Il ‘Fai-da-te’ musicale. Come imparare un brano attraverso le risorse del web.

musica note

Volete imparare il vostro brano preferito da soli e stupire amici (e professori!)? Allora mettetevi alla prova e seguite alcuni consigli.
Gli ingredienti necessari sono:

  • un pizzico di tecnica sullo strumento (bisogna almeno sapere dove mettere le dita!)
  • una dose abbondante tenacia
  • una connessione internet

Usando le risorse disponibili online, esistono molti modi per apprendere un brano musicale in autonomia. A seconda del livello che avete raggiunto nell’orecchio musicale (saper riconoscere le note all’ascolto) e nella lettura dello spartito, ci sono diverse soluzioni che potete scegliere. Di seguito le elenco indicando che livello di competenza serve per ognuna nell’orecchio e nella lettura del pentagramma: da 0 (nessuna competenza) a 5 (competenze avanzate).

1. ‘Tirare giù a orecchio’ un brano [Difficoltà: Orecchio: 5 Lettura: 0]
E’ un termine gergale che significa: ‘riconoscere una melodia all’ascolto e saperla riprodurre sul proprio strumento’. E’ il metodo adottato dai jazzisti. Si ascolta un breve frammento di un brano e si cercano le note una ad una, attraverso vari tentativi. Si prosegue fino a non aver identificato tutta la sequenza di una melodia.
Se avete il file mp3 del brano che intendere ‘tirare giù’, può essere molto utile rallentare la riproduzione del file audio per facilitare il riconoscimento delle note. A questo scopo potete usare diversi programmi per ottenere questo risultato.
– Con Windows media player tutti possono ottenere questo effetto (anche se il risultato è di pessima qualità sonora): cliccate sul tasto destro sopra la barra di riproduzione e selezionare
Play –> velocità di riproduzione –> lenta
mediaplayer

In alternativa potete usare i programmi gratuiti Audacity o Transcribe (quest’ultimo nasce appositamente per trascrivere la musica, ma ne parleremo in altri post dedicati).

2. Studiare uno spartito trovato su noteflight [Difficoltà: Orecchio: 2 Lettura: 5]
Ho fornito le istruzioni su come procedere nel mio post precedente L’arte di arrangiar(si): modificare un brano su noteflight.

3. Usare un video tutorial su youtube [Difficoltà: Orecchio: 4 Lettura: 0; memoria: 5]
Molti utenti di youtube sono musicisti e postano brevi video didattici in cui spiegano come suonare un brano per imitazione: la telecamera inquadra le dita e a volte non è necessario conoscere il pentagramma per memorizzare una semplice melodia. Sulla maschera di ricerca di youtube digitate il titolo del vostro brano preferito, la parola ‘tutorial’ o in alternativa l’espressione ‘how to play’ insieme, eventualmente, al nome del vostro strumento: ‘piano’ o ‘keyboard’ (per ‘tastiera’); recorder (per ‘flauto dolce’); guitar. I termini in inglese vi permetteranno di ampliare la gamma di brani a cui attingere, attenzione però, poi vi troverete a dover ascoltare un tutorial in lingua inglese! Troverete molti tutorial per il piano e la chitarra, forse un po’ meno per il flauto. Inoltre, se volete suonare in gruppo, queste risorse non sono sufficienti: spesso i tutorial sono realizzati pensando a esecutori individuali.
Ecco ad esempio un tutorial (in italiano) che illustra come suonare Per Elisa.

4. Usare un programma o un’app specifici per un certo strumento. [Difficoltà: Orecchio: 3 Lettura: 2 memoria:5]
Esistono ormai numerosissimi programmi e app pensati per favorire l’apprendimento di uno strumento. Solitamente nello schermo si visualizza la tastiera (del pianoforte o della chitarra) e le note scorrono dall’alto al basso fino a raggiungere i tasti. E’ una visualizzazione grafica delle note chiamata ‘pianoroll’ (rullo di pianola). Tuttavia il numero di brani disponibili con questo sistema è piuttosto limitato. Esistono inoltre diversi video su youtube che promuovono questo tipo di prodotti e presentano un’anteprima del risultato.
Per la chitarra: cerca un brano da suonare su https://www.soundslice.com/completed/
Per la tastiera: iscriviti gratuitamente a http://www.onlinepianist.com/ e cerca un brano da studiare. Oppure, se possiedi un dispositivo IOS o Android puoi utilizzare le risorse gratuite delle app Pianomaestro o http://www.synthesiagame.com/.
[più avanti dedicherò un post a questo tipo di risorse].

5. Usare uno spartito tradizionale (su carta!). [Difficoltà: Orecchio: 4 Lettura: 5]
E’ il metodo che si è sempre usato nella musica classica! Per un principiante autodidatta però potrebbe essere molto difficile riuscire ad interpretare correttamente i valori di durata e il ritmo. Per facilitare le cose, potete sempre cercare il brano su noteflight o su youtube (come ho consigliato ai punti 1, 2, 3 e 4): se il pezzo che avete scelto è abbastanza noto, non sarà difficile trovare una versione da ascoltare per poterlo eseguire più correttamente.

Riassumendo. Mettiamo che, per esempio, intendiate suonare il brano All of me di John Legend. Avete un’ampia gamma di possibilità:

– Tirare giù a orecchio il brano all’ascolto (magari rallentandolo con mediaplayer).
– Usare una versione del brano che trovate su noteflight.
– Usare un video tutorial su youtube
– Usare le risorse gratuite che trovate nelle app soundlice per la chitarra [per questo brano però trovate solo gli accordi! 😦 ] oppure onlinepianist per la tastiera. Oppure cercare risorìse analoghe per piano e chitarra su youtube.
– Cercare uno spartito in pdf del brano.

Allora? Siete ancora lì? Prendete il vostro lo strumento e iniziate a cercare: non ci sono più scuse per non imparare il vostro brano preferito! :))

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jack black chalkboards

Considerazioni di metodo [per i prof. in ascolto]
Nella mia storia di aspirante musicista adolescente, la musica è sempre stata un luogo in cui riconoscermi. Non (sempre) però la musica proposta dall’insegnante a scuola, ma la musica ascoltata a casa e condivisa con gli amici.
Per questo motivo, credo che sia estremamente importante offrire agli studenti i mezzi conoscitivi necessari per trovare ed eseguire i brani che loro stessi ascoltano, in modo da incentivare la motivazione all’apprendimento. Alcuni studenti potranno così intraprendere dei percorsi di studio autonomi e paralleli a quelli svolti in classe.
Ancora una volta, per cercare di rendere più appassionante (più vicina alle passioni di ognuno) l’ora di Educazione musicale e per una didattica della musica partecipata.

Don’t worry be happy! (ossia, come non preoccuparsi del ritmo e vivere felici).

Don’t worry be happy  è stato composto ed eseguito dal cantante statunitense Bobby Mc Ferrin nel 1988. La particolarità di questo brano consiste nel fatto che l’autore ha realizzato l’intero arrangiamento solo con la propria voce, imitando anche il suono di tastiera, basso e percussioni. Ciò è stato possibile grazie ad un meticoloso lavoro di registrazione su più tracce chiamato sovraincisione, in cui, ad ogni nuova registrazione, il medesimo esecutore sovrappone nuove parti a quelle già esistenti. Al sito noteflight trovate un mio arrangiamento (per chitarre flauti e tastiere) per la parte senza parole, che nella canzone svolge la funzione di “ritornello” .

DOnt worry be happy

L’intreccio ritmico non è affatto semplice da eseguire! Richiede molta concentrazione da parte di tutti i partecipanti. Qui potete ascoltare un’esecuzione del brano realizzata nel 2010 con le classi seconde di Borgonuovo per un organico particolarmente ricco per una scuola media, che comprendeva violoncelli, chitarre, tastiere, flauti dolci, flauti traversi e coro.  (la qualità della registrazione però è pessima!) Per capire come McFerrin abbia concepito la sovrapposizione dei vari strati ritmico-melodici, potete dare un’occhiata a questo gioco musicale, basato proprio su questa canzone (cliccare sull’immagine).

DOnt worry be happy_game

Trascinando le parti colorate (melody, rhythm, bass) nel settore a destra, vedrete comparire le note e potrete ascoltare le diverse parti singolarmente, o, eventualmente creare nuovi mix dell’arrangiamento o cantarci sopra. Buon divertimento! NB: se vuoi suonare la parte indicata sullo contemporaneamente al brano originale, tieni conto che si tratta di due tonalità differenti: il mio arrangiamento è in tonalità di Fa maggiore, mentre il brano originale è in Mib bemolle maggiore. Ecco infine il testo del brano.

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jack black chalkboards

Considerazioni di metodo [per i prof. in ascolto] Dal punto di vista della didattica dell’esecuzione, il ricorso ad un software di notazione musicale come noteflight permette di facilitare lo studio individuale di una parte all’interno di un brano polifonico. Con i controlli disponibili nel software gli studenti possono rallentare il tempo, estrapolare le singole parti dal resto dell’organico per ascoltarle con più chiarezza, o, viceversa, silenziare la parte su cui devono esercitarsi e provarla mentre il computer esegue le altre voci. Un’ottima strategia per rendere più interessante l’attività cosiddetta ‘pratica’ (ma quale attività non è anche ‘pratica’?) nelle ore di educazione musicale.

L’arte di arrangiar(si): modificare un brano su noteflight

James Plakovic

James Plakovic: World Beat Music

i è mai capitato di voler suonare un brano che conoscete da disco, ma non sapete da dove iniziare e non trovate lo spartito? Potrebbe essere la colonna sonora di un film, la sigla di un videogame, il ritornello della vostra canzone preferita o, perchè no?, un tema brano di musica classica che vi è capitato di ascoltare. Non aspettate che sia il vostro prof. di musica a proporlo nelle attività dell’anno. E’ il momento di prendere l’iniziativa. In queste righe vi darò qualche consiglio per usare la piattaforma noteflight.com a questo scopo.
Noteflight.com, che abbiamo già utilizzato come programma online di notazione musicale, può esser inteso anche anche come una grande raccolta di brani musicali, basata su un procedimento cooperativo simile a quello di wikipedia. In noteflight i brani inseriti dagli utenti sono indicizzati e possono essere trovati tramite una semplice maschera di ricerca.

Come esempio potete ispirarvi ad alcuni arrangiamenti realizzati dai miei alunni di Crespellano e Calcara nel 2012: provate a dare un’occhiata al post Un’antologia musicale collaborativa.

Fase uno: cercare un brano.

1. Come primo passo dovete chiedervi se la melodia che vorreste suonare è eseguibile sul vostro strumento e con le vostre competenze. Un capriccio di paganini o un assolo di chitarra di Jimi Hendrix forse sono al di là delle vostre possibilità, ma è probabile che una melodia che riuscite a canticchiare facilmente possa essere affrontabile. Ad ogni modo, se avete dei dubbi sul grado di difficoltà di un brano, chiedete consiglio al vostro prof., facendogli ascoltare il pezzo.

2. In secondo luogo dovete trovare lo spartito. Vi consiglio prima di tutto di cercare tra i milioni di brani inseriti dagli utenti nel sito noteflight.com. Se non l’avete già fatto, dovete iscrivervi al sito noteflight.com e ottenere un account personale. L’iscrizione è gratuita e richiede un indirizzo email e potete leggere le procedure di iscrizione a questo link.

3. Una volta entrati con il proprio account vedrete in alto a destra una maschera di ricerca. Inserite il titolo del brano che cercate o il nome dell’autore (o dell’interprete / gruppo). (NB: il sito è più utilizzato e diffuso all’estero, quindi se cercate brani di musica leggera italiana probabilmente rimarrete delusi!)

4. Nel caso di brani molto noti, troverete probabilmente una lunga lista di risultati. Si tratta con tutta probabilità di diversi arrangiamenti dello stesso brano. Molti di questi arrangiamenti saranno poco utili al vostro caso. Aprire diversi file dello stesso titolo e confrontateli per trovare quale si adatta di più alle vostre esigenze. In generale cercate di scegliere una partitura con pochi strumenti e ascoltatela per assicurarvi che risulti fedele alla versione originale del brano che conoscete.

5.Una volta individuato il brano adatto, fatevene una copia. Dal menù File —> Save as a copy. IN questo modo potrete apportare delle modifiche allo sparito per semplificarlo in vista dell’esecuzione. Se siete utenti più esperti, e la vostra melodia si trova all’interno di una partitura molto complessa, potete provare a selezionare le battute che vi interessano, copiarle e incollarle (Paste) in un nuovo spartito (New Score) creato appositamente.

Fase due: Semplificare il brano.

1. Melodia e accompagnamento. Se suonate uno strumento armonico (tastiera, chitarra) valutate se intendete eseguire la parte degli accordi o della melodia (o entrambe!): individuate in quale rigo musicale si trova la parte che vi interessa, mantenete una parte di accompagnamento (il basso o il pianoforte) e eliminate i pentagrammi superflui.

2. Estensione. Se l’estensione raggiunge note con molti tagli addizionali sopra o sotto il rigo, dovrete spostare (trasporre) tutte le note di un’ottava. Selezionate la parte  che vi interessa (cliccate a sinistra del rigo musicale interessato e si selezionerà l’intero rigo). Dal menù Edit scegliete Transpose –> Down Octave (o Up Octave, a seconda dei casi).

3. Chiave. Se volete studiare una parte scritta in chiave di basso (che non siete in grado di usare), dovrete selezionare l’intero rigo musicale e dal menù Staff scegliere Change Clef. Io, in questo caso specifico, vi consiglio di usare la chiave di violino che traspone un’ottava sotto (come nell’immagine di seguito).

noteflight_chiavi

4. Alterazioni in chiave (diesis e bemolli). Conoscete i limiti e le difficoltà del vostro strumento. Nel flauto dolce, ad esempio, è difficile gestire brani con molte alterazioni e con un’estensione melodica troppo ampia. In noteflight c’è la possibilità di ridurre il numero di alterazioni in chiave. In coda a quest’articolo troverete alcune indicazioni per eliminare le difficoltà create da diesis e bemolli ma si tratta di un’operazione un po’ delicata. Provo a dare qualche consiglio per i più volenterosi.
I diesis e i bemolli in chiave si possono eliminare attraverso il menù Staff –> Change Key SIgnature. Si aprirà la finestra che vedi anche in figura. Seleziona la chiave di Do maggiore (ossia C, nella notazione alfabetica anglosassone). La prima a sinistra in alto e l’unica priva di alterazioni.

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Non è ancora finita! Ora, come vedrai, i diesis o i bemolli non sono più indicati dopo la chiave di violino ma sono ‘finiti’ direttamente sul pentagramma! Per eliminare definitivamente il problema bisogna trasportare la musica in una tonalità più comoda. A questo scopo seleziona tutto (fai doppio clic su uno dei rettangolini grigi che compaiono sopra il pentagramma superiore). Quando tutte le parti sono selezionate puoi trasportare il brano spostandoti ogni volta di mezzo tono (half-step) dal menù Edit –> Transpose –> Up half step (ottieni lo stesso risultato premendo contemporaneamente il tasto maiusc+freccia su). La medesima operazione può essere fatta in direzione contraria (asto maiusc+freccia giù).

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Ripeti questa combinazione di tasti fino a che lo spartito non presenterà il minor numero di alterazioni. Infine ascolta nuovamente per assicurarti che, alla prova d’ascolto, tutto funzioni alla perfezione.
Ad ogni modo, se non riuscite a semplificare il brano seguendo queste indicazioni, potete sempre chiedere un aiuto al prof!

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Ricordate inoltre che:

Se volete conservare la traccia del brano per ascoltarla o per leggere lo spartito senza essere costretti a stare davanti al computer, avete due soluzioni:

– stampare la partitura, per averne una copia cartacea (File —> Print).
– Esportare  il brano come file audio, per poterlo ascoltare su un lettore mp3. Per esportare come audio: Menù File –> Export. Scegliete come tipo di file: “WAV Audio” (come in figura).

noteflight 3

Per ulteriori consigli sull’uso di Notflight, potete andare all’articolo precedente: Guida sintetica a noteflight.com.

Come semplificare

Comporre una melodia per contrasti e somiglianze.

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Nell’analisi della melodia dell’Inno alla gioia abbiamo visto come Beethoven utilizzi i principi di contrasto e somiglianza (o variazione) in modo lineare ed efficacie.
Usando il software noteflight, puoi provare mettere in atto un criterio analogo per scrivere una melodia di quattro battute.
Con la classe IIIE abbiamo realizzato una melodia ‘collettiva’ seguendo questi passaggi.

1. Abbiamo preparato un motivo melodico di una battuta. Per rompere il ghiaccio, quattro studenti hanno scelto a turno una nota e un valore di durata. Dopo un primo ascolto e alcune modifiche per migliorare il risultato, il motivo iniziale ‘a’ della nostra melodia è diventato questo:
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2. Per realizzare la seconda battuta abbiamo usato il principio della somiglianza (o variazione). Abbiamo mantenuto la testa del motivo (prime due note) e abbiamo modificato la coda, trasportando le altezze delle ultime due note (da La-Sol a Mi-Do), con questo risultato, a’.

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3. Per la terza battuta abbiamo usato il principio della somiglianza, ma questa volta abbiamo inserito delle nuove note (più brevi), rendendo più movimentata la parte centrale della battuta. Ecco a”.

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4. Infine, per la quarta battuta abbiamo cercato un effetto di contrasto. Abbiamo spostato la melodia in un registro più grave e usato valori ritmici diversi, che iniziano sul levare della battuta precedente: abbiamo ottenuto così una parte b.

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Per rendere il tutto più interessante, abbiamo aggiunto una semplice parte di accompagnamento (Per evitare la chiave di basso, abbiamo usato una chiave di violino che traspone un’ottava sotto).

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Ora tocca a voi: provate a realizzare una melodia di quattro misure lavorando attraverso il principio della somiglianza e del contrasto. Come ormai sapete, per migliorare la propria educazione musicale è necessario ‘sporcarsi le mani’ e provare a comporre!

Alcuni consigli di massima:
1. Durate: Usa preferibilmente valori di 2/4, 1/4, 1/8, punto di durata e legature; eventualmente note da 1/16. E non dimenticare che esistono anche le pause!

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2. Altezze: usa solo le altezze che sai leggere, evita note con troppi tagli addizionali sopra o sotto il pentagramma.
3. Alterazioni, chiavi: come sopra, cerca di non usare simboli che non conosci!
4. Idee musicali: limita la melodia a due sole idee musicali: un motivo melodico verrà modificato attraverso il principio e un altro elemento melodico servirà come contrasto. Inoltre presta molta attenzione alla realizzazione della prima battuta: ascolta più volte il risultato e modifica gli elementi fino ad ottenere un effetto convincente

Al termine del lavoro, inserisci il link del tuo spartito in un commento a questo articolo. Se non sai come condividere uno spartito su noteflight, leggi questo articolo.