“…e le genti che passeranno” – Voci resistenti

Un coro contro il Covid-19

Un coro “virtuale” di 70 persone (studenti e docenti) per intonare insieme “Bella ciao”, il canto partigiano divenuto simbolo di impegno civile, resistenza e fratellanza.

Abbiamo iniziato questo lavoro in piena quarantena, nell’aprile 2020, durante la festa della Liberazione. Ogni partecipante ha dato il proprio contributo registrandosi con il cellulare, ognuno con la propria voce: chi sussurrando, chi cantando a gola spiegata, chi quasi parlando, chi interpretando il tempo a modo suo. Questo l’emozionante risultato.

Per intonare il canto abbiamo utilizzato una versione particolare del brano: non la versione storica di Roberto Leydi e Sandra Mantovani proposta dal Nuovo Canzoniere Italiano negli anni ’60, ma quella, molto più pop, inserita nella serie La casa di carta (La casa de papel, di Álex Pina).

In anni recenti Bella ciao è diventata parte del suono globale della protesta civile non violenta, allargando il suo significato: dalla condizione storicamente determinata della lotta antifascista, è diventato un canto di opposizione e resistenza a tutte le forme di oppressione non democratica, come si è visto durante il movimento statunitense di Occupy.

Con La casa di carta, Bella ciao ha assunto ancora una nuova veste ed è diventata un’icona pop. E’ possibile che in quest’appropriazione il canto abbia perso parte della sua forza, ma ha anche dimostrato una prodigiosa capacità di mutarsi e diffondersi tra le generazioni più giovani. Passando di voce in voce, e rigenerandosi ogni volta, questa semplice melodia instilla la curiosità di andare a ritroso nel tempo e di riscoprire le radici di quelle parole. Come un vero anticorpo contro i soprusi, Bella ciao si diffonde e cura.

C’è un verso bellissimo della canzone, che prende forza e autenticità attraverso un italiano che sa di antico, di parlata schietta e contadina : “…e le genti che passeranno…”.

Siamo noi “le genti che passeranno”, ha osservato un giorno un mio studente.

Come dargli torto?

Al coro hanno partecipato gli studenti delle classi seconde e terze delle scuole F. Francia – I.C. Zola di Zola Predosa, (BO).

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