La parola cantata [2018]

Nelle classi terze abbiamo analizzato le caratteristiche espressive della voce parlata.

Fase conoscitiva:

1. Abbiamo iniziato osservando come, nel dialogo parlato, la nostra voce può cambiare a seconda del valore comunicativo che intendiamo dare alle nostre parole. La medesima frase può comunicare emozioni molto diverse a seconda del modo in cui viene pronunciata.
2. Abbiamo riconosciuto ed esaminato queste sei caratteristiche della voce parlata:

  • Intensità
  • Curva intonativa
  • Velocità (Andamento)
  • Presenza di pause
  • Registro
  • Timbro (ossia qualità della voce e tipo di emissione)

3. Abbiamo osservato che, nell’espressione delle emozioni, le caratteristiche del canto possono essere  simili a quelle della voce parlata .

Fase operativa:

Ognuno di voi ora deve scegliere un breve passaggio di una canzone che, a vostro parere, mostri un chiaro contenuto espressivo. Non scegliete seguendo soltanto i gusti musicali, ma chiedetevi quale emozioni esprime il frammento che avete scelto.

Consigli per la scelta del frammento musicale:

  • deve essere una canzone, non un passaggio rap, perchè nel rap il cantante non intona le parole, male pronuncia senza una precisa melodia.
  • il frammento che scegliete deve essere breve: scegliete l’intonazione di un solo verso, dai 5 ai 15 secondi circa.
  • Annotatevi a quale secondo del brano compare il passaggio che avete scelto.

Dopo questa fase dovrete analizzare in che modo, nel segmento di canzone scelto, le caratteristiche della voce contribuiscono a determinare il tipo di emozione prevalente.

Cantare con le mani [2018]

Nelle classi prime sto introducendo l’asociazione tra gesti della mano e gradi della scala per intonare alcune semplici melodie, riprendendo alcuni aspetti del metodo Kodaly.

Ecco, ad esempio, la trascrizione della melodia Fra’ Martino.

Fra Martino - Kodaly

Ecco invece un breve video che illustra l’associazione tra gesti della mano e gradi della scala.

 

Go down Moses

 

go down moses

Testo

Rit.:
Go down Moses
Way down to Egypt land
Tell old Pharaoh to
Let My People Go!

 

Strofa 1:
When Israel was in Egypt land…
Let My People Go!
Oppressed so hard They couldn’t stand
Let My People Go!
So the Lord said:
Rit.:
Go down Moses
Way down to Egypt land
Tell old Pharaoh to
Let My People Go!

Strofa 2:
So Moses went to Egypt land…
Let My People Go!
He made old Pharaoh understand…
Let My People Go!
So the Lord said:
[Rit.]Strofa 3:
‘Thus spoke the Lord’, bold Moses said
Let My People Go!
‘If not I’ll strike, your firstborn’s dead’
Let My People Go!
So the Lord said:
Rit.:

Intrepretazione di Louis Armstrong

Interpretazione “a cappella”

Storia e significato del brano

Testo e accordi:

Mo better blues

Mo better blues è un film del regista Spike Lee, che racconta le vicende di un immaginario trombettista di New York. Il brano portante della colonna sonora ha lo stesso titolo del film ed è stato scritto dal padre del regista, Bill Lee, e viene eseguito dal gruppo del trombettista jazz Wynton Marsalis. Ecco la melodia, basata su una scala pentatonica.

better

Nel file su noteflight, la melodia è seguita da una variazione con l’aggiunta di alcuni elementi di ornamentazione

Il brano è abbastanza semplice e di effetto: proveremo a suonarlo in un arrangiamento per flauti (la parte della tromba) e tastiere (divise in 3 diverse parti) e chitarre.

Per suonare con una base di accompagnamento, clicca su:

Partitura completa

Parti individuali:

melodia

melodia per chitarre

accompagnamento 1: bicordi

accompagnamento 2: bicordi

Per le tastiere: attenzione ai bicordi, al Do diesis e al Si sotto il Do centrale.

accompagnamento 3 [pianoforte a due mani]

accordi semplificati [chitarra]

bassi

In questa scena vedete la sequenza in cui il protagonista suona Mo better blues in un locale di New York.

La scala a portata di mani

Parecchio tempo fa un grande didatta di nome Kodaly pensò ad un modo per associare le note le note della scala di Do ad alcuni gesti della mano. In questo video la canzone Do Re Mi, dal musical The sound of music, viene illustrata attraverso questi gesti.

L’autore del video (visualmusicalminds.com) hanno messo a disposizione anche una scheda con il testo e il gesto associato ad ogni nota

Quale strumento a scuola?

Questo post è dedicato  agli alunni delle classi prime (e ai loro genitori) per aiutarli nella scelta dello strumento musicale. Tra le attività didattiche che affronteremo durante l’anno avrà un ruolo importante la pratica esecutiva, concepita come musica d’insieme. Per permettere alle classi di sperimentare  un’esperienza di esecuzione più ricca si dà la possibilità di scegliere tra tre strumenti: flauto dolce, tastiera e, in casi particolari, chitarra.

La scelta dello strumento va affrontata tenendo presente alcune linee guida. Ogni strumento ha dei pro e dei contro.

Flauto

PRO: è lo strumento più diffuso nella scuola dell’obbligo; è pratico, leggero e resistente; è molto economico. Permette, con un po’  di pratica, di sperimentare il controllo del suono attraverso l’emissione del fiato, aprendo eventualmente la strada anche ad altri strumenti a fiato.

CONTRO: anche se è semplice ottenere le prime note, una buon intonazione sul flauto richiede un po’ di pratica; è uno strumento di solito poco utilizzato al di fuori dell’ambito scolastico e per questo ­motivo risulta per alcuni poco attraente. Può essere più difficile iniziare a suonare per chi ha dita molto sottili ed esili.

Per l’acquisto: si consiglia un flauto monoblocco (a tubo unico) di marca Honner.

Tastiera

PRO: può essere considerata l’anticamera del pianoforte ed è molto versatile, quindi può risultare – all’inizio – più gratificante; il primo approccio con la musica è molto semplice. Può essere suonata con le cuffie.  Chi suona la tastiera può controllare visivamente il movimento delle proprie mani sullo strumento, rendendo il primo approccio piuttosto semplice.
CONTRO: è uno strumento decisamente più costoso del flauto; è più delicato (rischia di rompersi nel corso dei tre anni); necessita ciclicamente del ricambio delle batterie; è più ingombrante per il tragitto scuola-casa; infine gran gran parte delle tastiere portatili utilizzano timbri rudimentali (con una resa sonora artificiale, un po’ da “giocattolo”).
Per l’acquisto: si consiglia una tastiera portatile di 3 ottave, con polifonia (cioè la possibilità di udire più note contemporaneamente) di 4/5 suoni, dotata di presa per gli auricolari (da portare a scuola insieme allo strumento), funzionante a pile (è necessario averne sempre una serie di riserva), con custodia.

Chitarra
 PRO: è uno strumento molto conosciuto
e spesso attraente per i ragazzi; sovente viene poi utilizzata anche al di fuori della scuola come strumento di accompagnamento per il canto.
CONTRO: è costoso, ingombrante e fragile; il primo approccio con le note è molto più difficile rispetto agli altri due strumenti: infatti è necessario acquisire una certa manualità con il manico e le corde prima di riuscire suonare le prime melodie. Per questo motivo è necessario che gli studenti intenzionati a usare la chitarra come strumento durante le lezioni di Musica possiedano già le competenze basilari per gestire lo strumento (ad es. come si imbraccia la chitarra, le note in prima posizione o qualche accordo). In un prossimo post vi fornirò le indicazioni necessarie per valutare se il vostro grado di competenza sulla chitarra vi può consentire di introdurre lo strumento in classe.
Per l’acquisto: si consiglia una chitarra classica a corde di Nylon, anche usata, con custodia.

NB: Si tenga presente che lo strumento personale dello studente dovrà essere portato a scuola e riportato a casa come ogni altro materiale scolastico, con tutto ciò che questo comporta (peso ingombro ecc.).