le mie Istruzioni per lo svolgimento.

Vi presento a titolo esemplificativo, un ottimo lavoro, creato da Elena Lorido della III F: Dal Grunge al Blues rock.
Brava Elena!

Dal Grunge al Blues rock

Come comporre un blues [2019]

image2

Dopo aver suonato Sweet home Chicago, è il momento di mettersi alla prova e tentare di scrivere il proprio primo blues.

Come abbiamo visto, la struttura formale di una strofa blues standard è molto semplice. Sia il testo sia la melodia seguono la struttura:
A A B, in cui ogni verso è contenuto in gruppi di quattro misure per un giro che complessivamente si conclude in 12 misure. Nel caso di un blues in tonalità di MI (la tonalità più utilizzata nei blues per chitarra) il giro di accordi è il seguente:

blues forma

  1. Vediamo prima gli aspetti tecnologici.
    In questo link trovi una base di accompagnamento con il giro di blues in MI sulla piattaforma noteflight.
    Entra in noteflight con il tuo account, apri la pagina:

2015-11-01 10_49_34-Giro di Blues in MI
Vai sul menù Score e seleziona Save a copy.
Cambia il titolo inserendo il tuo nome in modo da ottenere qualcosa come Leo’s Blues.
Inserisci le note della parte cantata nel primo pentagramma (Voce), la risposta strumentale nel secondo pentagramma (piano), seguendo le indicazioni.

Al termine  del lavoro Salva il tutto.
Per inviare il tuo brano modifica le opzioni di condivisione (Share) dal menù Score details [in alto a destra], modifica le impostazioni con il tasto Change e spunta la casella: Everyone. 

2. Vediamo ora gli aspetti compositivi

Parte a. Come primo passo prepara una breve melodia di due battute. La soluzione più semplice è (1) iniziare sul battere della prima battuta, ma puoi decidere anche che (2) la melodia entri in anticipo sull’inizio del giro (inizio “in levare” o anacrusico) o (3) che inizi con una pausa (inizio acefalo, senza testa).
In parole più semplici questa melodia può essere un po’ più lunga o più breve di due battute, a tuo piacimento.
Ricordati di usare le note della scala di blues: Mi Sol La Sib Si Re, anche ad ottave diverse. La nota Sib è instabile e tende a spostarsi rapidamente sulle note vicine, salendo a Si o scendendo a La.scala bluesMI
Per ottenere un ritmo più incisivo sarà necessario inserire qualche sincope all’interno della melodia (una nota che inizia in levare e si prolunga sul battere successivo).
La regola fondamentale è sempre: riascoltare e correggere!
Quando la melodia a ti avrà soddisfatto, puoi copiarla e ripeterla nel gruppo di 4 battute seguenti (a partire dalla battuta 5). Gli accordi sotto saranno mutati, e lo stesso frammento melodico acquisirà una sfumatura diversa.

Parte b
Per concludere dovrai creare una melodia differente, di chiusura per l’ultimo gruppo di quattro battute (misure 9-12).

Risposta strumentale.

Dopo aver composto la melodia, passa a scrivere la risposta strumentale. Attenzione: la nuova parte non dovrà contrastare la melodia principale, quindi usa con criterio le pause per evitare sovrapposizioni.

Puoi prendere spunto dai brani composti dalle classi terze nel 2017 a questo link.

***

Il  testo.
Ricordati che in noteflight puoi inserire anche delle parole sotto la melodia che hai scritto. Basta cliccare sulle note preesistenti e selezionare l’icona la. come in figura:

2017-02-03-21_54_15-cortana

Per inserire il testo clicca sulla nota corrispondente inserendo una sillaba alla volta. Per andare alla nota successiva usa la barra spaziatrice o il trattino.

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In questo caso saranno sufficienti due versi: uno per la parte a e uno per la parte b. Ricorda che è più facile inserire un testo in lingua inglese. Se necessario, durante la composizione del testo puoi modificare leggermente il ritmo della melodia per far combaciare parole e musica.

***

Infine,ecco lo schema riassuntivo offerto da Wikipedia sulla sincope musicale, se ne avete bisogno. Per il vostro blues vi consiglio di utilizzare crome e semiminime…
Vari_tipi_di_sincope

Va, pensiero. La colonna sonora del Risorgimento

Immagine mostra. Giuseppe Verdi: un mito italiano

Viva V.E.R.D.I. (C. Gatti , Verdi nelle immagini, Milano, Garzanti, 1941).

Nabucco è la terza opera di Giuseppe Verdi (il titolo originale completo è Nabucodonosor) e quella che ne decretò il successo. Composta su libretto di Temistocle Solera, Nabucco venne rappresentata per la prima volta il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano. Viene considerata come l’opera più risorgimentale di Verdi.

Il contesto politico e la censura.

La trama racconta l’amore contrastato tra due giovani durante il conflitto tra Ebrei e Babilonesi. All’epoca della sua prima rappresentazione, gli spettatori italiani (e in particolare milanesi) potevano rispecchiarsi nella condizione degli Ebrei, che sulle sponde dell’Eufrate, sconfitti e prigionieri, ricordano con nostalgia e dolore la cara patria perduta con il coro Va, pensiero, sull’ali dorate. A quel tempo il giogo austriaco operava un controllo sulle parole cantate nelle opere, per timore che attraverso la musica si fomentasse un sentimento patriottico antiaustriaco. La censura austriaca più di una volta costrinse Verdi a modificare le proprie intenzioni ed è forse per questo motivo che in questo coro gli ideali di libertà e di riscatto sono espressi in termini molto velati.

Lo studioso Philip Gossett ha sostenuto che:

i cori dei melodrammi hanno effettivamente espresso […], con linguaggio anche musicale l’aspirazione dell’Italia geografica a diventare stato unitario: passando da elementi operistici decorativi a motori del dramma […] e diventando così funzionali a un programma politico unitario, in quanto intesi come messaggi patriottici sia dal pubblico sia dai censori del tempo. Proprio l’enormità, abbondantemente documentata nei suoi scritti, del lavoro delle censure nei vari stati dimostrerebbe che tale era il loro ‘significato’: quello – sostanzialmente mazziniano […] – di essere «coro-popolo», di avere una funzione educativa in senso nazionale.
[citato in A. Guarnieri Corazzol  Melodramma e identità nazionale nel Risorgimento ]

In seguito, dopo il ritorno degli austriaci, passata la stagione delle ‘Cinque giornate’ milanesi, la censura in Italia divenne sempre più condizionante. Opera dopo opera, Verdi faticò a trovare la sua strada all’interno di un mondo politico pericolosissimo. Pertanto, non fu sempre possibile rappresentare le sue opere, come «La battaglia di Legnano» (1848) e «Stiffelio» (1850), nel modo in cui egli le aveva concepite. La censura apportò delle modifiche disastrose al suo «Rigoletto» (1851) e in altre occasioni tentò invano di introdurre modifiche anche più incisive. [Philip Gossett]

Il mito verdiano racconta che la scritta “Viva Verdi” iniziò a comparire sui muri di alcune città italiane come messaggio patriottico, celato dietro un allusivo acronimo: “Viva V[ittorio] E[manuele] R[e] D’I[talia]”.

Va’ pensiero

Prima le parole o la musica?

Mentre in numerose occasioni, Verdi chiese ai propri librettisti di comporre dei versi per una determinata scena di cui aveva già abbozzato la parte musicale, nel caso del Va, pensiero, il compositore partì da un testo finito e, ispirato dalla storia e dai versi di Temistocle Solera, decise di metterlo in musica.
Quindi: prima le parole e poi la musica.
A questo link trovate una parafrasi del testo.

Caratteristiche del testo:

  • Lessico elevato. La lirica è piena di parole lontane dal linguaggio ordinario, oggi quasi incomprensibili e allora segno di distinzione, adatte ad un discorso solenne, di carattere civile:
    • clivi (colli)
    • olezzano (odorano)
    • membranza (ricordo)
    • favella (parola) 
    • Sionne (Sion) e Solima (Gerusalemme).
  • Metrica dell’Inno: versi decasillabi (ogni verso contiene 10 sillabe). L’accento cade sulla 3a, 6a e 9a sillaba (in rosso nell’esempio), creando un ritmo cadenzato e regolare.
Va,  pen sie ro, sull’ a li do ra te;
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Va,  ti po sa sui cli vi, sui col li
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
  • Rime: struttura molto solida, facile da memorizzare, che lega le quattro quatto quartine (gruppi di quattro versi) tra loro:
    • natal (1a quartina) ⇒ fatal  (2a quartina)
    • fu (3a quartina)virtù (4a quartina)
  • Significato: Possiamo vedere la posesia divisa in que parti.
    • 1a parte: prevale il dolore della privazione, è più intima, introspettiva e rassegnata. I prigionieri ricordano (va, pensiero) con i vari sensi la terra d’origine: il tatto (ti posa, tepide e molli), il profumo (olezzano, dolci) e la vista (il Giordano, le torri).
    • 2a parte: prevale la speranza in una reazione. Il popolo prigioniero invoca il potere della musica e di una guida (l’Arpa dei vati) sperando che dal sentimento collettivo di dolore (Le memorie nel petto raccendi, il crudo lamento) scaturisca un’azione comune (un concento).

Per i problemi di censura, il testo non fa riferimento alla possibilità di una ribellione (gli austriaci non l’avrebbero permesso) e rimane molto vago:

Che ne infonda al patire virtù
Che la musica delle arpe sacre possa comunicare al popolo una sofferenza che generi forza.

Ma la musica…?: 

Si può dire che la musica chiarisce il senso delle ultime parole, specificando che per forza  si intende la reazione orgogliosa di un popolo contro l’oppressione dell’invasore?

Ascolta il Va, pensiero in questa versione, una recente interpretazione (Roma 2011) diretta da Riccardo Muti.

Attraverso la piattaforma noteflight.com ho sincronizzato lo spartito della sola melodia (in una riduzione semplificata) con la ripresa video dell’opera. In questo modo è possibile seguire lo spartito mentre si ascolta il brano. Clicca su questo link per accedere allo spartito e al video sincronizzati.

2016-01-28 11_04_12-VA, PENSIERO

 

A minuti 3:13 di questo video (a battuta 17 dello spartito), la melodia ha un improvviso scarto verso un registro più acuto con l’aumento dell’intensità (dal piano al forte). Quali sono i versi cantati in questa parte? E secondo te, quali possono essere state le motivazioni per inserire questo cambiamento improvviso nella melodia?

  • Si tratta di solo ragioni esclusivamente musicali (ad esempio creare una zona di contrasto per non rendere la melodia troppo monotona),
  • oppure Verdi sceglie di musicare in maniera diversa una certa parte di testo, per orientare l’ascoltatore verso una determinata intepretazione delle parole? E, in quest’ultimo caso, quale potrebbe essere il significato suggerito dalla musica
  • Un’ulteriore osservazione: Verdi sceglie di ripetere alcuni versi, mentre la melodia prosegue in maniera differente. Di quali versi si tratta? Vi sono delle ragioni legate al significato delle parole, secondo te?

In altri termini: che cosa aggiunge la musica, che il testo invece accenna soltanto in modo velato?

Attività di ascolto

In questa scheda di ascolto online (compilabile attraverso la piattaforma google documents) trovi il testo del Va, pensiero. Userete questo modulo, al termine della lezione e dell’analisi del brano condotta in classe, per inserire le vostre osservazioni sulle caratteristiche della musica in relazione al testo.
Indicazioni per la complilazione: attenzione a distinguere tra le caratteristiche oggettive della musica (come registro, direzione melodica, ritmo ecc., da inserire in corsivo) e le vostre interpretazioni soggettive (da inserire in grassetto; gli aggettivi ‘triste’ e ‘allegro’ sono vietati!).

Clicca sul SCHEDA DI ASCOLTO per inserire anche le tue osservazioni (è un link destinato ai miei soli alunni, quindi protetto da password). Il risultato di questo lavoro, la scheda contenente le osservazioni degli studenti, si aggiornerà in tempo reale nella schermata qui sotto.

Un simbolo di rinascita.

In questa registrazione trovate un documento storico straordinario: la prima rappresentazione dell’opera dopo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo (l’esecuzione è stata registrata a Napoli nel 1949, quindi a distanza di circa un secolo dalla sua composizione). Ascoltate l’emozione del pubblico, quando, durante l’esecuzione del brano, uno spettatore grida “Viva l’Italia” (a 3:37 del video): gli applausi densi di commozione sovrastano quasi il suono dell’orchestra. Il Va’ pensiero è ormai consacrato come un simbolo di libertà dei popoli dall’oppressione degli invasori.

 

 

Melos+Dramma: come si costruisce un’opera

In questo grafico trovate una rappresentazione sintetica delle diverse fasi che, generalmente, portano alla realizzazione di un’opera.

Opera-mappa_2

Per visualizzare a tutto schermo o scaricare l’immagine puoi cliccare su Opera-mappa.

PS: un caloroso “Grazie!” all’amico Saverio Lamacchia, valente studioso rossiniano, che ha emendato il mio schema di alcune grossolane imprecisioni.