Serenade to a Cuckoo.

Roland_Kirk_3

Al grande polistrumentista jazz Roland Kirk (musicista non vecente) non mancava certo il senso dell’humor. Ha dedicato questa bella melodia basata su un basso ostinato discendente al verso del cuculo, o meglio dell’orologio a cucù. Stiamo provando questo brano con le classi seconde e qui lo puoi sentire eseguito al flauto traverso dall’autore nel disco “I Talk With The Spirits” (1964). Attenzione: nella parte B del tema sembra di sentire un secondo flauto esporre una seconda linea melodica. In realtà è lo stesso Kirk che canta una linea di accompagnamento (e lo fa mentre contemporaneamente suona il flauto traverso!).

Se non siete ancora in grado di seguire lo spartito a tempo e avete bisogno di una guida per la diteggiatura da seguire sul flauto, potete andare alla pagina del brano che ho inserito su odogy. Qui troverete lo spartito del solo tema e, alla sinistra del pentagramma, un flauto stilizzato, con l’indicazione della diteggiatura per ogni nota
Attenzione: il primo foro in alto corrisponde al portavoce posteriore, che si preme con il pollice della mano sinistra.
In quest’immagine ho inserito alcune annotazioni sulla schermata principale.

odogy flauyto

 

Clicca sull’immagine per visualizzare e ascoltare la partitura interattiva in noteflight (per flauto, chitarra e tastiera)

serenade

La struttura del brano nel nostro arrangiamento è  la seguente:

Attenzione!
Nella parte centrale è prevista un’ improvvisazione. Per prepararti studia bene le note della scala blues di Mi (vedi l’esempio seguente), in senso ascendente e discendente. Eventualmente estendi la scala anche in altre ottave, a piacimento. Usa il file su noteflight come base per esercitarti suonandoci sopra delle brevi melodie inventate da te.
Un consiglio: inizialmente scegli due o tre note della scala e prova ad improvvisare usando solo quelle (eventualmente ripetendo spesso la medesima altezza),concentrati però sul ritmo, che dev’essere vario e deciso. Nell’improvvisazione l’intenzione ritmica è la cosa più importante!

Attenzione al si bemolle (o la diesis): serve come nota di passaggio. Una melodia suona “meglio” se da questa nota si scende a La o sale al Si naturale.

Infine, se si senti più sicuro, a questa scala puoi anche aggiungere la nota FA diesis.

Ecco, come esempio, una riuscita esecuzione con la classe II A e la II B di Borgonuovo nel 2011. L’organico era composta da:

  • 3 flauti traversi
  • 12 flauti dolci
  • 3 violoncelli
  • 6 chitarre
  • 12 tastiere
  • un tamburello

Le improvvisazioni sono di: flauto dolce, pianoforte, flauto traverso, flauto dolce, chitarra.

 

 

Annunci

Sweet home Chicago

Un classico blues di Robert Johnson, divenuto celebre nella versione dei Blues Brothers.

Non abbiamo una vera sezione di ance e ottoni, ma ci arrangeremo con i flauti…

Clicca sull’immagine per attivare il link all’arrangiamento di Sweet Home Chicago nel sito noteflight.com.
A questo link invece trovate il testo del brano Sweet home Chicago con alcune annotazioni sugli interventi dei fiati in risposta al canto.

Giro di blues in MI

|MI7   |  LA7    |MI7    | MI7      |

|LA7    |LA7     |MI7    |MI7       |

|SI7      |LA7      |MI7    |MI  SI7|

 

Accordo di 7a sul I grado : MI7 (in notazione alfabetica: E7)
Accordo di 7a sul IV grado : LA7 (in notazione alfabetica: A7)
Accordo di 7a sul V grado : SI7 (in notazione alfabetica: B7)

Per chi volesse cimentarsi nella parte di accompagnamento alla chitarra ho realizzato una ecco una guida con noteflight per il giro di blues in Mi.

Blues Gutar

Altre due risorse:

In questo filmato (in inglese) una lezione sull’accompagnamento per giro di blues in MI, basato sulla successione degli accordi.

A questo link una  una spiegazione sull’accompagnamento di Sweet home Chicago con il metodo del basso alternato.

___________

Qui invece una versione del brano in tonalità di FA: più adatta ad un arrangiamento con  sassofono e tromba e corrispondente alla tonalità con cui viene suonata dai Blues Brothers.

Qui una versione stampabile delle parti

Come on
Oh baby don’t you wanna go
Come on
Oh baby don’t you wanna go
Back to that same old place
Sweet home Chicago (2 volte)

Well, one and one is two
Six and two is eight
Come on baby don’t ya make me late
Hidehey
Baby don’t you wanna go
Back to that same old place
Sweet home Chicago

 

Come on…

Six and three is nine
Nine and nine is eighteen
Look there brother baby and see what I’ve seen
Hidehey
Baby don’t you wanna go
Back to that same old place
Sweet home Chicago

Oh come on
Baby don’t you wanna go
Come on
Baby don’t you wanna go
Back to that same old place
Sweet home Chicago

 

Chopin: preludio n. 15

Ascoltate la forza evocativa di questa composizione .

Chopin: preludio n. 15 

Prova a seguire lo schema della struttura del brano durante l’ascolto. Nella riga inferiore della tabella trovi i termini con cui, sulla base delle vostre osservazioni, abbiamo denominato le varie parti del brano.

analisi chopin

Il brano di Chopin fornisce una struttura narrativa molto precisa, anche se priva di personaggi ed ambienti definiti.

Prova a seguire la successione di eventi che caratterizza il preludio per stendere un breve testo.

Don’t worry be happy! (ossia, come non preoccuparsi del ritmo e vivere felici).

Don’t worry be happy  è stato composto ed eseguito dal cantante statunitense Bobby Mc Ferrin nel 1988. La particolarità di questo brano consiste nel fatto che l’autore ha realizzato l’intero arrangiamento solo con la propria voce, imitando anche il suono di tastiera, basso e percussioni. Ciò è stato possibile grazie ad un meticoloso lavoro di registrazione su più tracce chiamato sovraincisione, in cui, ad ogni nuova registrazione, il medesimo esecutore sovrappone nuove parti a quelle già esistenti. Al sito noteflight trovate un mio arrangiamento (per chitarre flauti e tastiere) per la parte senza parole, che nella canzone svolge la funzione di “ritornello” .

DOnt worry be happy

Melodia

Accompagnamento a bicordi

Giro di basso (chitarra)

L’intreccio ritmico non è affatto semplice da eseguire! Richiede molta concentrazione da parte di tutti i partecipanti. Qui potete ascoltare un’esecuzione del brano.

realizzata nel 2010 con le classi seconde di Borgonuovo per un organico particolarmente ricco per una scuola media, che comprendeva violoncelli, chitarre, tastiere, flauti dolci, flauti traversi e coro.  (la qualità della registrazione però è pessima!) Per capire come McFerrin abbia concepito la sovrapposizione dei vari strati ritmico-melodici, potete dare un’occhiata a questo gioco musicale, basato proprio su questa canzone (cliccare sull’immagine).

DOnt worry be happy_game

Trascinando le parti colorate (melody, rhythm, bass) nel settore a destra, vedrete comparire le note e potrete ascoltare le diverse parti singolarmente, o, eventualmente creare nuovi mix dell’arrangiamento o cantarci sopra. Buon divertimento! NB: se vuoi suonare la parte indicata sullo contemporaneamente al brano originale, tieni conto che si tratta di due tonalità differenti: il mio arrangiamento è in tonalità di Fa maggiore, mentre il brano originale è in Mib bemolle maggiore. Ecco infine il testo del brano.

***

jack black chalkboards

Considerazioni di metodo [per i prof. in ascolto] Dal punto di vista della didattica dell’esecuzione, il ricorso ad un software di notazione musicale come noteflight permette di facilitare lo studio individuale di una parte all’interno di un brano polifonico. Con i controlli disponibili nel software gli studenti possono rallentare il tempo, estrapolare le singole parti dal resto dell’organico per ascoltarle con più chiarezza, o, viceversa, silenziare la parte su cui devono esercitarsi e provarla mentre il computer esegue le altre voci. Un’ottima strategia per rendere più interessante l’attività cosiddetta ‘pratica’ (ma quale attività non è anche ‘pratica’?) nelle ore di educazione musicale.

Mo better blues

Mo better blues è un film del regista Spike Lee, che racconta le vicende di un immaginario trombettista di New York. Il brano portante della colonna sonora ha lo stesso titolo del film ed è stato scritto dal padre del regista, Bill Lee, e viene eseguito dal gruppo del trombettista jazz Wynton Marsalis.
In questa scena vedete la sequenza in cui il protagonista suona Mo better blues in un locale di New York.

Il brano è abbastanza semplice e di effetto: proveremo a suonarlo in un arrangiamento per flauti (la parte della tromba) e tastiere (divise in 3 diverse parti) e chitarre.

Partitura completa

Parti individuali:

melodia

accompagnamento 1: bicordi

accompagnamento 2: bicordi

accompagnamento 3 [pianoforte a due mani]

accordi semplificati [chitarra]

bassi

 

Per le tastiere: attenzione ai bicordi, al Do diesis e al Si sotto il Do centrale.

TA TA TA TAAAA!

fifth

E’ difficile al giorno d’oggi avvicinarsi alla Quinta sinfonia di Beethoven sgombrando le orecchie dalle innumerevoli colonne sonore, parodie, rivisitazioni che la cultura musicale di massa ha prodotto intorno a questo capolavoro. E’ stato forse il brano strumentale su cui si è scritto di più e che più di altri ha lasciato un impronta indelebile nell’immaginario collettivo.

La Quinta sinfonia è stata descritta come la rappresentazione in termini musicali della lotta tra l’uomo e il suo destino. Tra gli aneddoti che circondano la vita di Beethoven, ve n’è uno anche per l’inizio di questa composizione. Il suo primo biografo ricorda che il compositore descrisse le prime impressionanti quattro note dell’orchestra come i colpi del “destino che bussa alla porta”.
In termini più generici, ma forse più corretti, possiamo dire che la musica di Beethoven in questo periodo, e in particolare nel primo movimento della Quinta, mette in scena, in termini puramente musicali, la condizione del conflitto. Nei forti contrasti che caratterizzano le due aree tematiche di questo movimento riconosciamo l’ostinazione dell’uomo nella lotta contro le difficoltà, l’impulso a progredire verso un’ideale.
Il motivo iniziale di quattro note è l’elemento da cui si genera l’intera composizione.
quinta
Per descrivere il primo tema possiamo usare una similitudine organica: questa cellula melodica si moltiplica ripetendosi e sovrapponendosi ad altezze e con durate diverse. In questo modo la composizione si costruisce come un organismo a partire dalla moltiplicazione della cellula iniziale.
Un video illustra bene la sovrapposizione di questo elemento motivico, attraverso una rappresentazione grafica dello spartito detta ‘a rullo di pianola’. Il motivo iniziale si riesce a identificare facilmente per le tre crome ribattute e l’ultima nota prolungata.
fifht_panoroll
 Quando le voci si moltiplicano, la sovrapposizione di questa figura motivica genera un intreccio molto più complesso.
fifth_pianoroll_2
Ecco invece la rappresentazione grafica del secondo tema, nel registro acuto. Se nel primo tema avevamo un organismo che cresceva a dismisura fino quasi a sopraffare l’ascoltatore, questo secondo tema, lirico e chiarissimo al contempo, ristabilisce l’ordine naturale delle cose e offre un segno di speranza all’ascoltatore.
fifth_2otema
Chi avrà la meglio tra i due temi?
Ma ricordate: questo è solo il primo movimento della sinfonia, per sapere come andrà a finire dovrete ascoltare tutti e quattro i movimenti!
Buon ascolto.

Componi il tuo canone!

rosa

Petrus de Opitiis, canone a quattro voci per Enrico VIII (1526)

Dopo aver ascoltato una fuga di Bach e dopo aver suonato Haitian Fight Song di Charles Mingus ho chiesto ai miei studenti di comporre un proprio canone. L’obiettivo è ambizioso, ma seguendo alcuni semplici principi il risultato è assicurato.
Un canone è sostanzialmente una composizione polifonica in cui le diverse voci eseguono simultaneamente la medesima melodia ad ingressi differiti nel tempo.
Prerequisiti: per avvicinarsi a questo tipo di composizione è necessario aver chiaro il concetto di ‘accordo‘, e saper scrivere una melodia, trattando in modo diverso le note appartenenti e estranee ad un’armonia.

Ecco le mie indicazioni per comporre un canone. Gli esempi sono tratti dal canone che abbiamo composto collettivamente la settimana scorsa con gli studenti della II D (IC Anzola dell’Emilia). Cliccando qui puoi ascoltare gli esempi musicali presentati in questo tutorial.

Prepara un nuovo sistema di pentagrammi a tre parti su noteflight: il rigo 2 servirà per stendere la melodia iniziale e il rigo 3 per gli accordi.

  1. Iniziamo dal rigo inferiore: scegli una successione di quattro accordi. Se ad ogni accordo si dà il valore di una minima (nota da 2/4) avrai riempito due battute. Ripeti i quattro accordi per altre due battute. Avrai ottenuto una successione di quattro accordi che si ripete due volte, come nell’esempio. (consiglio: evita l’accordo costruito sul Si!).
    Ascolta bene la successione degli accordi e decidi se ti soddisfa o se sono necessarie delle modifiche.
  2. Passiamo alla parte della melodia (rigo 2). Nelle battute 1 e 2, per ognuno dei quattro accordi scegli una nota appartenente all’accordo, come nell’esempio.
    2016-04-19 10_27_44-Il canone della 2D passo dopo passo.jpg
  3. Alle batt. 1-2, modifica i valori ritmici della melodia e aggiungi delle note di passaggio. Questa è la fase più creativa: scegli bene i valori ritmici, fai attenzione ai salti troppo ampi tra le note. Infine riascolta più volte e prova a canticchiare tu stesso la melodia: se ti risulta troppo difficile, allora significa che devi migliorarla! Nell’esempio trovi uno spunto di lavoro.
    2016-04-19 10_27_44-Il canone della 2D passo dopo passo 2.jpg
  4.  copia la parte scritta nel rigo superiore, alle battute 3 e 4 (vedi esempio seguente).
  5. batt. 3-4: continua la melodia iniziata: inserisci 4 note, scegliendo dagli accordi quelle che non hai usato in precedenza, come da esempio.
    2016-04-19 10_28_09-Il canone della 2D passo dopo passo.jpg
  6. batt. 3-4. Modifica i valori ritmici della nuova parte e aggiungi delle note di passaggio. NB: se riesci, usa il principio: “riempi dove c’è spazio / non riempire dove è già pieno”. In altre parole, in corrispondenza di note lunghe o pause nel rigo 1, puoi inserire nel rigo 2 note veloci; in corrispondenza di note veloci nel rigo 1, è meglio inserire note lunghe nel rigo 2. O ancora: in corrispondenza di note alte nel rigo 1 inserisci note basse nel rigo 2 e viceversa. Questo principio però è solo un suggerimento. La regola base è riascoltare più volte e modificare fino a che la sovrapposizione delle due parti non ti convince. Infine, come già detto, prova a canticchiare tu stesso quello che hai scritto!
    2016-04-19 10_28_29-Il canone della 2D passo dopo passo
  7. Il canone è finito: copia più volte la melodia di quattro battute sul rigo 2 e sul rigo 1 .
    Per apprezzare meglio la polifonia elimina gli accordi e assegna le parti a strumenti diversi. Se vuoi aggiungi un testo con lo strumento”text” Lyrics (Seleziona la prima nota della parte di melodia a cui vuoi aggiungere il testo e premi ctrl+L). Se una parola lunga deve essere spezzata per far sì che ogni sillaba sia allineata alla nota giusta, separa le sillabe di una parola con il segno – (trattino alto).

Ricorda: una composizione che rimante scritta ma non viene mai suonata è solo carta sporca! Cerca di far vivere la tua musica: prova a cantare o suonare il tuo brano insieme a degli amici (ad ognuno una parte differente). Oppure prova ad esportare il file MIDI del tuo pezzo, assegnando ogni parte ad uno strumento elettronico, ad esempio in soundtrap.

Inserisci in questo modulo il link al tuo lavoro.

Elenco dei brani

Buon lavoro!