Monteverdi – Orfeo – 1607

L’Orfeo è un’opera lirica, più precisamente una «favola in musica», di Claudio Monteverdi su libretto di Alessandro Striggio. Tratta dalla Fabula di Orfeo di Poliziano, l’opera si compone di un prologo («Prosopopea della musica») e cinque atti. Fu rappresentata per la prima volta il 24 febbraio 1607 nel Palazzo Ducale di Mantova.

Vi propongo tre episodi:

1. Prologo della Musica: apre lo spettacolo e anticipa la  tematica è più importante del racconto: la musica può far provare forti emozioni anche alle menti “più gelate”.

2.  “Vi ricorda o boschi ombrosi”, un’aria che canta lo stesso Orfeo, lieto per le nozze con Euridice (prima di conoscere dalla messaggera la notizia della orte dell’amata).

3. Orfeo e Caronte: è il momento cruciale in cui Orfeo riesce a convincere CAronte a traghettarlo verso il mondo degli Inferi, trasgredendo alle regole dell’Ade.

NB: sotto ogni filmato trovate il testo relativo.

1. PROLOGO

LA MUSICA
Dal mio Permesso amato a voi ne vegno,
Incliti eroi, sangue gentil de’ regi,
Di cui narra la fama eccelsi pregi,
Né giunge al ver, perch’è tropp’alto il segno.

Io la Musica son, ch’ai dolci accenti
So far tranquillo ogni turbato core,
Et or di nobil ira ci or d’amore
Poss’infiammar le più gelate menti.

2. “Vi ricorda o boschi ombrosi”

ATTO SECONDO: Ritornello

PASTORE I e PASTORE Il
In questo prato adorno
Ogni selvaggio nume
Sovente ha per costume
Di far lieto soggiorno.

Ritornello

Qui Pan, Dio de’ pastori,
S’udì talor dolente
Rimembrar dolcemente
Suoi sventurati amori.

Ritornello

Qui le Napee vezzose,
Schiera sempre fiorita,
Con le candide dita
Fur viste a coglier rose.

Ritornello

CORO di NINFE e PASTORI
Dunque fa degni, Orfeo,
Del suon della tua lira
Questi campi ove spira
Aura d’odor sabeo.

Ritornello

ORFEO
Vi ricorda, o bosch’ombrosi,
De’ miei lungh’aspri tormenti,
Quando i sassi ai miei lamenti
Rispondean fatti pietosi?

Dite, allor non vi sembrai
Più d’ogni altro sconsolato?
Or fortuna ha stil cangiato
Et ha volto in festa i guai.

Vissi già mesto e dolente,
Or gioisco, e quegli affanni
Che sofferti ho per tant’anni
Fan più caro il ben presente.

Sol per te, bella Euridice,
Benedico il mio tormento;
Dopo il duol vie più contento,
Dopo il mal vie più felice.

PASTORE I
Mira, deli mira, Orfeo, che d’ogni intorno
Ride il bosco e ride il prato.
Segui pur col plettro aurato
D’addolcir l’aria in sì beato giorno.

MESSAGGIERA
Ahi caso acerbo, ahi fat’empio e crudele.
Ahi stelle ingiuriose, ahi ciel avaro.

PASTORE I
Qual suon dolente il lieto dì perturba?

MESSAGGIERA
Lassa! dunque debb’io,
Mentre Orfeo con sue note il ciel consola,
Con le parole mie passargli il core?

PASTORE III
Questa è Silvia gentile,
Dolcissima compagna
Della bell’Euridice: oh, quanto è in vista
Dolorosa! Or che fia? Deh, sommi Dei,
Non torcete da noi benigno il guardo.

MESSAGGIERA
Pastor, lasciate il canto,
Ch’ogni nostra allegrezza in doglia è volta.

ORFEO
D’onde vieni? ove vai? Ninfa, che porti?

MESSAGGIERA
A te ne vengo, Orfeo,
Messaggiera infelice,
Di caso più infelice e più funesto:
La tua bella Euridice …

3. Orfeo e Caronte

ORFEO
Possente spirto, e formidabil nume,
Senza cui far passaggio a l’altra riva
Alma da corpo sciolta invan presume,

Non vivo io, no, che poi di vita è priva
Mia cara sposa, il cor non è più meco,
E senza cor com’esser può ch’io viva?

A lei volt’ho il cammin per l’aer cieco,
A l’inferno non già, ch’ovunque stassi
Tanta bellezza il paradiso ha seco.

Orfeo son io, che d’Euridice i passi
Segue per queste tenebrose arene,
Ove già mai per uom mortal non vassi.

O de le luci mie luci serene,
S’un vostro sguardo può tornarmi in vita,
Ahi, chi niega il conforto a le mie pene?

Sol tu, nobile Dio, puoi darmi aita,
Né temer dei, ché sopra un’aurea cetra
Sol di corde soavi armo le dita

Contra cui rigida alma invan s’impetra.

Altri episodi interessanti: 

Plutone e Proserpina

http://www.youtube.com/watch?v=sBGMYO8hPEM&feature=related

Finale

http://www.youtube.com/watch?v=hXPLDRvoMeo

Opera intera:

http://www.youtube.com/watch?v=dBsXbn0clbU&feature=related

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Una scena spettacolare: teatri barocchi

Nelle rappresentazioni teatrali del Seicento l’elemento scenografico era una componente fondamentale dello spettacolo, anche nell’ambito del teatro musicale. Per suscitare maggior meraviglia negli spettatori, gli argomenti delle trame venivano scelti in modo da contenere scene di carattere fantastico e ambientazioni sovrannaturali. Numerosi artisti e architetti dell’epoca collaboravano agli allestimenti, inventando soluzioni innovative per realizzare macchine sceniche, movimenti aerei ed effetti illusionistici.

Si veda ad esempio il magnifico teatro Farnese di Parma, edificato nel 1618.

farnese2farnese

Il teatro venne però inaugurato solo nel 1628, a distanza di dieci anni dalla sua realizzazione, con uno spettacolo memorabile in occasione del matrimonio di Odoardo Farnese con Margherita de’ Medici. Lo spettacolo, Mercurio e Marte, è un’opera-torneo ‘inventata’ da Claudio Achillini, con musiche di Claudio Monteverdi, ricchissima di effetti scenografici e scenotecnici.

Tra le macchine sceniche realizzate per il teatro di parma c’erano meccanismi che servivano per sollevare gli amorini alati (angeli) e per aprire i raggi del sole, come si vede nell’ordigno seguente, in posizione aperta e chiusa.

macchinaombrello_chiusamacchinaombrello_aperta

sole

Incisione rappresentante l’arrivo di Apollo ne ‘Il favore degli dei’

Ecco invece uno schema del funzionamento delle quinte  mobili (da un saggio del musicologo Davide Daolmi) per cambiare ambientazione e, al contempo, fornire l’illusione di una maggior profondità nella scena.

Daolmi

Questa carrellata di immagini restituisce l’intenso lavoro di progettazione che precedeva ogni nuova rappresentazione.

Progetti per macchine sceniche:

Macchine

Sistema su “Come si possa far calare una nuvola sopra il palco dal cielo con persone dentro” e su “Come si faccia calare una picciola, la quale abbassandosi diverrà sempre maggiore” (da Sabbatini)

Joseph Furttenbach, Macchineria per la scena (1663)

Bozzetti di intere scenografie:

Giacomo Torelli, scena del III atto di Andromède (1650)

Giacomo Torelli, scena del III atto di Andromède (1650)

Alfonso Parigi, I cieli (atto V, scena II, Finale de Le nozze degli dèi, 1637)

Alfonso Parigi, I cieli (atto V, scena II, Finale de Le nozze degli dèi, 1637)

Bernardo Buontalenti, L’Inferno (IV intermezzo a La Pellegrina, 1589)

Bernardo Buontalenti, L’Inferno (IV intermezzo a La Pellegrina, 1589)

Epifanio d’Alfiano (da B. Buontalenti), Acquaforte del IV intermezzo de La Pellegrina (1592)

Epifanio d’Alfiano (da B. Buontalenti), Acquaforte del IV intermezzo de La Pellegrina (1592)

erminia sul giordano - Daolmi_2

Erminia sul Giordano

Giulio Parigi, Il ritorno di Astrea intermezzo a Il giudizio di Paride, 1608

Giulio Parigi, Il ritorno di Astrea intermezzo a Il giudizio di Paride, 1608

Joseph Furttenbach, disegni per la “Prima Scena” e la “Seconda Scena”

Joseph Furttenbach, disegni per la “Prima Scena” e la “Seconda Scena”

Piccoli gruppi crescono

schoener-musickids Sto raccogliendo i risultati del lavoro organizzato nel post Il ‘Fai-da-te’ musicale. Come imparare un brano attraverso le risorse del web. La consegna prevede le seguenti fasi:

  1. scegliere un brano musicale
  2. trovare una ‘risorsa’ su cui esercitarsi in modo autonomo (ad esempio: uno spartito su noteflight, un video-tutorial sul web, un tutorial attraverso una app, musica a stampa)
  3. semplificare, se necessario, la traccia musicale e adattarla autonomamente agli strumenti musicali e alle competenze dei partecipanti
  4. studiare il brano individualmente e, eventualmente, coordinare l’esecuzione di gruppo.
  5. eseguire il brano di fronte ai compagni ed eventualmente registrare l’esecuzione

Inserisci in questo modulo i dati relativi al brano musicale che hai scelto e ai partecipanti. Risultati

Ecco al momento i brani scelti dai ragazzi:

Bailando di Enrique Iglesias; Boyfriend di Justin Bieber;  Wrecking ball di Miley Cyrus; Let it go dal film Frozen il regno di ghiaccio;  Problem di Ariana Grande; Skyfall di Adele; Wake me up when september end dei Green day; Best day of my life degli American Authors; We will rock you dei Queen; Dark horse di Katy Perry; Thinking out loud di Ed Sheeran; Scream & shout di Britney Spears; Waka waka di Shakira; Dangerous di David Guetta e Chandelier di SIA.

Ricordatevi che il giudizio sarà calibrato in base all’organico e al numero di parti del vostro brano (i brani un duo e in trio, richiedono un’organizzazione maggiore rispetto ai brani in solo e quindi avranno un ‘bonus’ nel giudizio finale!).

A breve arriverà la playlist con gli ascolti!

***

jack black chalkboards

Considerazioni di metodo [per i prof. in ascolto]

Per raccogliere i dati degli studenti mi sono servito di un form (un questionario) attraverso la piattaforma Google Drive. Inserire in forma ‘embedded’ un questionario di questo tipo è abbastanza semplice. Qui trovate una guida (in inglese!). Trattandosi di un sito pubblico bisogna però evitare che estranei inseriscano dati inutili (che potreste comunque cancellare). Per limitare questi inconvenienti, ho aggiunto al questionario un campo obbligatorio (la prima domanda) contenente una chiave di accesso, distribuita – chiaramente – alle mie classi.

I due volti di Robert Schumann [2015]

Robert Schumann, come molti artisti, poeti e compositori del periodo romantico, aveva una personalità complessa.
Compositore, eccellente pianista e fine intellettuale, Schumann fu un instancabile animatore della vita culturale tedesca attraverso continue recensioni e articoli sulla rivista che contribuì a fondare: “Neue Zeitschrift fuer Musik”.
Schumann era solito firmare i suoi articoli di critica musicale con due pseudonimi tratti dalla letteratura del periodo, un modo per far emergere due aspetti diversi della sua personalità: Eusebio, quando affiorava l’aspetto riflessivo e sognatore del suo carattere, Florestano, quando dava voce all’aspetto più irruento ed impulsivo di sè.
Ecco alcune frasi tratte da questa serie di scritti.

Eusebio:

  • E’ il segno dello straordinario quello di non venir compreso ogni giorno; per comprendere il superficiale i più son sempre disposti: ad esempio, a udire cose da virtuosi.
  •  Su un concerto di Chopin: Finito lo studio, si prova l’impressione di chi si vede sfuggire una beata immagine apparsa in sogno e che, già mezzo sveglio, vorrebbe ancora trattenere. […] Ma a che serve, descrivere colle parole? Questi studi indicano una volta di più quale audace forza creatrice sia posta in lui: veri quadri poetici […].

Florestano:

  • Non posso soffrire coloro la cui vita non è in armonia con le opere.
  • Sarebbe un’arte ben piccola, se risuonasse soltanto e non avesse un linguaggio, né dei segni per gli stati d’animo!
  • L’ingegno lavora, il genio crea.

Nel ciclo di brevi pezzi per pianoforte intitolato Carnaval, Schumann dedica ogni brano ad una diversa maschera di carnevale (da Arlecchino a Pantalone). In questo insieme inserisce anche due brani dedicati ai suoi pseudonimi: Eusebio e Florestano. Il carattere dei due pezzi rivela la diversa indole dei due personaggi immaginari, come se si trattasse di due aspetti complementari della sua stessa personalità.
Ascoltateli in questa storica registrazione del pianista Claudio Arrau, realizzata nel 1961.

Cosa pensi di questi due personaggi immaginari? Ho organizzato un piccolo sondaggio per scoprirlo.
Nel modulo che trovi qui sotto dovrai descrivere con alcuni aggettivi le personalità di Eusebio e di Florestano e provare ad individuare le caratteristiche musicali utilizzate da Schumann. Prima di tutto leggi i commenti già inseriti dai tuoi compagni (scorri lateralmente per leggere tutto).

Ora aggiungi le tue osservazioni qui sotto (ricordati di cliccare su ‘Submit’ o ‘Invia’ dopo aver inserito le tue risposte).

***
NB: l’idea per questo percorso didattico è nata parecchi anni fa insieme all’amico e compositore Claudio Rastelli (anzi era proprio un’idea sua! Grazie Claudio).

Fuga in Sol minore di J. S. Bach: anche la musica ha un’anima(zione)

Ho realizzato un piccolo esperimento per visualizzare l’intreccio delle voci nella Fuga in Sol minore di Bach sincronizzando una bella animazione grafica del brano con lo spartito in notazione tradizionale.
Per vedere il risultato clicca sull’immagine.

bach_noteflight

Sarai indirizzato sulla piattaforma noteflight. Forse sarà necessario adattare le dimensioni della finestra al vostro schermo, in modo da rendere il tutto più leggibile. Sulla sinistra dovreste visualizzare la notazione musicale, mentre sulla destra una animazione grafica basata sullo spartito. Ogni colore rappresenta una diversa voce, ogni cerchio corrisponde ad una nota: più il cerchio è largo, più il suono sarà lungo. Se volete ascoltare un dato passaggio, potete spostare il cursore lungo la barra temporale (sotto l’animazione): le immagini, lo spartito e la musica si allineeranno perfettamente.

Per i più curiosi, ecco alcune spiegazioni tecniche. Ho trovato una bella rappresentazione grafica dello spartito realizzata da Performance Emulation attraverso il programma Music Animation Machine MIDI Player (il video su youtube di questa animazione serve a promuovere un impressionante software di simulazione del suono dell’organo). Ho quindi sincronizzato questo video con uno spartito della fuga già presente sulla piattaforma noteflight (a cura dell’utente pinoyboy147). Se volete mettervi alla prova, lo staff di noteflight ha realizzato un video tutorial [in inglese!] che spiega come sincronizzare video e audio.

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jack black chalkboards

Considerazioni di metodo [per i prof. in ascolto]
Credo che nella didattica della musica sia necessario incentivare la possibilità di esperienze sinestetiche tra immagine in movimento e suono. “Vedere” lo scorrere delle note (non solo attraverso il pentagramma, una ma anche attraverso rappresentazioni di tipo ‘pianoroll’) favorisce un ancoraggio tra immagine e suono e facilita, a mio parere, la percezione delle strutture musicali. A seconda degli stili, certi tipi di visualizzazione sono più efficaci di altri. Nel caso della fuga, la rappresentazione che ho scelto (un’evoluzione sofisticata dell’antico rullo di cartone perforato per gli automatismi delle pianole meccaniche) mi sembra molto chiara. Inoltre, attraverso la sincronizzazione audio/video/spartito, il docente può soffermarsi su alcuni tratti del brano. IO, ad esempio, al secondo ascolto, ogni tanto blocco la riproduzione del brano prima dell’ingresso di una nuova voce e chiedo agli studenti di interpretare il grafico (e/o lo spartito) e di descrivere l’evento musicale immediatamente successivo.
Questo tipo di rappresentazione però comporta un difetto fino a poco tempo fa difficilmente superabile. Queste infatti sono animazioni grafiche realizzate a partire da un file MIDI, quindi la riproduzione sonora solitamente è affidata ai timbri sintetici (e scadenti) e all’esecuzione rigida del computer: un risultato sonoro che appiattisce brutalmente la complessità di qualsiasi brano. La possibilità di sincronizzare tutto ciò con una registrazione di un musicista reale (caratterizzata da continui lievi slittamenti della pulsazione) apre un nuovo orizzonte per questo tipo di strumenti didattici. Il processo di preparazione  è un po’ laborioso, ma il risultato, a mio parere, è di grande soddisfazione! Un docente di educazione musicale può avvicinare gli adolescenti allo studio della musica anche senza accondiscendere ai dettami dell’industria musicale massificata. In questo caso non è il contenuto, ma il modo, a rendere un ascolto più attraente. Naturalmente però è la meravigliosa musica di Bach a rendere il tutto davvero appassionante.

Se non son frottole son madrigali

Ecco due generi a confronto appartenenti alla medesima tradizione del canto polifonico rinascimentale.

La frottola è un brano polifonico su testo giocoso. La scrittura delle voci è più semplice e rende il testo facilmente comprensibile all’ascolto.
Ne è un divertente esempio il brano El grillo è buon cantore di Josquin Desprez.

El grillo è buon cantore,
che tiene longo verso.
Dalle beve grillo canta.
El grillo è buon cantore.

Ma non fa come gli altri uccelli.
Come li han cantato un poco,
van de fatto in altro loco,
sempre el grillo sta pur saldo
quando la maggior è l caldo
allor canta sol per amore.

El grillo è buon cantore,
che tiene longo verso
Dalle beve grillo canta
El grillo è buon cantore.

Il madrigale invece è un tipo di composizione polifonica assai colta e raffinata molto e costituisce un gioco erudito nella società colta del rinascimento. Nel madrigale il testo deriva solitamente da una poesia preesistente, scelta dal compositore perché particolarmente adatta per dare vita a vivaci contrasti musicali. Il madrigalismo è la tecnica compositiva più caratteristica di questo stile. Nel madrigalismo l’andamento della musica riflette il significato di una parola, un concetto o un’immagine presente nel testo poetico attraverso un uso particolare del ritmo, dell’intensità, della melodia o delle dissonanze.

Ecco un celebre Madrigale di Luca Marenzio su testo di Torquato Tasso.

Cercate gli effetti di madrigalismo corrispondenti alle parole messe in evidenza nel testo.

Vezzosi augelli in fra le verdi fronde,
Temprano a prova lascivette note.
Mormora l’aura e fa le foglie e l’onde
Garrir che variamente ella percote.
Quando taccion gli augelli, alto risponde,
Quando cantan gli augei, più lieve scote.
Sia caso od arte, or accompagna ed ora
Alterna i versi lor la music’ ôra.