Accross the Universe. Giovani compositori tra le stelle.

Come progetto finale di terza (scuola secondaria di primo grado) quest’anno abbiamo realizzato le musiche per accompagnare alcuni filmati “muti” della missione Apollo 11 ,che ha portato l’uomo sulla Luna nel 1969.

Ecco due diverse realizzazioni del medesimo progetto, bellissime entrambe, effettuate dalle classi 3E e 3H.

I progetti sonori sono stati realizzati utilizzando i software online Noteflight, Soundtrap e integrando documenti sonori provenienti dal NASA Image and Video Library, da cui provengono anche le clip video.

Gli studenti e le studentesse hanno lavorato in ambiente cloud, modificando un progetto sonoro condiviso con soundtrap.

La fase di realizzazione è stata preceduta dall’analisi della musica in alcune scene di carattere fantascientifico, tratte dai film Interstellar, Blade Runner, Gravity e Koyaanisqatsi.

Sonic.pi. Musica e coding nella scuola.

Sonic Pi è uno strumento per la performance e la creazione musicale basato sul coding.

Sonic.pi si utilizza attraverso un linguaggio di programmazione ideato da Sam Aaron.

I suoi punti di forza:

  • è abbastanza semplice poter per essere utilizzato nell’insegnamento del coding e della musica
  • è abbastanza potente per essere utilizzato da musicisti professionisti
  • è completamente gratuito e con un tutorial amichevole
  • è diffuso tra una grande e diversificata comunità di utenti.

Sonic.pi si installa insieme a una ricca gamma di strumenti per iniziare a fare musica: un set di sintetizzatori, alcuni loop e campioni, una vasta libreria di scale e accordi a cui attingere.

Sam Aaron ha creato Sonic.pi con il proposito di promuovere l’insegnamento del coding e della musica digitale nella scuola.
Si tratta però di un programma molto versatile e potente, adatto anche a realizzare performance e installazioni sonore.

Nel febbraio 2020 Aaron è stato invitato dal Servizio Marconi di Bologna per due giorni di workshop e performance: è lì che ho iniziato a usare Sonic.pi.

Ecco Sam Aaron durante una performance di live coding: durante l’esibizione Aaron modifica il codice in tempo reale, modificando il risultato della musica.

Sonic.pi si differenzia da molti dei programmi e dalle piattaforme web-based che di solito utilizzo a scuola per la musica digitale:

  • richiede l’utilizzo di un computer (Windows, Mac o Linux) e non gira sui dispositivi mobili
  • è completamente gratuito, a differenza delle opzioni freemium di tante app commerciali
  • l’immissione dei dati si basa esclusivamente sulle linee di codice
  • l’interfaccia grafica (GUI) si differenzia dalla maggior parte delle app per fare musica digitale:
    • non prevede la notazione musicale
    • non ha la tipica timeline multitraccia in stile DAW
    • non simula dispositivi hardware: sullo schermo non compaiono manopole o fader
  • è un ambiente molto flessibile: mano a mano che si affina la padronanza nel linguaggio è possibile allontanarsi da risultati standard, incontrando come unico limite sembra la propria creatività
  • si può integrare con altri programmi per il coding visuale, per ottenere spettacolari risultati multimediali

Inoltre la programmazione in Sonic.pi (che si basa su un linguaggio di programmazione dedicato derivante da Ruby) ne fa uno strumento educativo formidabile per avvicinare gli studenti al pensiero computazionale

Un club del codice a scuola

Nella scuola media F. Francia di Zola Predosa sto portando avanti un laboratorio pomeridiano basato sull’utilizzo di questo software. Per me, che non ho alcuna esperienza nella programmazione, è stato un salto nel vuoto!

Dopo 10 incontri è il momento di tirare le somme. Il percorso si è svolto con queste tappe:

  • lez. 1: primi comandi per suonare una nota: play e sleep
  • lez. 2: gestire tempo e le durate con sleep
  • lez. 3: i suoni del synth: inviluppo, ADSR e cutoff
  • lez. 4: blocchi di codice, ripetizioni e loop
  • lez. 5: comandi per gestire la casualità
  • lez. 6: melodie, scale, accordi; liste e ring
  • lez. 7: usare i ring con gli accordi
  • lez. 8: samples
  • lez. 9: funzioni e incrementi graduali dei parametri
  • lez. 10: creare un progetto sonoro in collaborazione

L’ora del codice

Dopo la chiusura delle scuole per l’emergenza sanitaria (febbraio / marzo 2021), stiamo proseguendo in didattica a distanza.

Anche se Sonic.pi non nasce come un ambiente di lavoro collaborativo (perché non si basa su una piattaforma online), è molto semplice condividere i progetti.
Un brano musicale in Sonic.pi consiste nelle linee di codice con cui è stato scritto. Per aprire il progetto di un collaboratore è sufficiente ricevere il codice, copiarlo e incollarlo nel programma, ascoltare il brano ed, eventualmente, modificarlo. Quindi proseguire il laboratorio in versione online è stato abbastanza semplice.

Ecco il canovaccio di ogni lezione:

  • Fase 1: Lezione frontale
    • Docente: introduce un nuovo argomento e condivide una presentazione.
    • Studenti: utilizzano il proprio PC con installato Sonic.pi e lavorano ai propri brani in modalità off-line
  • Fase 2: Laboratorio
    • Studenti: attraverso dei commenti nello stream di Classroom, sottopongono il proprio codice in via di definizione, spesso con un problema da risolvere
    • Docente: ri-posta i codici corretti, condivide l’audio del PC da Sonic.pi e commenta.
    • Studenti: copiano e incollano i codici degli altri partecipanti, eventualmente per commentarli o modificarli
  • Fase 3: Code-storm!
    • Poco prima della fine della lezione i partecipanti postano nello stream di Classroom i loro progetti del giorno e, attraverso il PC del docente vengono ascoltati e commentati.
      Abbiamo denominato questa fase “tempesta di codici” perché è effettivamente quello che succede negli ultimi 15 minuti: un continuo susseguirsi di idee musicali!
  • Fase 4: Rielaborazione
  • Periodicamente il docente riordina i codici degli studenti in un unico documento google.

Il plugin Code Blocks permette di visualizzare il codice in maniera più leggibile all’interno di Google documenti: inoltre è possibile inserire commenti e, eventualmente, tracciare linee e schemi esplicativi in Chrome (con l’estensione Web Paint), come in questo esempio.

Come suona Sonic.pi?

Per avere un’idea dei risultati, ecco un brano esemplificativo, realizzato da Massimo E., studente di seconda media.
Massimo ha scritto due blocchi di codice con parti musicali indipendenti che procedono a tempi di metronomo differenti, con un interessante effetto di poliritmia. Questo procedimento, peraltro, sfrutta una delle potenzialità di Sonic.pi precluse a innumerevoli software musicali: far eseguire due parti a metronomi differenti.

Questo è il codice con cui Massimo ha composto il suo pezzo. In questo codice la revisione, con i miei commenti, è posta dopo il simbolo #

E questo è l’ambiente di lavoro di Sonic.pi.

Ecco il lavoro di Valentina, dal risultato sonoro molto diverso:

In questo momento gli studenti sono impegnati a realizzare un progetto finale. Inizialmente avevamo pensato ad un evento di live coding, ma, data la conduzione in didattica a distanza, abbiamo optato per una playlist di brani collaborativi.
To be continued…

Musica e sonoro nel cinema

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In una serie di incontri, a scuola abbiamo affrontato il tema del sonoro e della musica nel linguaggio cinematografico. Questo argomento è stato dispiegato in varie tappe.

I. Usi convenzionali e non convenzionali del sonoro nel cinema [Prezi]

  1. Origini storiche: dal muto alla “colonna sonora” in tre fasi 
    • Il film muto; il cinema parlato (The Jazz Singer, 1927); la colonna sonora hollywoodiana (King Kong, 1933).
  2. Il modello di ascolto del sonoro nel cinema. Tre distinzioni fondamentali che agiscono nell’ascoltatore nel cinema convenzionale
    • tra dentro musica “dentro” e “fuori” la scena (musica diegetica / extradiegetica)
    • tra rumore, dialoghi e musica
    • tra suono oggettivo (tutti i personaggi possono sentirlo) e soggettivo (ascolto interiore di uno dei personaggi).
  3. Casi di ambiguità tra questi livelli nel cinema autoriale
    • Trasformazione da dentro e fuori la scena: scena del fischio in Kill Bill vol. 1 (Quentin Tarantino, 2003)
    • Trasformazione da rumore a musica: scena in fabbrica in Dancer in the Dark (2000,Lars von Trier, Musica: Bjork)
    • Ambiguità tra rumore e musica, tra ascolto soggettivo e suono oggettivo: Scena iniziale in Apocalypse Now (1979, Francis Ford Coppola, Musica: “The End”, The Doors)
    • Passaggio da fuori a dentro la scena nel registro comico: scena dell’arpa in Bananas (1971, Woody Allen) e scena dell’autobus di musicisti in High Anxiety (1977, Mel Brooks)
    • Musica in scena come ascolto interiore (soggettivo) di un personaggio: scena di Salieri che legge gli spartiti di Mozart in Amadeus (1984, Miloš Forman)
    • Sovrapposizione tra musica fuori scena (ascolto soggettivo?) e musiche provenienti dalla scena in Elephant (2003,Gus Van Sant, musica: Ludwig van Beethoven, Sonata n. 14 in Do diesis minore)

II. Alcune funzioni narrative della musica nel film

  1. Ambientazione: in un periodo o in un luogo.
    • Ad es.: scena del reclutamento tra gli immigrati irlandesi durante la guerra civile americana in Gangs of New York 
  2. Demarcazione: segmentare una scena in più parti.
    • Ad es.: scena del tentativo di cattura dello squalo in Lo squalo (Steven Spielberg)
  3. Identificazione: un tema ricorrente può suggerire la presenza o evocare personaggio.
  4. Commento: suggerire o rinforzare un’emozione; rendere il punto di vista di un personaggio
    1. Coerente con per rinforzare le emozioni delle immagini
    2. In dissonanza emotiva rispetto al racconto, per suscitare un senso di dissociazione nello spettatore.
      1. Ad. es: scena dei nazisti che costringono un gruppo di ebrei a ballare in Il pianista.
  5. Dilatazione o contrazione del tempo del racconto.

III. Voce fuori campo e registro poetico

  1. Voce interiore in un contesto verosimile: il personaggio è in scena nell’atto di leggere
    • Es. in Apocalypse Now (F.F. Coppola, 1979) il capitano Benjamin Willard legge una lettera di Kurtz durante il viaggio lungo il fiume Nung. La musica conferisce continuità e un senso di angosciante presagio.
  2. Voce interiore in un contesto poco realistico
    • Es. Scena iniziale in The Tree Of Life (Terrence Malick, 2011): sentiamo i pensieri della protagonista attraverso la sua voce fuori campo, che però è slegata dal tempo rappresentato nelle immagini.  La musica rinforza il contenuto spirituale e profondo del testo, in discordanza rispetto alle immagini di vita quotidiana.
  3. Voce interiore in un prodotto audiovisivo diverso dal film

Comporre per il cinema

Nelle classi terze abbiamo portato a termine un laboratorio sulla musica per il cinema. Agli studenti ho consegnato una lista di scene cinematografiche da musicare, divise in due gruppi:

  • scene concepite senza la componente musicale
  • scene a cui, attraverso un processo complesso di editing, è stata tolta la traccia musicale, mantenendo rumori e dialoghi

Il laboratorio di composizione ha seguito 6 fasi:

  • Gli studenti, divisi in piccoli gruppi, hanno steso un progetto di massima, segmentando la scena in parti e descrivendo le caratteristiche degli interventi musicali.
  • I partecipanti hanno steso alcune brevi idee musicali in notazione, usando noteflight
  • Hanno esportato le parti MIDI in soundtrap, sviluppando il progetto audio e collaborando sul cloud
  • Hanno inserito eventuali effetti sonori
  • Hanno sincronizzato l’attacco delle diverse sezioni con il montaggio delle immagini, gestendo in contemporanea l’audio di soundtrap e il video di youtube
  • Il file audio finale è stato montato insieme alle immagini usando il software di editing video online wevideo

Ecco un assaggio delle nostre colonne sonore.

Star Wars IX Teaser – musica di Francesco e Fabio
Star Wars – musica di Elena e Giorgia
Stranger Things – musica di Rebecca e Gaia
Rocky – musica di Mattia

“…e le genti che passeranno” – Voci resistenti

Un coro contro il Covid-19

Un coro “virtuale” di 70 persone (studenti e docenti) per intonare insieme “Bella ciao”, il canto partigiano divenuto simbolo di impegno civile, resistenza e fratellanza.

Abbiamo iniziato questo lavoro in piena quarantena, nell’aprile 2020, durante la festa della Liberazione. Ogni partecipante ha dato il proprio contributo registrandosi con il cellulare, ognuno con la propria voce: chi sussurrando, chi cantando a gola spiegata, chi quasi parlando, chi interpretando il tempo a modo suo. Questo l’emozionante risultato.

Per intonare il canto abbiamo utilizzato una versione particolare del brano: non la versione storica di Roberto Leydi e Sandra Mantovani proposta dal Nuovo Canzoniere Italiano negli anni ’60, ma quella, molto più pop, inserita nella serie La casa di carta (La casa de papel, di Álex Pina).

In anni recenti Bella ciao è diventata parte del suono globale della protesta civile non violenta, allargando il suo significato: dalla condizione storicamente determinata della lotta antifascista, è diventato un canto di opposizione e resistenza a tutte le forme di oppressione non democratica, come si è visto durante il movimento statunitense di Occupy.

Con La casa di carta, Bella ciao ha assunto ancora una nuova veste ed è diventata un’icona pop. E’ possibile che in quest’appropriazione il canto abbia perso parte della sua forza, ma ha anche dimostrato una prodigiosa capacità di mutarsi e diffondersi tra le generazioni più giovani. Passando di voce in voce, e rigenerandosi ogni volta, questa semplice melodia instilla la curiosità di andare a ritroso nel tempo e di riscoprire le radici di quelle parole. Come un vero anticorpo contro i soprusi, Bella ciao si diffonde e cura.

C’è un verso bellissimo della canzone, che prende forza e autenticità attraverso un italiano che sa di antico, di parlata schietta e contadina : “…e le genti che passeranno…”.

Siamo noi “le genti che passeranno”, ha osservato un giorno un mio studente.

Come dargli torto?

Al coro hanno partecipato gli studenti delle classi seconde e terze delle scuole F. Francia – I.C. Zola di Zola Predosa, (BO).