Innovare la didattica della musica con nuove tecnologie: un corso di formazione

in-classe

A gennaio terrò un corso di formazione pensato per i docenti della scuola secondaria di I grado (ma aperto a tutti gli interessati) all’interno del progetto Educare ad educare, curato dall’Opificio Golinelli di Bologna. Durante il corso illustrerò i metodi e le strategie didattiche che, periodicamente, presento anche in questo blog. In particolare mi occuperò delle attività mirate alla produzione musicale, utilizzando alcune piattaforme online. L’obiettivo è di offrire una piccola “cassetta degli attrezzi”per i docenti di educazione musicale, in modo che quanto discusso nel corso sia immediatamente spendibile nella pratica quotidiana dell’insegnamento.

Sul sito dell’Opificio Golinelli trovate il catalogo dell’iniziativa.

Attenzione: la prenotazione è obbligatoria e avviene attraverso questo modulo online.
Le iscrizioni apriranno il 15 novembre 2016 alle ore 10.00

Di seguito la scheda di presentazione del corso.

Quando: tre incontri da tre ore il 13, 20, 27 gen. 2017 dalle 14.45 alle 17.45
Dove: Le Serre dei Giardini Margherita Via Castiglione 136, Bologna
Il corso intende fornire gli strumenti di base per una didattica musicale di blended learning, una situazione di apprendimento “mista”, dove si alternano esperienze in classe e attività online. L’utilizzo di alcuni software web-based permetterà di progettare attività cooperative di produzione musicale, mirando a un’ottimale integrazione tra “sapere” e “saper fare”. A partire da alcuni casi di “buone pratiche”, il corso mira al potenziamento delle attività di composizione e produzione musicale, con il coinvolgimento diretto dei partecipanti.
Gli argomenti dei tre incontri:

  • uso del software noteflight per le attività di interpretazione e composizione;
  • uso del software soundtrap per produzioni di audio digitale;
  • progettazione di attività musicali collaborative attraverso le piattaforme online.

I partecipanti lavoreranno in modalità BYOD (Bring Your Own Device): per questa ragione è richiesto di portare con sé computer portatili o tablet.

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Tempo al tempo! Iniziare a suonare la batteria.

Ecco alcuni consigli per iniziare a suonare la batteria.

  1. Per prima cosa è necessario capire come impugnare le bacchette. Leggi attentamente la guida: Come Tenere le Bacchette della Batteria e segui le istruzioni per l’impugnatura americana, guardando le animazioni. (potete anche guardare questo video per i principi di base)
    bacchette
  2. A questo punto potete prendere posizione sullo strumento, considerando i tre pezzi fondamentali:
    1. charleston (o Hi-hat): mano destra [K, in figura]
    2. gran cassa (o bass drum o kick): piede destro [A, in figura]
    3. rullante (o snare drum): mano sinistra [B, in figura]batteria
      Per la postura da assumere e per le prime indicazioni, consiglio di leggere la guida: Come Suonare la Batteria.
  3. Dopo aver preso confidenza con lo sturmento, è il momento di provare a coordinare tra gli arti con un semplice tempo di rock in 4/4. Trovi le istruzioni in questo grafico.
    rock-groove
    Inizia provando molto lentamente la “meccanica” degli incastri tra gli arti , per il momento, tieni premuto il piede sinistro sul charleston, per ottenere un suono breve (charleston chiuso).
    il riultato dev’essere più o meno questo.
  4.  Una volta che hai preso confidenza con la sequenza prova ad accelerare il tempo.
    Ecco una base su cui esercitarsi ad un tempo molto lento: 50 battiti al minuto (beats per minutes o bpm).

Se non hai lo strumento a casa puoi esercitarti comodamente da seduto usando le mani :

  • il tavolo può essere il tuo charleston: mano destra appoggiata sul tavolo e orientata verso sinistra
  • la tua coscia sinistra  può essere il tuo rullante: mano sinistra sullla coscia sinistra
  • la punta del piede destro può battere simulando la cassa

    Infine, se vuoi divertirti con un suono di batteria vero e proprio puoi usare una delle tante applicazioni che servono a questo scopo, come virtualdrumming.

Twinkle twinkle little star

mozart

Ecco uno spartito per i miei chitarristi alle prime armi.

Niente di meglio per iniziare che la melodia infantile Ah, vous dirai-je maman (nota anche nella versione inglese Twinkle twinkle little star). Su questo semplice tema Wolfgang Amadeus Mozart scrisse dodici deliziose variazioni per pianoforte (K.265/300e), poco prima di diventare padre.

Cliccate sull’immagine per accedere allo spartito onlinetwinkle

Oppure scaricate il file pdf: twinkle-twinkle-little-star

Infine due tutorial per suonare questo brano.

Buon lavoro!

DImenticavo, se volete ascoltare la versione originale, con le dodici variazioni, ecco un bel video  di un’esecuzione del brano al pianoforte.

La parola cantata

Stiamo per concludere il lavoro di analisi della voce cantata che ha coinvolto gli studenti delle seconde e delle terze. In fondo a questo articolo troverete il link ad una  scheda da compilare online. La scheda serve per completare e raccogliere le analisi che ognuno di voi ha già realizzato a partire da un segmento di canzone.
Ricapitoliamo le fasi del lavoro
1. Abbiamo iniziato osservando come, nel dialogo parlato, la nostra voce può cambiare a seconda del valore comunicativo che intendiamo dare alle nostre parole. La medesima frase può comunicare emozioni molto diverse a seconda del modo in cui viene pronunciata.
2. Abbiamo riconosciuto ed esaminato queste sei caratteristiche della voce parlata:

  • Intensità
  • Curva intonativa
  • Velocità (Andamento)
  • Presenza di pause
  • Registro
  • Qualità della voce (tipo di emissione, timbro)

3. Abbiamo osservato che, nell’espressione delle emozioni, le caratteristiche del canto possono essere  simili a quelle della voce parlata .
4. Ognuno di voi ha quindi scelto una canzone che, a vostro parere, mostrava un determinato contenuto espressivo e all’interno del brano avete individuato un breve segmento: una frase cantata su cui svolgere l’analisi
5. Avete analizzato in che modo, nel segmento di canzone scelto, le caratteristiche della voce contribuiscono a determinare il tipo di emozione prevalente.

L’Inno alla gioia: un ‘domino’ da decifrare [2016]

Dominoes music

Oggi analizziamo la melodia del celebre Inno alla gioia (contenuto nell’ultimo movimento della Nona sinfonia di Beethoven) per metterne in luce le relazioni interne.
Vi propongo la melodia in forma semplificata (per favorirne l’esecuzione a qualche studente delle classi prime) in DO maggiore.

Le forme e i colori che ho aggiunto allo spartito servono a mettere in risalto gli elementi basati sulla ripetizione, sul contrasto o sulla somiglianza.
Le cornici colorate illustrano come i diversi elementi che compongono la melodia si susseguono e collegano seguendo un criterio ben preciso, come le tessere di un domino.

– Il primo elemento ad esempio [cornice rossa] viene immediatamente ripreso, abbassato di due toni iniziando da DO anziché da MI), usando il principio di somiglianza (o variazione).
– Dopo le battute 4-8, basate principalmente sulla ripetizione degli elementi precedenti, la parte B inizia seguendo il principio del contrasto: un elemento del tutto nuovo [cornice verde] viene ripetuto tre volte.
Il grafico però non è completo: mancano alcune cornici colorate. Sapresti completarlo, basandoti sulle lettere minuscole aggiunte ad ogni battuta?

A partire dal modello beethoveniano ho chiesto ai miei alunni di comporre una nuova melodia. Ogni alunno dovrà realizzare una melodia di sedici misure attraverso il software online notefight, seguendo questo schema. Ogni lettera (a, b, ecc.) equivale ad una idea musicale di una battuta.

Schema melodia su Innoallagioia

A breve arriveranno i risultati, per il momento “accontentatevi” di un’interpretazione diretta da Leonard Bernstein.

Infine , per chi volesse eseguire il brano, eccone anche una versione semplificata in tonalità di Sol maggiore. Cliccando sull’immagine si aprirà uno spartito interattivo sul sito noteflight.

Eccone una versione in Sol maggiore