Componi il tuo canone [2018]

rosa

Petrus de Opitiis, canone a quattro voci per Enrico VIII (1526)

Dopo aver ascoltato una fuga di Bach e dopo aver suonato Haitian Fight Song di Charles Mingus ho chiesto ai miei studenti di comporre un proprio canone. L’obiettivo è ambizioso, ma seguendo alcuni semplici principi il risultato è assicurato.
Un canone è sostanzialmente una composizione polifonica in cui le diverse voci eseguono simultaneamente la medesima melodia ad ingressi differiti nel tempo.
Prerequisiti: per avvicinarsi a questo tipo di composizione è necessario aver chiaro il concetto di ‘accordo‘, e saper scrivere una melodia, trattando in modo diverso le note appartenenti e estranee ad un’armonia.

Ecco le mie indicazioni per comporre un canone. Gli esempi sono tratti dal canone che abbiamo composto collettivamente la settimana scorsa con gli studenti della II D (IC Anzola dell’Emilia). Cliccando qui puoi ascoltare gli esempi musicali presentati in questo tutorial.

Prepara un nuovo sistema di pentagrammi a tre parti su noteflight: il rigo 2 servirà per stendere la melodia iniziale e il rigo 3 per gli accordi.

  1. Iniziamo dal rigo inferiore: scegli una successione di quattro accordi. Se ad ogni accordo si dà il valore di una minima (nota da 2/4) avrai riempito due battute. Ripeti i quattro accordi per altre due battute. Avrai ottenuto una successione di quattro accordi che si ripete due volte, come nell’esempio. (consiglio: evita l’accordo costruito sul Si!).
    Ascolta bene la successione degli accordi e decidi se ti soddisfa o se sono necessarie delle modifiche.
  2. Passiamo alla parte della melodia (rigo 2). Nelle battute 1 e 2, per ognuno dei quattro accordi scegli una nota appartenente all’accordo, come nell’esempio.
    2016-04-19 10_27_44-Il canone della 2D passo dopo passo.jpg
  3. Alle batt. 1-2, modifica i valori ritmici della melodia e aggiungi delle note di passaggio. Questa è la fase più creativa: scegli bene i valori ritmici, fai attenzione ai salti troppo ampi tra le note. Infine riascolta più volte e prova a canticchiare tu stesso la melodia: se ti risulta troppo difficile, allora significa che devi migliorarla! Nell’esempio trovi uno spunto di lavoro.
    2016-04-19 10_27_44-Il canone della 2D passo dopo passo 2.jpg
  4.  copia la parte scritta nel rigo superiore, alle battute 3 e 4 (vedi esempio seguente).
  5. batt. 3-4: continua la melodia iniziata: inserisci 4 note, scegliendo dagli accordi quelle che non hai usato in precedenza, come da esempio.
    2016-04-19 10_28_09-Il canone della 2D passo dopo passo.jpg
  6. batt. 3-4. Modifica i valori ritmici della nuova parte e aggiungi delle note di passaggio. NB: se riesci, usa il principio: “riempi dove c’è spazio / non riempire dove è già pieno”. In altre parole, in corrispondenza di note lunghe o pause nel rigo 1, puoi inserire nel rigo 2 note veloci; in corrispondenza di note veloci nel rigo 1, è meglio inserire note lunghe nel rigo 2. O ancora: in corrispondenza di note alte nel rigo 1 inserisci note basse nel rigo 2 e viceversa. Questo principio però è solo un suggerimento. La regola base è riascoltare più volte e modificare fino a che la sovrapposizione delle due parti non ti convince. Infine, come già detto, prova a canticchiare tu stesso quello che hai scritto!
    2016-04-19 10_28_29-Il canone della 2D passo dopo passo
  7. Il canone è finito: copia più volte la melodia di quattro battute sul rigo 2 e sul rigo 1 .
    Per apprezzare meglio la polifonia elimina gli accordi e assegna le parti a strumenti diversi. Se vuoi aggiungi un testo con lo strumento”text” Lyrics (Seleziona la prima nota della parte di melodia a cui vuoi aggiungere il testo e premi ctrl+L). Se una parola lunga deve essere spezzata per far sì che ogni sillaba sia allineata alla nota giusta, separa le sillabe di una parola con il segno – (trattino alto).

Ricorda: una composizione che rimante scritta ma non viene mai suonata è solo carta sporca! Cerca di far vivere la tua musica: prova a cantare o suonare il tuo brano insieme a degli amici (ad ognuno una parte differente). Oppure prova ad esportare il file MIDI del tuo pezzo, assegnando ogni parte ad uno strumento elettronico, ad esempio in soundtrap.

Inserisci in questo modulo il link al tuo lavoro.

Elenco dei brani

Buon lavoro!

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Comporre otto battute di riff e melodia.

guitar

Ecco una guida per comporre un brano su riff (o groove o ‘giro di basso’).
Il riff è una breve parte melodica (può essere di una, due o quattro battute) dotata di un ritmo incalzante e che, nella musica rock o jazz, spesso serve come elemento di accompagnamento. In una canzone di solito un riff viene ripetuto con minime variazioni per tutta la durata di una sezione del brano (ad esempio tutto il ritornello o tutta la strofa).

Come procedere.
1. Impostare la pagina
Usate il noteflight.com per impostare lo spartito. Dovrà contenere due pentagrammi, entrambi in chiave di violino. Dovrete ideare un riff che vi convinca, della durata di una, due o eventualmente quattro battute. .
Per il momento lascerete il pentagramma superiore (Pentagramma 1)  vuoto e scriverete invece in quelli inferiore
Eliminate il rigo in chiave di basso (molti di voi sanno leggere le note solo in chiave di violino).
Inserite un nuovo strumento: dal menu Instrument (icona di chitarra in alto a destra) –> gruppo plucked strings –> guitar.

2. Comporre il riff di 2 o 4 battute
Un riff convincente deve avere una certa varietà ritmica (note di durata diversa), un impulso ritmico incisivo  e contenere delle sincopi.
Quindi attenzione alle durate. Inserite poche (o nessuna) note da due pulsazioni e utilizzate in modo vario durate più brevi: note da una pulsazione con il punto, crome, pause di croma e, eventualmente, qualche gruppo di semicrome. Non vi accontentate del primo risultato: riascoltate e correggete fino a quando non sarete soddisfatti.

3. Estendere il riff su 4 o 8 battute
Quando il riff vi sembra ben riuscito, copiatelo e ripetetelo, per sentire l’effetto del riff su un arco di più battute. Immaginiamo di scrivere un riff di due battute per la parte inferiore (giro di basso). In alcuni casi può essere necessario evitare un effetto troppo ripetitivo: provate a questo proposito a variare il finale del vostro riff (basta cambiare una nota o due): otterrete così due versioni del riff, con due finali differenti: che possiamo chiamare ‘a’ e ‘b’. Alternate i due finali  per un totale di 4 o 8 battute.

Ecco un esempio della struttura con 8 battute

battute 1-2 3-4 5-6 7-8
pentagr. 1 piano
pentagr. 2 (guitar) riff  
(finale a)
riff 
(finale b)
riff 
(finale a)
riff 
(finale b)

4. Aggiungere la melodia
A questo punto viene il difficile: sul pentagramma superiore dovete sovrapporre  a questa base una melodia che proceda per otto battute in modo più libero. Decidete voi se ripetere o meno alcuni elementi nella stesura della melodia. 

batt. 1-2 3-4 5-6 7-8
piano melodia di otto battute
guitar riff 1
(finale a)
riff 1
(finale b)
riff 1
(finale a)
riff 1
(finale b)

Ecco, come esempio, le prime 4 battute di una melodia realizzata in questo modo: nel primo pentagramma la melodia, nel secondo il riff, ripetuto due volte.

riff_2

5. Salvare,condividere e esportare
Quando il risultato è convincente, salvate il brano su noteflight e condividete nel modulo qui sotto.
Attenzione però: se volete inserire questa breve composizione in un programma di musicale elettronica come audiotool.com, dovrete prima ricordarvi e Esportare il brano come file MIDI.

Inno alla gioia: suonalo con odogy!

beethoven

Illustrazione di Ian Wright

Cliccando sull’immagine si aprirà uno spartito interattivo nella versione su noteflight.

Eccone una versione in Sol maggiore

 

Vorreste suonare l’Inno alla gioia al flauto dolce (recorder, in inglese) ma avete difficoltà nel leggere le note?

Aiutatevi con questo tutorial su youtube.

 

Per le CHITARRE: qui il link allo spartito interattivo comprendente la pèarte per le chitarre.

Oppure potete aiutarvi con un’applicazione online gratuita e accessibile a tutti: www.odogy.com. Il sito offre una soluzione semplice e utile.

Learn to Play Recorder Songs: questa pagina contiene un’antologia di brani per lo studio del flauto dolce, inseriti dagli utenti a scopo didattico . E’ possibile suonare i brani insieme allo spartito online, vedere le posizioni del flauto dolce in corrispondenza di ogni nota, e persino registrare la propria esecuzione in sincrono con l’avanzare dello spartito.

In un post precedente ho analizzato la struttura melodica dell’Inno alla gioia, tratto dalla Nona Sinfonia di Beethoven, per un laboratorio di composizione. Se però non siete ancora in grado di seguire lo spartito a tempo e avete bisogno di una guida per la diteggiatura da seguire sul flauto, potete provare ad usare le animazioni di Odogy. Qui troverete lo spartito del solo tema e, alla sinistra del pentagramma, un flauto stilizzato, con l’indicazione della diteggiatura per ogni nota. Clicca sull’immagine dello spartito per aprire la versione dell’Inno alla gioia sul sito odogy.

2016-02-07 15_20_58-MusicShare
Attenzione: il primo foro in alto corrisponde al portavoce del flauto: il foro posteriore che si preme con il pollice della mano sinistra.
In quest’immagine ho inserito alcune annotazioni sulla schermata principale.

odogy flauyto

Infine , per chi volesse eseguire il brano con uno spartito più tradizionale, eccone anche una versione semplificata in tonalità di Sol maggiore.

 

 

Oh when the saints

 

Ecco un semplice arrangiamento del brano jazz Oh when the saints per flauto, tastiera, chitarra. Clicca sull’immagine e sarai indirizzato sul sito noteflight.com. In basso a sinistra trovi il tasto play per avviare l’esecuzione del brano. Se necessario, puoi rallentare la velocità di esecuzione (in basso a sinistra) o selezionare gli strumenti che vuoi ascoltare, per provare la tua parte.

Se lo spartito non si visualizza correttamente prova a cliccare sul link: Oh when the saints

Spartito con melodia e 2a voce.

Per chi ha difficoltà nel leggero lo spartito ecco un paio di video con la diteggiatura per flauto e tastiera (solo la melodia principale!).

Come smontare un brano rock . Riff dopo riff.

tele_kit

Nella musica rock molto spesso la creazione di un nuovo brano inizia a partire da un riff.
Nel gergo del jazz e del rock, un riff è una breve frase melodica, caratterizzata da un ritmo deciso, della durata di una o due battute, che si ripete ciclicamente. In una rock-band molto spesso i riff sono affidati alle chitarre o al basso elettrico e costituiscono la base ritmica per l’accompagnamento di un’intera sezione del brano, come la strofa o il ritornello.
Il concetto di elemento ciclico e ripetitivo usato come formula di accompagnamento assume molti nomi a seconda del genere musicale.

Nel jazz e nella musica r’n’b il riff viene assegnata solitamente ai fiati (sassofoni e trombe e tromboni), mentre quando è eseguita dagli strumenti di accompagnamento, tastiere chitarre e basso, viene talvolta chiamata anche groove o vamp.
Nella musica classica si parla di invece di ostinato.
Nella musica elettronica invece si utilizza il termine loop.
Nella musica rock il riff è eseguito dalle chitarre elettriche o dal basso (e in quest’ultimo caso spesso si parla di ‘giro di basso‘)

L’efficacia del riff consiste proprio nella sua ripetitività, che serve da elemento ritmico propulsore per l’intero arrangiamento.
Nei brani costruiti in questo modo, molto spesso il riff anticipa l’inizio della melodia cantata e serve quindi anche come elemento di introduzione.

Dopo che il riff viene introdotto dal basso o dalla chitarra si aggiungono gli altri strumenti e infine entra la parte melodica.
Notate che molto spesso la melodia principale si sovrappone al riff con un ritmo indipendente da questo: l’intreccio ritmico tra le due parti (riff e voce)  risulta quindi piuttosto complesso.
In alcuni brani il riff viene usato solo per accompagnare la voce durante una sezione della canzone (ad esempio la strofa), mentre in un’altra sezione contrastante (ad esempio il ritornello) viene sostituito con una sequenza di accordi tradizionale.

Ecco alcuni esempi di riff celebri (clicca sui titoli per ascoltare i brani su youtube).

Riff per chitarra:

Satisfaction dei Rolling Stones

Satisfaction_riff

Smoke on the water dei Deep Purple

Smoke_on_the_Water_riff

Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd
lynyrd-skynyrd-sweet-home-alabama-intro

Message in a bottle dei Police

message in a bottle the police south shields guitar lessons

Sunday Bloody Sunday degli U2

sunday bloody sunday

Sunshine of your love dei Cream

sunshine-of-your-love-riff

Foxy Lady di Jimi Hendrix

Hendrixfoxeylady

Riff di basso (in tre pezzi più vicini al jazz)

Peter Gunn Theme di Henry Mancini

peter gunn    

I wish di Stevie Wonder

wish

Chamelon di Herbie Hancock

Herbie Hancock_chameleon

Riff costituiti da una sequenza di accordi 

Back in Black degli AC/DC

back in black

Living for the city di Stevie Wonder

Living for the city

 New Year’s day degli U2

New Year's day US

Billie Jean di Michael Jackson

billie jean

Se ti interessa l’argomento e sei un apprendista chitarrista prova a guardare questa guida video ai 100 migliori riff della storia del rock. Questo video è presentato attraverso la piattaforma soundslice.com, che permette di sincronizzare un video di youtube alla tablatura (o intavolatura) per chitarra  in modo molto efficace.

Stand by me

john_lennon-stand_by_me

Stand by me è una canzone scritta da Ben E. King, Jerry Leiber e  Mike Stoller, e interpretata dallo stesso Ben E. King nel 1960.
Pur trattandosi di un testo e di una melodia molto semplice, questa canzone nasce da un’ispirazione profonda e spirituale, trattando il tema della forza dell’amicizia e della fiducia nel prossimo: a questo link trovi il testo.
Potete ascoltare la versione originale di Stand by me  cantata da King oppure la ancor più celebre interpretazione di John Lennon.
Anche questo brano si basa su una successione di accordi tipica della musica leggera, chiamata anche “Giro di DO”. In particolare la linea di basso, che serve anche da introduzione, viene eseguita per tutta la durata del brano.
Ti puoi esercitare a suonare questo pezzo andando alla pagina di noteflight.com in cui ho inserito un semplice arrangiamento del brano per voce, chitarra, tastiere e basso.

stand byu me

Ecco il testo e l’ostinato (riff) di accompagnamento.

stand by me

 

INTERLUDIO STRUMENTALE

Per inframmezzare i due ritornelli ho inserito un interludio strumentale che trovi su noteflight.

stand1stand2

Danze degli adolescenti: un collage sonoro della Sagra della primavera

Joffrey-Le-Sacre-

Dopo aver ascoltato il Sacre du Primtemps di Stravinskij ho proposto alle mie classi terze di realizzare un collage sonoro basato su frammenti audio ricavati da un’esecuzione di questo brano. L’idea dello smembramento e della ricomposizione si basa su un tratto stilistico che abbiamo individuato nella musica di Stravinskij. Nella Sagra della Primavera il compositore russo ha utilizzato materiali popolari preesistenti e li ha manipolati giustapponendo e sovrapponendo elementi fortemente riconoscibili. Nei brani ascoltati abbiamo individuato come gli ostinati ritmici e i brevi elementi melodici sono sovrapposti, frammentati e accostati in modo repentino, come tessere di un mosaico.

Partendo da questo principio ho consegnato agli studenti (attraverso Google Drive) una trentina di frammenti audio di breve durata: materiali sonori tratti dal brano di Stravinskij. Gli studenti stanno realizzando un nuovo montaggio sonoro ispirato alla Sagra della Primavera usando il software gratuito di editing multitraccia online soundtrap.com. Il software online consente la collaborazione a distanza tra due o più membri del gruppo allo stesso progetto audio simultaneamente.

La consegna

Realizzare un brano della durata di circa un minuto seguendo queste indicazioni:

  1. Ascoltare i diversi segmenti messi a disposizione dall’insegnante. A questo link trovate una Riserva di frammenti tratti da una registrazione discografica (in una cartella google drive). Selezionatene alcuni (non meno di 3, non più di 10).
  2. Dalla Riserva di frammenti dovrete effettuare il download di un gruppo di file che intendete utilizzare. Cliccate su ogni file con il tasto destro e selezionate “scarica” o “download”).
  3. Aprite la cartella di download e crascinate uno a uno i file nella pagina di lavoro di soundtrap (trovate le istruzioni alla pagina Soundtrap [3]. Tracce audio e Loops).
  4. Progettate il brano a grandi linee, seguendo un’idea strutturale ben precisa (vedi sotto).
  5. Inserite in soundtrap i file audio scelti: quindi ripetere, spostare, tagliare e modificare ed applicare gli effetti a piacimento, seguendo il progetto strutturale.
  6. Inserite almeno una parte suonata in tempo reale utilizzando i suoni di sintetizzatore disponibili sulla piattaforma soundtrap.
  7. Inserite, opzionalmente, una parte registrata con il microfono.
  8. Inserite, opzionalmente, un loop audio disponibile su soundtrap (sono consentite solo parti percussive).
  9. Al termine del lavoro, per condividere il brano, seguite le indicazioni alla pagina Soundtrap [4]. Come condividere un brano.

Struttura compositiva

Per l’ultimo punto della consegna ho fornito agli studenti alcuni modelli di struttura compositiva. Nel modello dell’accumulazione, ad esempio, si potrebbe partire con un solo elemento, di intensità bassa, a tempo rubato, per poi andare ad aggiungere e sovrapporre gradualmente altri materiali sonori, di maggior intensità e con maggior vivacità ritmica, ed arrivare ad un picco di intensità nel finale.

Strutture compositive (1)

Gli studenti possono consegnare il lavoro inserendo il link del loro brano su soundtrap in un commento a questo articolo.
Non vedo l’ora di ascoltare i vostri risultati: buon lavoro!

Ecco delle istruzioni su come condividere i brani in soundtrap.

Qui il modulo google per la consegna dei brani.