La consacrazione della primavera

STRAVINSKY

Igor Stravinsky mentre compone il Sacre, in un disegno di  Jean Cacteau

 

Le Sacre du printemps (in italiano conosciuta come La Sagra della primavera) è un balletto rappresentato per la prima volta a Parigi il 29 maggio 1913 al Théâtre des Champs-Elysées dai Balletti russi di Sergej Djagilev, su musica di Igor’ Stravinskij, per la coreografia di Vaclav Nižinskij.

L’influenza delle avanguardie artistiche.

Da alcuni anni Parigi era uno dei centri più importanti per la nascita delle avanguardie artistiche, le cui mostre suscitavano la vivida reazione del pubblico e della critica.
Ad esempio 
il movimento dei fauves (“belve, selvaggi”) aveva scandalizzato l’opinione pubblica, con l’accostamento tra colori contrastanti e la semplificazione delle forme ispirata in parte all’essenzialità delle forme dell’arte tribale di origini Africane (primitivismo).

Anche Stravinskij prese ispirazione dalle tradizioni tribali della Russia arcaica. Le Sacre du printemps infatti rappresenta in forma di balletto i rituali di iniziazione di un gruppo di adolescenti, che si concludono con il sacrificio di una ragazza, attraverso un ballo che la porterà alla morte.

Scenografia e costumi.

La realizzazione di Le Sacre du printemps fu uno sforzo collettivo che coinvolse oltre al musicista anche lo scenografo e etnologo (studioso delle tradizioni popolari) Nikolaj Roerich, che disegnò, per la scenografia, un paesaggio spoglio e selvaggio e costumi ispirati al folklore russo.

La musica.

Per comporre la musica di Stravinskij attinse ad alcune raccolte di canti tradizionali slave, affidandone la melodia agli strumenti in un nuovo contesto sonoro.
Come per i pittori fauves, anche per il Sacre La musica inoltre si basa su contrasti accesi. Per ottenere questo effetto Stravinskij si basa:

  • sull’alternanza tra famiglie strumentali differenti
  • sulla sovrapposizione di melodie tra loro dissonanti (talvolta con differenti tonalità simultanee)
  • su improvvisi cambiamenti di intensità

Uno degli aspetti più importanti della scrittura riguarda il trattamento del ritmo.
In molte parti del Sacre, la pulsazione è scandita da brevi motivi ripetitivi (ostinati), la cui regolarità è interrotta da accenti irregolari e scostanti, creando un senso di urgenza e pericolo.

La coreografia.

Per gran parte del pubblico, abituato all’armoniosità dei movimenti del balletto classico (a sinistra), la coreografia di Nižinskij  fu qualcosa di clamoroso e sconvolgente (una foto storica a destra).

I ballerini nel Sacre si muovevano con gesti apparentemente disarticolati, rigidi e volutamente sgraziati, in sincronia con gli accenti scomposti della musica. Nel complesso Stravinskij e Nižinskij non erano alla ricerca del bello, ma intendevano trasportare lo spettatore nel mondo dimenticato e terribile delle tradizioni tribali slave.

Queste intenzioni si colgono con grande forza nell’episodio Danza degli adolescenti, ricostruito recentemente, attraverso un’attenta ricerca sui documenti, dal corpo di ballo Joffrey Ballet.

Ascoltate come i colpi di timpano e ottoni frammentano la continuità del ritmo, inserendo improvvisi accenti in modo irregolare e ansiogeno.
E’ passato più di un secolo dalla prima rappresentazione del Sacre, ma per la maggior parte delle persone questi ritmi irregolari sono ancora percepiti come qualcosa di strano e inquietante.

Per approfondire

1. Se siete interessati approfondire questo importantissimo evento del Novecento potete consultare una risorsa didattica strepitosa: Keeping score, una guida all’ascolto interattiva  curata dal direttore d’orchestra Michael Tilson Thomas con la San Francisco Symphony Orchestra.

The Rite of Spring _ San Francisco Symphony Keeping Score

Keeping score è un DVD per il mercato statunitense, ma una generosa anteprima del contenuto è disponibile attraverso il sito internet www.keepingscore.org.

2. Stephen Malinowski ha creato un meraviglioso video in cui la notazione del Sacre è tradotta in un’animazione a scorrimento orizzontale (per creare questo video, Malinowski ha utilizzato un file audio del brano realizzato da Jay Bacal attraverso compioni digitali ). In questo modo, senza avere competenze specifiche per la lettura di questa complessa partitura, potete farvi un’idea abbastanza precisa delle strategie compositive di Stravinskij.

Come leggere questo video.

  • Gli assi cartesiani rappresentano altezza e collocazone temporale delle note.
  • Le 5 forme usate per rappresentare le note corrispondono ad altrettante famiglie strumentali :
    • rettangoli: ottoni / timpani / grancassa
    • ottagoni: clarinetti
    • ellissi: flauti / percussioni varie
    • rombi: archi / guiro, triangolo
    • stelle: legni ad ancia doppia (oboe, corno inglese, fagotto)
  • I 12 colori utilizzati, corrispondono alle 12 note della scala cromatica, secondo questo schema:

HarmonicColoring

L’indicazione dei colori è molto utile, ad esempio, per mettere in evidenza come Stravinskij utilizzi il principio della politonalità (due parti diverse utilizzano scale differenti simultaneamente).
Ad esempio: a minuti 12:48 nel registro grave suoni tenuti (colore verde) e, nel registro centrale, un movimento melodico più rapido (toni blu/viola, ossia tonalità tra loro vicine).

2016-01-22 10_31_36-www.musanim.com_pdf_RoS_MalinowskiBacal_ProgramNotes_2013jul24.pdf

Provate ad ascoltarla: con questo uso drammatico della politonalità sembra di assistere allo scontro tra due gruppi musicali indipendenti che si siano casualmente imbattuti l’un l’altro proprio in questo punto!

3. Il Sacre ha lasciato un’impronta indelebile nella musica del Novecento, anche al di fuori dell’ambito strettamente classico/contemporaneo. Charlie Parker, uno dei padri del movimento bebop nel jazz, amava inserire nelle sue improvvisazioni delle citazioni da Stravinskij: questo assolo sul brano Salt Peanuts inizia con una citazione del tema del fagotto con cui si apre il SacreOrnette Coleman, un altro grande musicista jazz, fa iniziare il suo brano Sleep Talk assegnando il medesimo tema alla chitarra elettrica. Più recentemente il trio The Bad Plus ha proposto la resa integrale del Sacre in versione jazz. Una follia decisamente riuscita!

E oggi?

Secondo te le innovazioni ritmiche di Stravinskij sono state assorbite nella musica rock e pop di oggi? Conosci qualche brano musicale in cui sono presenti accenti irregolari e ritmi frammentati, in maniera analoga al Sacre? Aggiungi un tuo commento a riguardo (in fondo all’articolo) e, se vuoi, inserisci il link di youtube corrispondente al brano a cui ti riferisci.

One thought on “La consacrazione della primavera

  1. Pingback: Switched-on Stravinsky. Danze degli adolescenti | Aulodie [Scuola]

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