Note a colori. Dislessia e notazione musicale.

Per molti studenti di prima media riconoscere le note sul pentagramma è un’impresa veramente ardua. Per un dislessico può essere un ostacolo insormontabile. Il medesimo simbolo (la testa della nota) può cambiare significato a seconda della posizione verticale in cui si trova. Un incubo!

Una possibile soluzione consiste nell’adottare un codice cromatico: associare ogni nota ad un colore fornisce uno strumento di decodifica più immediato e riconoscibile, che non utilizza il codice alfabetico (Do, Re , Mi ecc.), né quello della notazione tradizionale. L’associazione altezze/colori non fornisce, chiaramente, la soluzione a tutti i problemi, ma è una strada percorribile con pochi semplici accorgimenti.

Non esiste, purtroppo, un codice cromatico standard, però è molto diffusa l’associazione tra colori e note utilizzata da alcuni strumentari per la scuola.

DOREMIFASOLLASIDO
RossoArancioneGialloVerdeAzzurroBluViolaRosso

Lato studente

Lo studente può aggiungere ai tasti di una tastiera tradizionale degli adesivi colorati, rispettando questo codice di colori:

Lato docente

Il docente può fornire degli spartiti in cui la testa di ogni nota è indicata con il colore corrispondente.

Esistono alcune pubblicazioni commerciali che utilizzano questo metodo (ad esempio le antologie di brani proposte da prodigies.com e Teacherspayteachers), tuttavia è importante verificare con attenzione che il codice di colori utilizzato non vari da un testo all’altro! Sulla rete si trovano anche risorse gratuite messe a disposizione dai docenti, come ad esempio il blog: boomwhack.wordpress.com

Se però preferite (come me) preparare personalmente i materiali per i vostri studenti, esistono diversi softwares per ottenere un risultato analogo:

  • Musescore: si possono modificare i colori delle singole note, come indicato in questo tutorial
  • Noteflight: si possono modificare i colori delle singole note, ma non nella versione free dell’account
  • Flat.io: si possono modificare i colori delle singole note, ma dalle impostazioni di layout è possibile associare ad ogni nota di uno spartito i colori associati comunemente ai boomwhackers (tubi sonori) in modo automatico. L’opzione però è disponibile solo per gli utenti abbonati.

Ecco due sistemi che sto sperimentando nelle mie classi.

Flat.io

L’opzione dio Flat.io è chiaramente la più veloce e comoda. Non avendo sottoscritto un abbonamento, ho provato a verificarne il funzionamento importando una melodia che avevo a disposizione e modificando in modo automatico il risultato. Dal menu Layout ho selezionato Teste di note e quindi Boomwhackers ed ecco il risultato.

Oppure, nella variante Do-Type note heads

Noteflight

Per un approfondimento rimando ad un breve testo in italiano, di Salvatore Incarbone: DIDATTICA A COLORI RAPIDA MUSICALE

What should we do?

What should we do? è una canzone composta e interpretata dagli studenti del laboratorio di musica d’insieme delle medie F. Francia di Zola Predosa. Il gruppo è composto da:

  • voci (Alessia, Arianna, Cristian, Lorenzo, Shen, Valentina)
  • clarinetto (Laura)
  • chitarre/basso (Francesco, Emanuele, Giosuè)
  • pianoforte (Yilin)
  • batteria (Andrea, Filippo).

A condurre il laboratorio, oltre a me, la docente Daniela Preziuso.

Le fasi di realizzazione.

1. Prima ideazione

  • Valentina (voce) ha proposto una prima traccia di melodia e accompagnamento per pianoforte: l’abbozzo della strofa
  • Francesco (chitarra) è intervenuto con un giro di accordi per l’inciso
  • Lorenzo (voce) ha proposto na melodia da aggiungere all’inciso
  • Le idee musicali di partenza sono state stese in notazione e condivise nel gruppo attraverso Noteflight.

2. Testo

Prendendo spunto dalle prima parole, What should we do, il gruppo ha elaborato collettivamente un testo che affronta il tema della distanza e della difficoltà di sostenersi l’un l’altro quando non ci si può avvicinare.

3. Arrangiamento

Prova dopo prova, abbiamo tentato diverse varianti per sviluppare l’arrangiamento, arrivando a stabilire una struttura definitiva.

bb.
Intro4
Strofa 1 A + B (break)8
Intro4
Strofa 2  A + B (break)8
Rit8
Intro (solo cl. e chit)4
Strofa 3  A + B (break)8
Rit (crescendo)8
Rit (crescendo)8
coda8

4. Registrazione

Abbiamo registrato e condiviso con Soundtrap una traccia con la parte di accompagnamento.

Ogni membro della band ha registrato la propria parte, sovrapponendosi alle altre.

Abbiamo quindi eliminato la traccia di accompagnamento e mixato i diversi contributi.

5. Mastering

Infine…ecco il brano finito.

Mo better blues

Mo better blues è un film del regista Spike Lee, che racconta le vicende di un immaginario trombettista di New York. Il brano portante della colonna sonora ha lo stesso titolo del film ed è stato scritto dal padre del regista, Bill Lee, e viene eseguito dal gruppo del trombettista jazz Wynton Marsalis. Ecco la melodia, basata su una scala pentatonica. better Nel file su noteflight, la melodia è seguita da una variazione con l’aggiunta di alcuni elementi di ornamentazione Il brano è abbastanza semplice e di effetto: proveremo a suonarlo in un arrangiamento per flauti (la parte della tromba) e tastiere (divise in 3 diverse parti) e chitarre. Per le chitarre: per esercitarvi utilizzate gli spartiti su noteflight con la sincronizzazione video della parte suonata!
Se hai già imparato la tua parte puoi provarla insieme a tutto l’arrangiamento: Partitura completa Qui invece trovi gli spartiti per le varie parti per lo studio individuale: In questa scena vedete la sequenza in cui il protagonista suona Mo better blues in un locale di New York.

I mie studenti, "Tutor musicali"

In questi tempi di didattica a distanza ho chiesto ai miei studenti di diventare essi stessi “tutor” dei compagni più piccoli, in un processo di educazione tra pari.

La consegna prevede tre fasi:

  1. Scegliere un brano rispondendo al questionario che trovate qui sotto e che verrà distribuito ai ragazzi tramite Google Classroom
  2. Registrare l’esecuzione video bel brano e inviarla tramite Classroom o eseguirla in videolezione tramite Google Meet
  3. Preparare un video-tutorial per spiegare ai compagni come eseguire il brano, allegando il materiale scritto necessario per lo studio e spiegando come superare i punti di difficoltà del brano.

Se qualcuno di voi è a corto di idee per la scelta del brano, potete sbirciare tra i brani scelti dagli studenti di prima dell’anno 2018-19.

Ecco i risultati:

Oh when the saints

Ecco un semplice arrangiamento del brano jazz Oh when the saints per flauto, tastiera, chitarra. Clicca sull’immagine e sarai indirizzato sul sito noteflight.com.

Fase 1

Per iniziare clicca su:

Spartito su noteflight con melodia accompagnata

Ricordati che in noteflight puoi rallentare la velocità di riproduzione cliccando sul simbolo del fulmine!

Per chi ha difficoltà nel seguire lo spartito ecco un paio di video con la diteggiatura per flauto e tastiera (solo la melodia principale!). Ricorda che attraverso le impostazioni di youtube puoi modificare la velocità di riproduzione. Rallenta la velocità a 0.75 o 0.50 se ha bisogno di esercitarti ad un tempo più lento.

Fase 2

Quando riuscirai a suonare bene la melodia, puoi passare alla seconda voce: attenzione al tempo, alle pause e alle note alterate (Si bemolle e La bemolle).

Spartito su noteflight per melodia e 2a voce.

Puoi stampare la scheda completa del brano da Google Drive. Clicca sull’immagine per accedere al file pdf.

Fase 3

Se infine vuoi accedere alla partitura completa con le parti di chitarra clicca sul link:

partitura completa su noteflight

Infine potete ascoltare il brano in una versione cantata e suonata dal musicista jazz Louis Armstrong